Edity Press (30)
  • L’idea di questo libro è nata per gioco. Tradurre dal greco o dal latino mi ha sempre affascinato, ma non avevo mai preso in considerazione la possibilità di tradurre dei classici in dialetto siciliano. Il risultato del primo esperimento, su alcuni versi di Archiloco, mi ha però subito entusiasmato. E così un esperimento è diventato un progetto, una sfida estremamente stimolante, creativa, divertente. Man mano mi sono reso  conto, con crescente meraviglia e gioia, della potenza espressiva del dialetto siciliano, in termini di suggestione immaginifica e sonora: una potenza di resa intensa e accattivante, che non mi ha fatto rimpiangere,
    specie nei casi meglio riusciti, la lingua italiana.

    A vita è na rota by: Paolo Scelfo 10,00

    A vita è na rota

    Lirici greci in dialetto siciliano.
    Il libro è una raccolta di poesie greche tradotte in dialetto siciliano.

    L’autore, Paolo Scelfo,  attraverso questa operazione di traduzione ha tentato dove possibile di attenersi quanto più all’originale. Dove non è stato possibile, è intervenuto con modifiche e arricchimenti del concetto di partenza.

    Tradurre è sempre un’operazione complessa: si è di fronte a due mondi, più o meno lontani ma comunque distanti: nel tempo, nello spazio, nella storia, nelle categorie culturali, nella visione del mondo e ovviamente nella lingua.

    Paolo Scelfo è un docente di lingua italiana, latina e greca che dimostra in questo lavoro le sue competenze da filologo.

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  • Antonio Fogazzaro – Piccolo Mondo Antico

    Si dicono classici quei libri che costituiscono una ricchezza per chi li ha letti e amati; ma costituiscono una ricchezza non minore per chi si riserba la fortuna di leggerli per la prima volta nelle condizioni migliori per gustarli.
    Italo Calvino

    Edity propone una selezione di classici della narrativa in una nuova collana, curata da Elvira Martino, dal titolo “Exempla”,  esemplari e modelli che, nonostante il tempo trascorso, riescono a dirci sempre qualcosa.

     

    Antonio Fogazzaro – Piccolo Mondo Antico by: Elvira Martino 4,99

    Antonio Fogazzaro – Piccolo Mondo Antico

    Si dicono classici quei libri che costituiscono una ricchezza per chi li ha letti e amati; ma costituiscono una ricchezza non minore per chi si riserba la fortuna di leggerli per la prima volta nelle condizioni migliori per gustarli.
    Italo Calvino

    Edity propone una selezione di classici della narrativa in una nuova collana, curata da Elvira Martino, dal titolo “Exempla”,  esemplari e modelli che, nonostante il tempo trascorso, riescono a dirci sempre qualcosa.

     

     

  • I Canti di Giacomo Leopardi segnano l’approdo capitale della poesia di ogni tempo.

    I Canti sono il capolavoro di Leopardi e, forse, la sua vera ragione di vita. Mentre egli scrive poesia, i suoi stati d’animo sono spesso mutevoli, e al di là di ciò che egli afferma, il sentimento legato all’esistenza infelice si trasforma in desiderio di felicità e di vita. Nel Canti, il recanatese esprime ricordi, moti interiori, emozioni, sentimenti, riflessioni personali e filosofiche. La poesia diventa espressione libera e sincera di ogni aspetto della vita.

     

    Canti – Giacomo Leopardi by: Elvira Martino 4,99

    I Canti di Giacomo Leopardi segnano l’approdo capitale della poesia di ogni tempo.

    I Canti sono il capolavoro di Leopardi e, forse, la sua vera ragione di vita. Mentre egli scrive poesia, i suoi stati d’animo sono spesso mutevoli, e al di là di ciò che egli afferma, il sentimento legato all’esistenza infelice si trasforma in desiderio di felicità e di vita. Nel Canti, il recanatese esprime ricordi, moti interiori, emozioni, sentimenti, riflessioni personali e filosofiche. La poesia diventa espressione libera e sincera di ogni aspetto della vita.

  • Carlo Collodi – Pinocchio

    Si dicono classici quei libri che costituiscono una ricchezza per chi li ha letti e amati; ma costituiscono una ricchezza non minore per chi si riserba la fortuna di leggerli per la prima volta nelle condizioni migliori per gustarli.
    Italo Calvino

    Edity propone una selezione di classici della narrativa in una nuova collana, curata da Elvira Martino, dal titolo “Exempla”,  esemplari e modelli che, nonostante il tempo trascorso, riescono a dirci sempre qualcosa.

    Carlo Collodi – Pinocchio by: Elvira Martino 4,99

    Carlo Collodi – Pinocchio

    Si dicono classici quei libri che costituiscono una ricchezza per chi li ha letti e amati; ma costituiscono una ricchezza non minore per chi si riserba la fortuna di leggerli per la prima volta nelle condizioni migliori per gustarli.
    Italo Calvino

    Edity propone una selezione di classici della narrativa in una nuova collana, curata da Elvira Martino, dal titolo “Exempla”,  esemplari e modelli che, nonostante il tempo trascorso, riescono a dirci sempre qualcosa.

    Tra gli innumerevoli generi letterari che persistono o nascono ogni anno, ce n’è uno che, nonostante il passare delle mode, continua a occupare invariabilmente il suo posto nelle grandi librerie: i classici. Questa categoria comprende al suo interno svariati generi, dalla narrativa, ai romanzi rosa, dai gialli al fantascientifico. Con “classici” intendiamo tutti quei libri che, in un modo o nell’altro, continuano a emozionare i lettori di ogni epoca.

    Alberto Asor Rosa,
    scrittore e critico letterario, offre una definizione quanto mai pertinente e articolata riguardo ciò: i grandi classici sono sempre degli scrittori “radicali”, nel senso più proprio del termine, in quanto, appunto, “vanno alla radice delle cose”, esplorano, sommuovono le profondità dell’essere, come un aratro che rovescia le zolle e ne mostra il lato a lungo nascosto. Rappresentare l’essere significa necessariamente tornare verso le origini, rimontare all’indietro o scendere in profondità al di là della civilizzazione. In ogni grande classico l’elemento barbarico, primitivo, è almeno altrettanto forte di quello che esprime la civiltà e la cultura. […] grande classico è l’artista che, per costruire un ordine, deve necessariamente spazzarne via molti altri. Di conseguenza, ciò che lui fa è talmente specifico e peculiare da non poter essere mai veramente ripetuto.

    Edity propone una selezione di classici della narrativa in una nuova collana dal titolo “Exempla”, esemplari e modelli che, no-nostante il tempo trascorso, riescono a dirci sempre qualcosa.

     

  • Cenere fa parte dei romanzi della maturità artistica e umana di Grazia Deledda, prima e unica donna italiana premio Nobel per la Letteratura del 1926.
    Il romanzo, inizialmente pubblicato sulla “Nuova Antologia” nel 1903 (nn. 187-88 gennaio-marzo) e poi in volume nel 1904 presso l’editrice romana Ripamonti e Colombo, da cui fu tratto nel 1916 un film interpretato da Eleonora Duse, attesta la raggiunta maturità della scrittrice.
    In esso sono presenti tutti gli elementi che l’hanno resa famosa e meritevole del Nobel. Primo fra tutti, il perfetto compenetrarsi tra i personaggi con i loro caratteri peculiari e la natura. E la gente che la Deledda disegna, qui come in tutte le sue opere, costruisce un quadro mirabile di passioni, patemi, ingenuità e crudeltà senza colpe.

    Cenere – Grazia Deledda by: Elvira Martino 4,99

    Cenere fa parte dei romanzi della maturità artistica e umana di Grazia Deledda, prima e unica donna italiana premio Nobel per la Letteratura del 1926.
    Il romanzo, inizialmente pubblicato sulla “Nuova Antologia” nel 1903 (nn. 187-88 gennaio-marzo) e poi in volume nel 1904 presso l’editrice romana Ripamonti e Colombo, da cui fu tratto nel 1916 un film interpretato da Eleonora Duse, attesta la raggiunta maturità della scrittrice.
    In esso sono presenti tutti gli elementi che l’hanno resa famosa e meritevole del Nobel. Primo fra tutti, il perfetto compenetrarsi tra i personaggi con i loro caratteri peculiari e la natura. E la gente che la Deledda disegna, qui come in tutte le sue opere, costruisce un quadro mirabile di passioni, patemi, ingenuità e crudeltà senza colpe.

  • Cibo da amare non da odiare.

    Questo nostro nuovo volume è un ricettario golosissimo di colazioni e spuntini “fit”, disponibile all’acquisto nel nostro store online.

    Cibo da amare non da odiare – Feliciana Conte by: Feliciana Conte 12,00

    Cibo da amare non da odiare. FIT FOOD

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    Cibo da amare non da odiare. FIT FOOD

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  • Coming Soon di Pupi Fuschi

    Indagare nella mente di un artista non è impresa facile: capire quale sia il moto creativo, da dove nasca e cosa lo caratterizza; l’artista esprime tutto questo attraverso tele e disegni che, seppur nati dalla stessa mano, si differenziano in modo notevole. Il concetto principe è quello di cogliere la sostanza e il significato delle cose ben oltre il mero senso estetico. Quel che si vuole ottenere è estrapolare il contenuto andando a scoprire ciò che c’è dentro. Per l’artista palermitana Pupi Fuschi il tempo è la chiave di lettura: il tempo dello sguardo, del ricordo, della contemplazione, della posa o ancora, dell’ossessione. Lungo il suo percorso il tempo è affiancato dal cambiamento che avviene, assumendosi le proprie responsabilità verso la riuscita personale.

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    Coming Soon di Pupi Fuschi by: Raffaello Contemporary Art 10,00

    Coming Soon di Pupi Fuschi

    Indagare nella mente di un artista non è impresa facile: capire quale sia il moto creativo, da dove nasca e cosa lo caratterizza; l’artista esprime tutto questo attraverso tele e disegni che, seppur nati dalla stessa mano, si differenziano in modo notevole. Il concetto principe è quello di cogliere la sostanza e il significato delle cose ben oltre il mero senso estetico. Quel che si vuole ottenere è estrapolare il contenuto andando a scoprire ciò che c’è dentro. Per l’artista palermitana Pupi Fuschi il tempo è la chiave di lettura: il tempo dello sguardo, del ricordo, della contemplazione, della posa o ancora, dell’ossessione. Lungo il suo percorso il tempo è affiancato dal cambiamento che avviene, assumendosi le proprie responsabilità verso la riuscita personale.

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  • Danny Young è un tredicenne che vive in una fattoria a nord di Athan City.
    A seguito di un violentissimo attacco alla città, gli adolescenti vengono obbligati a frequentare un’accademia di arti marziali per affinare le proprie capacità di combattimento. Per poter difendere se stessi e gli altri. Ne Il torneo delle quattro accademie, primo capitolo della saga, Danny si trasformerà da timido ragazzino amante della logica in un artista marziale talentuoso.

     

    Danny Young e il torneo delle quattro accademie by: Fabrizio Mondo 10,00

    Danny Young e il torneo delle quattro accademie
    Il protagonista è un tredicenne che vive in una fattoria a nord di Athan City.
    A seguito di un violentissimo attacco alla città, gli adolescenti vengono obbligati a frequentare un’accademia di arti marziali per affinare le proprie capacità di combattimento. Per poter difendere se stessi e gli altri. Ne Il torneo delle quattro accademie, primo capitolo della saga, Danny si trasformerà da timido ragazzino amante della logica in un artista marziale talentuoso.

    Fabrizio, da dove nasce l’idea di un fantasy young adult?

    La spinta più grande mi è arrivata dal mio amore per le arti marziali. L’ambientazione in un mondo possibile ma inesistente d’altra parte, mi ha dato molta più libertà nel creare un universo credibile con le proprie regole. Se avessi deciso di ambientarlo ai giorni nostri, ad esempio, non ci sarebbe stata una giustificazione al fatto che nell’universo di Danny non ci sono armi da fuoco ma tutto è affidato alla fisicità.

     

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  • Mentre Danny e Baokang parlavano l’acqua del pentolone cominciò a bollire, in modo sempre più agitato. “Guarda bene Danny, sto cucinando del riso. Quando ho bisogno di stare con me stesso, di riflettere, di concentrarmi o di imparare una lezione dai miei errori, mi ritiro sempre in questa sala e comincio a cucinare del riso. C’è molto della mia arte e del mio spirito nel vapore emanato dal riso. Il vapore mi ricorda l’esistenza dell’energia, dello spirito vitale che domina ogni uomo e che gli consente di effettuare ogni suo passo. Senza tale spirito Danny, un uomo è perduto.”
    Danny Young e la cospirazione dei Nemori di Edity
    Fabrizio Mondo, già autore di Danny Young e il torneo delle quattro accademie è un appassiona – to di scrittura, comunicazione ed arti marziali, nelle quali vanta esperienze concrete in discipline come la Capoeira, il Taekwondo ITF e il Jeet Kune Do. Dipendente pubblico di professione, scrive per diffondere la cultura e la filosofia delle arti marziali come strumento per la crescita personale.

     

    Danny Young e la cospirazione dei Nemori by: Fabrizio Mondo 10,00

    Danny Young e la cospirazione dei Nemori

    Mentre Danny e Baokang parlavano l’acqua del pentolone cominciò a bollire, in modo sempre più agitato. “Guarda bene Danny, sto cucinando del riso. Quando ho bisogno di stare con me stesso, di riflettere, di concentrarmi o di imparare una lezione dai miei errori, mi ritiro sempre in questa sala e comincio a cucinare del riso. C’è molto della mia arte e del mio spirito nel vapore emanato dal riso. Il vapore mi ricorda l’esistenza dell’energia, dello spirito vitale che domina ogni uomo e che gli consente di effettuare ogni suo passo. Senza tale spirito Danny, un uomo è perduto.”
    Danny Young e la cospirazione dei Nemori di Edity

    Fabrizio Mondo, già autore di Danny Young e il torneo delle quattro accademie è un appassiona – to di scrittura, comunicazione ed arti marziali, nelle quali vanta esperienze concrete in discipline come la Capoeira, il Taekwondo ITF e il Jeet Kune Do. Dipendente pubblico di professione, scrive per diffondere la cultura e la filosofia delle arti marziali come strumento per la crescita personale.

    Danny Young e la cospirazione dei Nemori

    Mentre Danny e Baokang parlavano l’acqua del pentolone cominciò a bollire, in modo sempre più agitato. “Guarda bene Danny, sto cucinando del riso. Quando ho bisogno di stare con me stesso, di riflettere, di concentrarmi o di imparare una lezione dai miei errori, mi ritiro sempre in questa sala e comincio a cucinare del riso. C’è molto della mia arte e del mio spirito nel vapore emanato dal riso. Il vapore mi ricorda l’esistenza dell’energia, dello spirito vitale che domina ogni uomo e che gli consente di effettuare ogni suo passo. Senza tale spirito Danny, un uomo è perduto.”
    Danny Young e la cospirazione dei Nemori di Edity

    Fabrizio Mondo, già autore di Danny Young e il torneo delle quattro accademie è un appassiona – to di scrittura, comunicazione ed arti marziali, nelle quali vanta esperienze concrete in discipline come la Capoeira, il Taekwondo ITF e il Jeet Kune Do. Dipendente pubblico di professione, scrive per diffondere la cultura e la filosofia delle arti marziali come strumento per la crescita personale.

    Danny Young e la cospirazione dei Nemori

    Mentre Danny e Baokang parlavano l’acqua del pentolone cominciò a bollire, in modo sempre più agitato. “Guarda bene Danny, sto cucinando del riso. Quando ho bisogno di stare con me stesso, di riflettere, di concentrarmi o di imparare una lezione dai miei errori, mi ritiro sempre in questa sala e comincio a cucinare del riso. C’è molto della mia arte e del mio spirito nel vapore emanato dal riso. Il vapore mi ricorda l’esistenza dell’energia, dello spirito vitale che domina ogni uomo e che gli consente di effettuare ogni suo passo. Senza tale spirito Danny, un uomo è perduto.”
    Danny Young e la cospirazione dei Nemori di Edity

    Fabrizio Mondo, già autore di Danny Young e il torneo delle quattro accademie è un appassiona – to di scrittura, comunicazione ed arti marziali, nelle quali vanta esperienze concrete in discipline come la Capoeira, il Taekwondo ITF e il Jeet Kune Do. Dipendente pubblico di professione, scrive per diffondere la cultura e la filosofia delle arti marziali come strumento per la crescita personale.

    Danny Young e la cospirazione dei Nemori

    Mentre Danny e Baokang parlavano l’acqua del pentolone cominciò a bollire, in modo sempre più agitato. “Guarda bene Danny, sto cucinando del riso. Quando ho bisogno di stare con me stesso, di riflettere, di concentrarmi o di imparare una lezione dai miei errori, mi ritiro sempre in questa sala e comincio a cucinare del riso. C’è molto della mia arte e del mio spirito nel vapore emanato dal riso. Il vapore mi ricorda l’esistenza dell’energia, dello spirito vitale che domina ogni uomo e che gli consente di effettuare ogni suo passo. Senza tale spirito Danny, un uomo è perduto.”
    Danny Young e la cospirazione dei Nemori di Edity

    Fabrizio Mondo, già autore di Danny Young e il torneo delle quattro accademie è un appassiona – to di scrittura, comunicazione ed arti marziali, nelle quali vanta esperienze concrete in discipline come la Capoeira, il Taekwondo ITF e il Jeet Kune Do. Dipendente pubblico di professione, scrive per diffondere la cultura e la filosofia delle arti marziali come strumento per la crescita personale.

    Danny Young e la cospirazione dei Nemori

    Mentre Danny e Baokang parlavano l’acqua del pentolone cominciò a bollire, in modo sempre più agitato. “Guarda bene Danny, sto cucinando del riso. Quando ho bisogno di stare con me stesso, di riflettere, di concentrarmi o di imparare una lezione dai miei errori, mi ritiro sempre in questa sala e comincio a cucinare del riso. C’è molto della mia arte e del mio spirito nel vapore emanato dal riso. Il vapore mi ricorda l’esistenza dell’energia, dello spirito vitale che domina ogni uomo e che gli consente di effettuare ogni suo passo. Senza tale spirito Danny, un uomo è perduto.”
    Danny Young e la cospirazione dei Nemori di Edity

    Fabrizio Mondo, già autore di Danny Young e il torneo delle quattro accademie è un appassiona – to di scrittura, comunicazione ed arti marziali, nelle quali vanta esperienze concrete in discipline come la Capoeira, il Taekwondo ITF e il Jeet Kune Do. Dipendente pubblico di professione, scrive per diffondere la cultura e la filosofia delle arti marziali come strumento per la crescita personale.

     

  • Emilio Salgari – Il Corsaro Nero

    Si dicono classici quei libri che costituiscono una ricchezza per chi li ha letti e amati; ma costituiscono una ricchezza non minore per chi si riserba la fortuna di leggerli per la prima volta nelle condizioni migliori per gustarli.
    Italo Calvino

    Edity propone una selezione di classici della narrativa in una nuova collana, curata da Elvira Martino, dal titolo “Exempla”,  esemplari e modelli che, nonostante il tempo trascorso, riescono a dirci sempre qualcosa.

     

    Emilio Salgari – Il Corsaro Nero by: Elvira Martino 4,99

    Emilio Salgari – Il Corsaro Nero

    Si dicono classici quei libri che costituiscono una ricchezza per chi li ha letti e amati; ma costituiscono una ricchezza non minore per chi si riserba la fortuna di leggerli per la prima volta nelle condizioni migliori per gustarli.
    Italo Calvino

    Edity propone una selezione di classici della narrativa in una nuova collana, curata da Elvira Martino, dal titolo “Exempla”,  esemplari e modelli che, nonostante il tempo trascorso, riescono a dirci sempre qualcosa.

     

  • Le favole danno la possibilità ai bambini, e non solo, di entrare alla scoperta del proprio mondo emotivo.

    Attraverso le favole i bambini apprendono schemi nuovi di comportamento, imparano a rispondere più efficacemente a diverse situazioni che gli vengono prospettate.

    Il momento delle storie raccontate e ascoltate dai più piccoli prende un significato emotivo molto più grande del gesto in sé. È unico nel suo genere.

    Per Natale abbiamo pensato a un doppio gesto: per ogni libro acquistato infatti doneremo un libro alle associazioni che si occupano di bambini in contesti come ospedali, centri terapeutici o comunità.

    Il libro è illustrato dalla bravissima Daniela Corda.

    Acquistare il nostro libro di favole renderà Favoloso questo Natale veramente per tutti i bambini.

    Quindi non esitate, e aiutateci a aiutare.

    Favolose. Storie della Buona Notte by: Elvira Martino, Daniela Corda, 10,00

    Favolose storie di Natale per tutti i bambini: scopri come.

    Le favole danno la possibilità ai bambini, e non solo, di entrare alla scoperta del proprio mondo emotivo.

    Attraverso le favole i bambini apprendono schemi nuovi di comportamento, imparano a rispondere più efficacemente a diverse situazioni che gli vengono prospettate.

    Il momento delle storie raccontate e ascoltate dai più piccoli prende un significato emotivo molto più grande del gesto in sé. È unico nel suo genere.

    Per Natale abbiamo pensato a un doppio gesto: per ogni libro acquistato infatti doneremo un libro alle associazioni che si occupano di bambini in contesti non molto felici, come ospedali, centri terapeutici o comunità.

    Acquistare il nostro libro di favole renderà Favoloso questo Natale veramente per tutti i bambini.

    Quindi non esitate, e aiutateci a aiutare.

  • Questo volumetto nasce dal desiderio di condividere la collezione
    di mattonelle maiolicate che ho trovato e raccolto tra le macerie di
    edifici e palazzi in rovina nel centro storico di Palermo, negli anni
    Novanta, periodo in cui ho diretto il servizio Interventi Urgenti e
    Manutentivi per l’Ufficio del Centro Storico del Comune di Palermo.
    Dopo due decenni molto bui per la storia della città, le tragiche
    morti dei giudici Falcone e Borsellino avevano innescato una fase di
    svolta a Palermo, con migliaia di cittadini che scendevano in piazza
    contro la mafia e le logiche che, nei due decenni precedenti, aveva-
    no portato la città al disastro. Ciò condusse, fra le altre cose, ad un
    processo generale di riqualificazione edilizia e urbanistica di Palermo
    che prese l’avvio dal risanamento del centro storico della città che,
    con i suoi 250 ettari, è uno dei centri storici più grandi d’Europa non-
    ché uno fra i più interessanti.

     

    Frammenti. Mattonelle maiolicate dal centro storico di Palermo by: Mario Scotto 15,00

    Frammenti. Mattonelle maiolicate dal centro storico di Palermo
    Questo volumetto nasce dal desiderio di condividere la collezione di mattonelle maiolicate che ho trovato e raccolto tra le macerie di edifici e palazzi in rovina nel centro storico di Palermo. Prevalentemente negli anni Novanta, periodo in cui ho diretto il servizio Interventi Urgenti e Manutentivi per l’Ufficio del Centro Storico del Comune di Palermo.
    Dopo due decenni molto bui per la storia della città, le tragiche morti dei giudici Falcone e Borsellino avevano innescato una fase di svolta a Palermo. Migliaia di cittadini che scendevano in piazza contro la mafia e le logiche che, nei due decenni precedenti, avevano portato la città al disastro. Ciò condusse, fra le altre cose, ad un processo generale di riqualificazione edilizia e urbanistica di Palermo che prese l’avvio dal risanamento del centro storico della città. Centro Storico che, con i suoi 250 ettari, è uno dei centri storici più grandi d’Europa non ché uno fra i più interessanti.

  • Grande Guerra Piccolo paese. Nel Carteggio Levante-Gallegra 1916-1918

    Come ha scritto uno dei più autorevoli studiosi italiani del Primo
    conflitto mondiale, «la Grande Guerra fu un produttore su larga scala
    di scritture testimoniali, in particolare di corrispondenza epistolare,
    la quale, per l’eccezionalità dell’investimento emotivo connesso all’esperienza che l’aveva prodotta, fu conservata in misura probabilmente superiore all’ordinario nell’ambito della sfera privata, talvolta nelle strutture archivistiche pubbliche, o per ragioni e finalità censorie o per scopi celebrativi e monumentali. Ciò significa che dobbiamo considerare l’epoca della Grande Guerra come una fase di rappresentazione collettiva unica fino a quel momento per estensione, profondità e capillarità, e perciò per noi un’occasione rara di attingere a fonti testimoniali per lo studio non solo dell’esperienza di guerra in quanto tale, ma più in generale dei fenomeni sociali e di cambiamento culturale dell’epoca» (Antonio Gibelli, Introduzione a Paul Fussel, La Grande Guerra e la memoria moderna, il Mulino, Bologna 1984, pp. XXV-XXVI). Per quanto concerne in particolare la corrispondenza epistolare, essa ebbe durante la Prima guerra mondiale per i combattenti un valore
    inestimabile. Significò infatti «mantenere vivi i rapporti familiari e il
    contatto con la vita e la propria identità precedente», in una situazione in cui «il sollievo nel ricevere notizie da casa non conosce differenze di grado e anzi concorre a creare quella comunità di combattenti che si sviluppa con la condivisione della realtà quotidiana della guerra»

    Dalla prefazione di Santi Fedele

    Grande guerra piccolo paese by: Angelo Ciolino 16,00

    Grande Guerra Piccolo paese. Nel Carteggio Levante-Gallegra 1916-1918

    Come ha scritto uno dei più autorevoli studiosi italiani del Primo conflitto mondiale, «la Grande Guerra fu un produttore su larga scala di scritture testimoniali.
    In particolare di corrispondenza epistolare, la quale, per l’eccezionalità dell’investimento emotivo connesso all’esperienza che l’aveva prodotta, fu conservata in misura probabilmente superiore all’ordinario.
    Ciò significa che dobbiamo considerare l’epoca della Grande Guerra come una fase di rappresentazione collettiva unica.

    Fino a quel momento per estensione, profondità e capillarità, e perciò per noi un’occasione rara di attingere a fonti testimoniali per lo studio non solo dell’esperienza di guerra in quanto tale, ma più in generale dei fenomeni sociali e di cambiamento culturale dell’epoca» (Antonio Gibelli, Introduzione a Paul Fussel, La Grande Guerra e la memoria moderna, il Mulino, Bologna 1984, pp. XXV-XXVI). Per quanto concerne in particolare la corrispondenza epistolare, essa ebbe durante la Prima guerra mondiale per i combattenti un valore inestimabile. Significò infatti «mantenere vivi i rapporti familiari e il
    contatto con la vita e la propria identità precedente», in una situazione in cui «il sollievo nel ricevere notizie da casa non conosce differenze di grado e anzi concorre a creare quella comunità di combattenti che si sviluppa con la condivisione della realtà quotidiana della guerra»

    Dalla prefazione di Santi Fedele

  • Questo elaborato, che muove da questi presupposti, si pone come diretta conseguenza della tesi triennale, anche quella fondata sul dialogo teologico fra cattolici e ortodossi, dal titolo Il Documento di Ravenna. Collegialità e sinodalità nel dialogo tra cattolici e ortodossi. Nel caso del lavoro precedente, si è scoperto nel documento della Commissione mista teologica internazionale per il dialogo fra cattolici e ortodossi un solido punto di partenza per il rinnovamento di un dialogo che, troppo spesso, si arresta per via di alcuni nodi problematici. Rintracciare nel comune terreno della conciliarità una proposta per il rinvenimento della piena comunione è sembrata ai membri della Commissione teologica un’ottima strada

    (dall’introduzione)

    Il Documento di Chieti by: Salvatore Trapani 13,00

    Questo elaborato sul documento di Chieti si pone come diretta conseguenza della tesi triennale, anche quella fondata sul dialogo teologico fra cattolici e ortodossi. Il titolo della tesi è Il Documento di Ravenna. Collegialità e sinodalità nel dialogo tra cattolici e ortodossi.

    Nel caso del lavoro precedente, si è scoperto  un solido punto di partenza per il rinnovamento di un dialogo che, troppo spesso, si arresta per via di alcuni nodi problematici.

    Rintracciare nel comune terreno della conciliarità una proposta per il rinvenimento della piena comunione è sembrata ai membri della Commissione teologica un’ottima strada.

    L’autore di questo volume è Salvatore Trapani.

    (dall’introduzione)

  • La suggestione di queste pagine sta proprio nel racconto della vita, reale, che si cela dietro di esse, è che si fonde come in una danza leggera con la fantasia. Questo perenne gioco del fare e poi disfare, per poi ricostruire ancora, è il motore di questo eterno equilibrio instabile in cui il protagonista si muove. Gero “ago della bilancia”. Gero “sintesi” di universi paralleli e complementari. Ora in sella a Lollo, ora “abbracciato” dai morbidi interni della sua Lola, Gero sfida ogni giorno una quotidianità sospesa tra i pazienti del suo studio, chiazze di colore multiforme in cui soltanto lui riesce a districarsi e a restituire omogeneità; l’amore per suo figlio, che come argilla delicata cerca di modellare con tutta la delicatezza e discrezione di un padre innamorato; le donne, sale della terra, che con il loro universo di forza e fragilità arricchiscono e istruiscono il suo mondo, insegnandogli sempre qualcosa di diverso filtrato da nuovi punti di vista. E poi c’è la sua grande amante: la musica. Sì la musica. Quel piano attraverso il quale tutto passa e attraverso il quale tutto ritrova la sua giusta dimensione. Da questo punto di vista, quello di Greco è un libro che non va letto ma ascoltato. Sia che si tratti di un semplice sottofondo ad una corsa in Vespa in mezzo al traffico e con le nuvole che minacciano pioggia, sia che si tratti di una performance abbracciato alla sua chitarra in un vecchio locale, per Gero la musica è linfa vitale.

     

    Il volume è disponibile in preordine fino al 4 Dicembre 2019, data della presentazione del volume che si terrà a Palermo. Per maggiori informazioni clicca QUI o segui la pagina Facebook e Instagram di Edity

     

     

    Il nome delle cose – Davide Greco by: Davide Greco 12,00

    Il nome delle Cose
    Storie di piscologia quotidiana

    (dalla prefazione di Andrea Tuttoilmondo)

    La suggestione di queste pagine sta proprio nel racconto della vita, reale, che si cela dietro di esse, è che si fonde come in una danza leggera con la fantasia. Questo perenne gioco del fare e poi disfare, per poi ricostruire ancora, è il motore di questo eterno equilibrio instabile in cui il protagonista si muove. Gero “ago della bilancia”. Gero “sintesi” di universi paralleli e complementari.

    Ora in sella a Lollo, ora “abbracciato” dai morbidi interni della sua Lola, Gero sfida ogni giorno una quotidianità sospesa tra i pazienti del suo studio, chiazze di colore multiforme in cui soltanto lui riesce a districarsi e a restituire omogeneità; l’amore per suo figlio, che come argilla delicata cerca di modellare con tutta la delicatezza e discrezione di un padre innamorato; le donne, sale della terra, che con il loro universo di forza e fragilità arricchiscono e istruiscono il suo mondo, insegnandogli sempre qualcosa di diverso filtrato da nuovi punti di vista.

    E poi c’è la sua grande amante: la musica. Sì la musica. Quel piano attraverso il quale tutto passa e attraverso il quale tutto ritrova la sua giusta dimensione. Da questo punto di vista, quello di Greco è un libro che non va letto ma ascoltato. Sia che si tratti di un semplice sottofondo ad una corsa in Vespa in mezzo al traffico e con le nuvole che minacciano pioggia, sia che si tratti di una performance abbracciato alla sua chitarra in un vecchio locale, per Gero la musica è linfa vitale.

    Il volume è disponibile in preordine fino al 4 Dicembre 2019, data della presentazione del volume che si terrà a Palermo. Per maggiori informazioni clicca QUI o segui la pagina Facebook e Instagram di Edity

  • L’opera è ambientata nell’Europa del XVIII secolo.
    È in questo fervido contesto che incontrerete Johann, un brillante scrittore tedesco.
    Il peso del suo ruolo di precettore, l’incapacità di scrivere un nuovo libro lo porteranno a imbarcarsi nella sua più grande impresa: un viaggio per l’Italia.

     

     

     

    Il principe necromante | fumetto by: Daniela Corda 5,00

    L’opera è ambientata nell’Europa del XVIII secolo.
    È in questo fervido contesto che incontrerete Johann, un brillante scrittore tedesco.
    Il peso del suo ruolo di precettore, l’incapacità di scrivere un nuovo libro lo porteranno a imbarcarsi nella sua più grande impresa: un viaggio per l’Italia.

  • In principio era il cielo

    di Pierdonato Taccogna

    In che nido di segni nasce l’arte?
    Nell’evocare un paesaggio autunnale, Matisse non richiamava a mente quali tinte si addicessero a quella data stagione, quanto le sensazioni che essa gli recava; Picasso, per suo conto, era solito ripetere che dipingere è il mestiere del cieco, poiché “uno non dipinge ciò che vede, ma ciò che dice a sé stesso riguardo ciò che ha visto”. Risalire alle origini di un’opera è difficile: di quella fonte noi sappiamo poco o niente. Eppure la avvertiamo. Se tendiamo le orecchie, ci sembra quasi di percepirne il suono. L’unico atteggiamento plausibile sembrerebbe inchinarsi all’evidenza del reale. Inchinarsi, e contemplare. Il cielo è del resto, come recita una famosa poesia della Szymborska, l’unico vero inizio. Per raffigurarlo non occorre una volta stellata, e neppure alzare il capo: esso è “dietro, sottomano e sulle palpebre”.
    In principio era il cielo

    di Pierdonato Taccogna

     

    Nell’evocare un paesaggio autunnale, Matisse non richiamava a mente quali tinte si addicessero a quella data stagione, quanto le sensazioni che essa gli recava; Picasso, per suo conto, era solito ripetere che dipingere è il mestiere del cieco, poiché “uno non dipinge ciò che vede, ma ciò che dice a sé stesso riguardo ciò che ha visto”. Risalire alle origini di un’opera è difficile: di quella fonte noi sappiamo poco o niente. Eppure la avvertiamo. Se tendiamo le orecchie, ci sembra quasi di percepirne il suono. L’unico atteggiamento plausibile sembrerebbe inchinarsi all’evidenza del reale. Inchinarsi, e contemplare. Il cielo è del resto, come recita una famosa poesia della Szymborska, l’unico vero inizio. Per raffigurarlo non occorre una volta stellata, e neppure alzare il capo: esso è “dietro, sottomano e sulle palpebre”.

    Nell’evocare un paesaggio autunnale, Matisse non richiamava a mente quali tinte si addicessero a quella data stagione, quanto le sensazioni che essa gli recava; Picasso, per suo conto, era solito ripetere che dipingere è il mestiere del cieco, poiché “uno non dipinge ciò che vede, ma ciò che dice a sé stesso riguardo ciò che ha visto”.

    Risalire alle origini di un’opera è difficile: di quella fonte noi sappiamo poco o niente. Eppure la avvertiamo. Se tendiamo le orecchie, ci sembra quasi di percepirne il suono. L’unico atteggiamento plausibile sembrerebbe inchinarsi all’evidenza del reale. Inchinarsi, e contemplare. Il cielo è del resto, come recita una famosa poesia della Szymborska, l’unico vero inizio. Per raffigurarlo non occorre una volta stellata, e neppure alzare il capo: esso è “dietro, sottomano e sulle palpebre”.Nell’evocare un paesaggio autunnale, Matisse non richiamava a mente quali tinte si addicessero a quella data stagione, quanto le sensazioni che essa gli recava; Picasso, per suo conto, era solito ripetere che dipingere è il mestiere del cieco, poiché “uno non dipinge ciò che vede, ma ciò che dice a sé stesso riguardo ciò che ha visto”. Risalire alle origini di un’opera è difficile: di quella fonte noi sappiamo poco o niente.

    Eppure la avvertiamo. Se tendiamo le orecchie, ci sembra quasi di percepirne il suono. L’unico atteggiamento plausibile sembrerebbe inchinarsi all’evidenza del reale. Inchinarsi, e contemplare. Il cielo è del resto, come recita una famosa poesia della Szymborska, l’unico vero inizio. Per raffigurarlo non occorre una volta stellata, e neppure alzare il capo: esso è “dietro, sottomano e sulle palpebre”.Nell’evocare un paesaggio autunnale, Matisse non richiamava a mente quali tinte si addicessero a quella data stagione, quanto le sensazioni che essa gli recava; Picasso, per suo conto, era solito ripetere che dipingere è il mestiere del cieco, poiché “uno non dipinge ciò che vede, ma ciò che dice a sé stesso riguardo ciò che ha visto”.

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    In principio era il cielo – Pierdonato Taccogna by: Raffaello Contemporary Art 10,00

    In principio era il cielo

    di Pierdonato Taccogna

    In che nido di segni nasce l’arte?
    Nell’evocare un paesaggio autunnale, Matisse non richiamava a mente quali tinte si addicessero a quella data stagione, quanto le sensazioni che essa gli recava; Picasso, per suo conto, era solito ripetere che dipingere è il mestiere del cieco, poiché “uno non dipinge ciò che vede, ma ciò che dice a sé stesso riguardo ciò che ha visto”. Risalire alle origini di un’opera è difficile: di quella fonte noi sappiamo poco o niente. Eppure la avvertiamo. Se tendiamo le orecchie, ci sembra quasi di percepirne il suono. L’unico atteggiamento plausibile sembrerebbe inchinarsi all’evidenza del reale. Inchinarsi, e contemplare. Il cielo è del resto, come recita una famosa poesia della Szymborska, l’unico vero inizio. Per raffigurarlo non occorre una volta stellata, e neppure alzare il capo: esso è “dietro, sottomano e sulle palpebre”.
    In principio era il cielo

    di Pierdonato Taccogna

     

    Nell’evocare un paesaggio autunnale, Matisse non richiamava a mente quali tinte si addicessero a quella data stagione, quanto le sensazioni che essa gli recava; Picasso, per suo conto, era solito ripetere che dipingere è il mestiere del cieco, poiché “uno non dipinge ciò che vede, ma ciò che dice a sé stesso riguardo ciò che ha visto”. Risalire alle origini di un’opera è difficile: di quella fonte noi sappiamo poco o niente. Eppure la avvertiamo. Se tendiamo le orecchie, ci sembra quasi di percepirne il suono. L’unico atteggiamento plausibile sembrerebbe inchinarsi all’evidenza del reale. Inchinarsi, e contemplare. Il cielo è del resto, come recita una famosa poesia della Szymborska, l’unico vero inizio. Per raffigurarlo non occorre una volta stellata, e neppure alzare il capo: esso è “dietro, sottomano e sulle palpebre”.

    Nell’evocare un paesaggio autunnale, Matisse non richiamava a mente quali tinte si addicessero a quella data stagione, quanto le sensazioni che essa gli recava; Picasso, per suo conto, era solito ripetere che dipingere è il mestiere del cieco, poiché “uno non dipinge ciò che vede, ma ciò che dice a sé stesso riguardo ciò che ha visto”.

    Risalire alle origini di un’opera è difficile: di quella fonte noi sappiamo poco o niente. Eppure la avvertiamo. Se tendiamo le orecchie, ci sembra quasi di percepirne il suono. L’unico atteggiamento plausibile sembrerebbe inchinarsi all’evidenza del reale. Inchinarsi, e contemplare. Il cielo è del resto, come recita una famosa poesia della Szymborska, l’unico vero inizio. Per raffigurarlo non occorre una volta stellata, e neppure alzare il capo: esso è “dietro, sottomano e sulle palpebre”.Nell’evocare un paesaggio autunnale, Matisse non richiamava a mente quali tinte si addicessero a quella data stagione, quanto le sensazioni che essa gli recava; Picasso, per suo conto, era solito ripetere che dipingere è il mestiere del cieco, poiché “uno non dipinge ciò che vede, ma ciò che dice a sé stesso riguardo ciò che ha visto”. Risalire alle origini di un’opera è difficile: di quella fonte noi sappiamo poco o niente.

    Eppure la avvertiamo. Se tendiamo le orecchie, ci sembra quasi di percepirne il suono. L’unico atteggiamento plausibile sembrerebbe inchinarsi all’evidenza del reale. Inchinarsi, e contemplare. Il cielo è del resto, come recita una famosa poesia della Szymborska, l’unico vero inizio. Per raffigurarlo non occorre una volta stellata, e neppure alzare il capo: esso è “dietro, sottomano e sulle palpebre”.Nell’evocare un paesaggio autunnale, Matisse non richiamava a mente quali tinte si addicessero a quella data stagione, quanto le sensazioni che essa gli recava; Picasso, per suo conto, era solito ripetere che dipingere è il mestiere del cieco, poiché “uno non dipinge ciò che vede, ma ciò che dice a sé stesso riguardo ciò che ha visto”.

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  • Una spada nera dai riflessi bluastri e intarsi d’oro. Questa è l’arma del cavaliere Lothian. La sua lama distrugge i demoni che incontra lungo il suo cammino alla ricerca del Sacro Graal. Eppure lui è capace di parlare il vernacolo infernale.
    Quando gli emissari del Re Nero faranno la loro comparsa sulla terra, tempi bui giungeranno per coloro che la abitano: il cavaliere viaggerà a lungo, con i suoi compagni, per contrastarli.

     

    Inglorius – Alberto Figuccia by: Alberto Figuccia 10,00

    Una spada nera dai riflessi bluastri e intarsi d’oro. Questa è l’arma del cavaliere Lothian. La sua lama distrugge i demoni che incontra lungo il suo cammino alla ricerca del Sacro Graal. Eppure lui è capace di parlare il vernacolo infernale.
    Quando gli emissari del Re Nero faranno la loro comparsa sulla terra, tempi bui giungeranno per coloro che la abitano: il cavaliere viaggerà a lungo, con i suoi compagni, per contrastarli.

  • Krisis by: Guglielmo Brancato 20,00

    Krisis è un progetto fotografico, concepito nel corso di un viaggio in Islanda.

    Scegliendo l’opzione ritiro in sede, è possibile ritirare la propria copia del volume presso la presentazione di giorno 11 dicembre alle ore 18.00, presso la Sala Mostre Annamaria Fundarò, ex Facoltà di Architettura,  Edificio 14 corpo “C” piano 1°. Per maggiori info leggete QUI

    Krisis è un progetto fotografico concepito nel corso di un viaggio in Islanda durato tre mesi. Guglielmo, attraverso i suoi scatti, affronta il tema dell’uomo che si confronta con la natura. Un confronto che sovrasta e distrugge.
    Un viaggio “introspettivo” per ritrovare se stesso.
    Un’Odissea composta da una partenza, un percorso in continua definizione, una meta da raggiungere costituita dalla fotografia. Uno scopo che lo porta infine al ricongiungimento con il proprio essere e alla riconquista definitiva della stabilità.

    Guglielmo è un Ulisse moderno che con la stessa tenacia ha intrapreso un lungo viaggio, ha affrontato con coraggio il rischio dell’avventura per raggiungere la scoperta di sé e ha narrato con abilità retorica le varie tappe della sua esperienza.