Artes (9)

Diretta da: Maria Concetta Di Natale

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    BEAUTY AND SPLENDOUR A cura di: Intorre Sergio 20,00

    Beauty and Splendour – Le arti decorative siciliane nei diari dei viaggiatori inglesi fa parte della collana Artes.

    Questo volume

    è il frutto di uno studio che l’autore ha effettuato sui resoconti dei viaggiatori inglesi che arrivarono in Sicilia tra il XVIII e il XIX secolo, alla ricerca delle opere di arte decorativa.

    L’interesse del volume sta quindi, nell’originalità della ricerca condotta sulle Arti Decorative nei diari dei viaggiatori.

    Certamente, un aspetto affascinante è leggere della sorpresa dei viaggiatori di fronte la devozione dei siciliani verso i simulacri sacri. Dai resoconti di viaggio emergono inoltre le figure dei principali collezionisti dell’epoca.

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    Da Palazzo Abatellis al MUCEB A cura di: Vito Ferrantelli 15,00

    Al MUCEB (Museo delle Ceramiche di Burgio), la concessione della Galleria Regionale di Palazzo Abatellis ha permesso di recuperare e migliorare l’offerta culturale del territorio.

    Prima di tutto, questo volume fa parte della Collana “Quaderni del MUCEB” a cura di Vito Ferrantelli.
    L’autore qui spiega l’importanza della ceramica siciliana, probabilmente tra i più importanti reperti nel patrimonio artistico mondiale: un’antica tradizione, che afferma la vivacità di questo settore dell’economia locale e, allo tempo stesso, identità del piccolo paese.

    Un altro elemento importante è che tra le opere esposte, vi sono altre ceramiche siciliane provenienti da Palermo, Caltagirone, Sciacca, Trapani e Collesano. Come risultato, queste hanno permesso di mettere a confronto, forme, decori, colori e immagini.

    La ceramica è, oggi più che mai, viva. Sta a noi operatori culturali creare le condizioni per farla crescere.

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    Il Museo dell’Università A cura di: Barbera Gioacchino, Di Natale Maria Concetta, 20,00 10,00
    Collana Artes – “Il Museo dell’Università. Dalla Pinacoteca della Regia Università di Palermo alla Galleria di Palazzo Abatellis” a cura di Gioacchino Barbera, Maria Concetta Di Natale.
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    L’ARTE OLTRE LA MATERIA. CERAMICHE DISEGNI DIPINTI A cura di: Giovanni De Simone 25,00

    “Le fabbriche di ceramica costituiscono uno dei più cospicui punti d’incontro e di contatto tra tendenze e stili “colti” e “popolari”, sicchè i loro prodotti riflettono il confluire di due filoni culturali che spesso sono perfettamente fusi in un tutt’uno armonico”. Così Antonino Buttitta introduce la “ceramica popolare” nella sua voce dell’Enciclopedia Universale dell’Arte.
    Quella di Giovanni De Simone è una produzione ceramica che risponde ai due filoni che non sono paralleli ma che, piuttosto procedono a fianco, trovando innumerevoli punti d’incontro. Non a caso opere come le lucerne realizzate da De Simone trovano rispondenza in quanto ancora annota Buttitta: “Nei prodotti ceramici nei quali artisticità e funzionalità concorrono ad un unico scopo di decoro , le lucerne siciliane a figura umana costituiscono uno degli esempi più nobili e cospicui”.

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    LA PATRIA ESPOSTA. ARTE E STORIA NELLE MOSTRE E NEI MUSEI DEL RISORGIMENTO A cura di: Brevetti Giulio 60,00

    Manoscritti, giornali, stampe, proclami, lettere, manifesti, libri, fogli volanti. E poi dipinti, sculture, tempere, acquerelli, disegni, xilografie, litografie, fotografie. E inoltre armi, uniformi, bandiere e cimeli militari. Questo e altro ancora è il materiale che usualmente costituisce un’esposizione di memoria risorgimentale ideata, progettata, allestita al fine di ricostruire e ricordare un determinato episodio o la presenza di uno o più personaggi, in forma permanente, come musei dedicati e civici, o temporanea, generalmente allo scadere di un anniversario o di una specifica ricorrenza. Questa tipologia espositiva ha da sempre costituito il mezzo più efficace per servire la pedagogia del Risorgimento rivolta dalla Patria al popolo da educare, adottata in tutte le regioni e le province del Paese che conservano oggetti e cimeli di quel periodo, specialmente in occasione delle Celebrazioni nazionali.
    Fino a oggi, a occuparsi di questo tipo di esposizioni sono stati quasi esclusivamente gli studi storici, che hanno focalizzato la loro attenzione sull’utilizzo in chiave politica della memoria risorgimentale, sottolineando come e perché l’establishment abbia di volta in volta impiegato o obliato tale eredità materiale e spirituale per consolidare il proprio potere. A essere trascurata è stata insomma l’esperienza empirica vissuta tanto dall’organizzatore quanto dal fruitore che, seppur sia stata fisicamente limitata nel tempo e nello spazio, è ancora oggi ricavabile non soltanto dai cataloghi ma anche dalle testimonianze scritte e visive di chi vi ha lavorato o vi è stato in visita. Un’esperienza fatta di spazi, percorsi, ambienti, suggestioni, scelta degli oggetti e loro uso e disposizione, opere d’arte e attenzione o meno al fattore estetico. “Leggere” nella sua interezza un allestimento è d’altronde compito che non attiene allo storico ma ad altre categorie di studiosi – storici dell’arte e critici d’arte, museologi e museografi – che tuttavia soltanto sporadicamente hanno preso in considerazione tale particolare tipologia espositiva. Manca infatti a tutt’oggi un lavoro che si soffermi sulla forma, oltre che sulla sostanza; che legga l’intero fenomeno dalla sua nascita fino ai giorni nostri; che individui le principali tappe di tale pratica, assieme alle diverse varietà proposte; che restituisca, infine, agli uomini e alle donne coinvolti nel corso del tempo lo spazio e il riconoscimento che meritano.

    Questo volume – che intreccia saperi diversi ma strettamente legati tra loro – ambisce dunque a ricostruire e ad analizzare il fenomeno espositivo a tematica risorgimentale dalla prospettiva storico-artistica prediligendo, contrariamente agli studi storici, le mostre piuttosto che i musei.

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    ORIZZONTI DI CERAMICA IN SICILIA IN EPOCA CONTEMPORANEA A cura di: Cristina Costanzo 35,00

    Lo studio di Cristina Costanzo Orizzonti di ceramica in Sicilia in epoca contemporanea. Carla Accardi, Pietro Consagra, Renato Guttuso è dedicato a una selezione di esperienze artistiche siciliane particolarmente significative nel campo della ceramica del Novecento. Riservandosi un approfondimento sino ai giorni nostri in un volume di prossima uscita, il saggio traccia un excursus dell’impiego della ceramica siciliana dalla fine del XIX secolo sino agli anni 2000.

    Seguendo un percorso particolarmente vivace e creativo questo medium, che in Sicilia vanta una tradizione millenaria, si piega con successo all’urgenza di totalità delle arti e, a cavallo tra artigianato, pittura e scultura, rivela il proprio straordinario potenziale. Ripercorrendo le vicende della Ceramica Florio, con cui collaborano Ernesto Basile e Rocco Lentini, Cristina Costanzo esamina la relazione trasversale che intercorre tra arte e artigianato, facendo riferimento all’importante collaborazione di Pippo Rizzo con la ceramica futurista faentina.

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    Passio Christi | La Grande Passione A cura di: Chiara Agnello 25,00

    La Grande Passione di Albrecht Dürer è qui racchiuso in 12 incisioni. 

    Questo lavoro ha come tema principale la Passione di Nostro Signore Gesù  Cristo.

    Le incisioni […] si prestano a una nuova esperienza estetica religiosa; infatti, a differenza delle tele […] il lavoro d’incisione favorisce lo scavo dell’immagine e quindi un’accentuazione del segno grafico. Esso non serve soltanto a contornare i personaggi o a delimitare gli spazi, quanto piuttosto a dare forza/intensità al profilo e profondità ai sentimenti.

    Albrecht Dürer

    stabilendosi a Norimberga nel 1495 […], si dedica al progetto di una raffigurazione della Passione di Cristo.

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    Per la raccolta museale del Teatro Massimo di Palermo A cura di: Cristina Costanzo 20,00

    Il lavoro di Cristina Costanzo si è concentrato sulla raccolta museale del Teatro Massimo.
    Soprattutto, attraverso sopralluoghi, ha potuto visionare i materiali e ha individuato un patrimonio eterogeneo.
    Il corpus più antico faceva parte della collezione del Museo d’Arte Teatrale.

    Dipinti, sculture, disegni di architettura, archetipi, fotografie e stampe nella maggior parte dei casi inediti sono presi in esame, formando un’ampia selezione di lavori raccolti.

    Pertanto, l’indagine del contesto storico-artistico e della temperie culturale palermitana dei secoli XIX e XX è il punto di partenza dell’analisi.

    Infine, l’auspicio è che tale prima ricognizione della raccolta storico-artistica del Teatro Massimo, possa offrirsi a una ulteriore e più ampia indagine finalizzata alla conoscenza di un patrimonio ancora da scoprire.

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    Sher Avner Bridge Palermo Jerusalem. Un ponte tra Palermo e Gerusalemme A cura di: Ermanno Tedesci, Flavia Alaimo, 25,00

    Sher Avner è un architetto-artista di origine israeliana, formatosi al Technion Institute of Technology di Haifa.
    Il significato delle sue opere è una attenta riflessione sul tema della integrazione religiosa, culturale e sociale. Lo fa, attraverso l’impiego del sughero nelle sue opere.

    L’ispirazione delle opere di Avner Sher è legata a Gerusalemme e ai concetti di distruzione e rinascita. Per questo motivo, al centro dei suoi lavori, c’è la storia del popolo ebraico e del Medio Oriente.
    Il “ponte”, che dà il nome alla mostra, è  certamente la metafora del ruolo che l’arte può ricoprire nella società contemporanea.

    La mostra, curata da Ermanno Tedeschi e Flavia Alaimo, è organizzata dall’Associazione Culturale ACRIBIA, in collaborazione con l’Università degli Studi di Palermo e col patrocinio dell’Ambasciata di Israele.
    Si inserisce tra gli eventi di Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018.