Intervista alle autrici de La Fonte di Nazira

 
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Intervista alle autrici de La Fonte di Nazira

a cura di Flavia Alaimo


Quest’oggi Edity vi propone l’intervista fatta a Cecilia Cesaroni, Valentina Lelli e Valentina Sgarbi; autrici del racconto illustrato La Fonte di Nazira.

Alle tre ragazze sono state rivolte poche e semplici domande, che vi permetteranno di sapere qualcosa in più sulle nostre giovani autrici e sulla realizzazione del loro lavoro.




Intervistatore:<<Com’è nata questa vostra collaborazione? Ci sono state delle difficoltà data la vostra distanza?>>

Cecilia Cesaroni:<<Avevo già scritto da un po’ di tempo la storia, ma ho deciso solo in seguito di pubblicarla… e poiché volevo realizzare un racconto illustrato avevo bisogno di qualcuno che si occupasse dei disegni. Così chiesi un po’ in giro tra le persone che conoscevo per trovare un buon illustratore e questi mi consigliarono di guardare alcuni gruppi Facebook. Ed è li ho conosciuto Valentina Sgarbi. Il suo stile mi è piaciuto fin da subito e quindi abbiamo iniziato la nostra collaborazione… adesso all’appello mancava solo qualcuno che si occupasse della colorazione dei disegni!>>

Valentina Sgarbi:<<Si esatto! Ho amato immediatamente la storia proposta da Cecilia e l’ho trovata molto interessante ed è per questo che ho deciso di accettare questa collaborazione. Inoltre conoscevo qualcuno che sicuramente avrebbe potuto aiutarci nella realizzazione del progetto, quindi ho subito proposto e contattato Valentina Lelli. Noi due ci conoscevamo già da prima, avevamo lavorato insieme nella realizzazione di un’altra opera e col tempo siamo diventate amiche… quindi conoscendo le ampie capacità di una e dell’altra ci diamo sempre una mano. Anche per il progetto La Fonte di Nazira, io avendo studiato in un liceo artistico avrei potuto occuparmi sia della realizzazione dei disegni che della loro colorazione ma ho reputato Valentina molto più adatta in questo rispetto a me e sono molto contenta che lei abbia accettato.>> (Valentina Lelli annuisce concorde)

Intervistatore:<<Com’è iniziata la vostra collaborazione con Edity?>>

Cecilia Cesaroni:<<Beh dopo aver trovato tutti i membri per la realizzazione completa dell’opera, adesso ci occorreva appunto un editore… così ho cercato su internet qualche casa editrice in cerca di nuovi autori. Mi ha subito colpito il bando pubblicato, in Aprile, dalla casa editrice Edity e quindi è stato a loro che ho inviato una bozza del nostro progetto, sperando che lo accettassero, perché non tutte decidono di pubblicare un racconto illustrato. Inizialmente, infatti, è stato considerato corto ma poiché la storia è stata reputata interessante, disegni e colori molto belli ed appunto esso nasceva come racconto illustrato; a Luglio dello stesso anno è stato approvato. Successivamente sono stati aggiunti gli ultimi disegni con le rispettive colorazioni ed il tutto è stato concluso ad inizio Ottobre.>>

Intervistatore:<<All’interno della vostra storia vengono affrontati diversi temi importanti come l’alterità, la tirannia, la schiavitù, l’identità e il comportamento osteggiante da parte della famiglia verso i rapporti con persone di diverse etnie o rango. Come mai avete pensato d’introdurre questi temi? Come questi vengono proposti al lettore? E come secondo voi il lettore dovrebbe reagire ad essi?>>

Cecilia Cesaroni:<<Si, sicuramente questa è una letteratura per ragazzi che contiene al suo interno delle tematiche abbastanza forti! Ed proprio questo che volevamo ottenere… presentare delle tematiche impegnative che andassero a rispecchiare quelli che sono i nostri tempi, così come fanno adesso i nuovi film d’animazione della Disney che portano sulla scena contenuti che vanno bene e che possono essere utili ad un pubblico vasto, giovane e adulto. Io principalmente scrivo sempre storie con ambientazione fantasy o fantascientifica.. ad esempio per La Fonte di Nazira mi sono ispirata al manga Sacrificial princess and the king of beasts, infatti anche nella mia storia sono presenti tra i personaggi sia demoni animali che esseri umani.>>

Valentina Sgarbi:<<La storia è stata scritta per un pubblico giovanile, più o meno della nostra età, e tratta tematiche che tutti conosciamo. Diciamo che in un secondo momento è stata riadattata anche per un pubblico di minori.>>

Valentina Lelli:<<Si, va sicuramente bene sia per un pubblico adulto che per i ragazzi delle scuole medie,  poiché i forti temi sono stati affrontati in maniera “soft” per così dire.>>

Valentina Sgarbi:<<Certo, è senza dubbio qualcosa alla portata di tutti e interessante per tutti… a chi se ne parla per la prima volta può già capire di cosa si tratta e restarne incuriosito.>>

Cecilia Cesaroni:<<Per scrivere la storia sono partita dalla mia esperienza personale.. ho diversi amici e conosco diverse persone che hanno un’etnia, religione o grado sociale diverso dal mio.. e stiamo bene tutti insieme, viviamo bene, tra noi non ci sono problemi ci accettiamo nelle nostre diversità e impariamo gli uni dagli altri. Purtroppo non tutti la pensano così e per alcune persone della società passata ed odierna è ancora difficile accettare la diversità. Per questo, insieme agli altri argomenti, ho pensato di proporre questo tema. Nella mia storia si arriva ad un’accettazione di tutte le diverse categorie e spero che questo messaggio di “tolleranza” arrivi e venga messo in atto da quante più persone possibili. Il libro è un punto di partenza ed esso andrebbe discusso su più livelli, dal superficiale al profondo. Inoltre bisogna considerare anche l’importanza delle visioni soggettive e delle proprie chiavi di lettura… qualcuno leggendo la mia storia potrebbe farmi notare cose a cui io non avevo fatto caso… cosi è stato con Valentina Lelli e Valentina Sgarbi, leggendolo sono riuscite a farmi notare e a trarre alcune conclusioni a cui io stessa non avevo pensato.

Anche la scelta dei nomi dei personaggi e del regno è stata fatta seguendo un’attenta ricerca… quasi tutti derivano dall’Hindi ed ho utilizzato parole che richiamassero o l’animale che incarnava il personaggio o una caratteristica del personaggio stesso. Ad esempio Bail significa toro in Hindi e lui è appunto un demone toro o Dulhan prende il significato di sposa.>>

Intervistatore:<<Per quanto riguarda la realizzazione dei disegni e la loro colorazione, invece, come sono state realizzate le tavole e con quali tecniche? Avevate delle indicazioni specifiche sulla realizzazione della scena o sulla sua colorazione?>>

Cecilia Cesaroni:<<Si, davo loro delle indicazioni. Anche l’alternarsi di testo e immagini segue un ordine ben studiato. Ad esempio si può vedere all’interno della La Fonte di Nazira uno splash di due immagini che raccontato il luogo di provenienza di Dulhan, avevo voglia di rendere giustizia al personaggio e al suo regno dato che comunque quasi tutta la vicenda si svolgerà nel reame di Bail. Per i disegni richiedevo la realizzazione di una specifica scena, per la colorazione invece indicavo ad esempio se la scena si stava svolgendo di giorno o di notte.>>

Valentina Sgarbi:<<Esatto lei ,ad esempio, mi diceva: ‘in questa parte del testo, dove i protagonisti attraversano il deserto, c’è una calamità naturale scegli tu quale’.

Io in questo caso ho scelto di rappresentare un tornado. In genere il procedimento era sempre lo stesso. Preparavo molto velocemente due, tre bozze a matita su una carta qualsiasi. Le bozze differenziavano tra loro a seconda delle dimensioni dei soggetti che disegnavo o per la prospettiva che davo all’inquadratura della scena. Dopo di che sceglievamo il disegno che “funzionava meglio”, che reputavamo più adatto insomma, ed io lo ridisegnavo su una carta più pregiata rispetto alla precedente. Infine mi occupavo dell’inchiostrazione del disegno creandone la line art, ossia lo rendevo incancellabile. E’ come se la line art rappresentasse il corpo, il disegno a matita i muscoli e alla base, come scheletro, abbiamo le bozze fatte a matita. Sull’utilizzo della carta in genere ne prediligo un tipo adatto per una tecnica mista, cioè che abbia la capacità di trattenere al meglio matita e inchiostro. Nella rappresentazione del tornado, citato pocanzi, ad esempio avevo utilizzato una penna che ha per punta un pennello, chiamata brush-pen.>>

Valentina Lelli:<<A questo punto arrivava il mio turno… Valentina scannerizzava in 300 dpi il disegno ultimato ed inchiostrato, e me lo inviava. Dopo di che io gli davo una pulita con Photoshop, ossia eliminavo le possibili tracce di scanner e macchie sul disegno e successivamente mi recavo in copisteria per ottenerne la stampa. Preferivo effettuare quest’ultima in copisteria perché il disegno aveva bisogno di essere riprodotto da una stampante laser, in modo da non far sciogliere la line art nel momento della stesura ad acquerello. Per quanto riguarda le tecniche utilizzate, sono miste. Ad esempio, nella tavola che vede Dulhan sul letto, alcuni tratti sono stati realizzati con colorate prismacolor in combinazione con gli acquerelli. La particolarità dei prismacolor è che difficilmente si acquerellano, sono matite colorate ricche di pigmenti e sono facilmente sfumabili tra loro. In genere, quando utilizzo gli acquerelli come metodo di colorazione faccio stampare il disegno su un tipo di carta 100% cotone con una grammatura da 300 gr. Una volta finita la colorazione, scannerizzavo il disegno, effettuavo la solita pulitura e poi lo inviavo alle altre ragazze. Il mio modo di lavorare e alla fine tutto il progetto che abbiamo conseguito prevede veramente uno scarso utilizzo del digitale, viene tutto realizzato in maniera tradizionale.>>


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