• Il processo di marginalizzazione della storia è stato avvertito in Italia in seguito alle dinamiche che negli ultimi anni hanno interessato il mondo accademico e le università, dinamiche che rischiano addirittura di mettere in forse la riproduzione di nuove generazioni di storici e con esse la trasmissione di tale sapere. Tuttavia questo processo è iniziato molto tempo fa nel quadro della generale crisi dei saperi umanistici e il contesto in cui si concretizza è velocemente mutato con la rilevanza assunta dai processi di globalizzazione e il deflagrare della crisi sistemica che ha colpito il mondo dal 2008. Per affrontare le criticità di oggi, non sono sufficienti soluzioni formali che rendano la storia solamente più ‘gradevole’ e alla moda. Dobbiamo comprendere i perché e i modi di tale crisi e marginalizzazione, riflettendo sulla relazione tra qualitativo e quantitativo e tra micro e macro, sulla capacità di fare generalizzazioni, sui problemi spaziali e sui rapporti tra economia, come disciplina, e storia economica. Tuttavia, dato che tali problematiche non possono essere risolte solo sul piano tecnico e sono centrali per immaginare l’utilità sociale del nostro ‘mestiere di storico’, sempre sullo sfondo rimane la questione del senso di fare storia e, più in generale, della produzione di senso che riparta dalla centralità degli esseri umani. Per questo, intervenendo nel dibattito in corso, abbiamo pensato che la via giusta da percorrere non fosse quella di cercare di individuare una strategia, una soluzione o un modo di fare storia, e storia economica, unici, né di creare una gerarchia di rilevanze. La consapevolezza di fondo è che per affrontare lo studio di società complesse e rispondere a domande complesse, siano utili e necessari punti di vista e risposte plurali e dialoganti.

  • Paolo Barcella, Michele Dal Lago, Francesco Mores e Roberto Villa hanno ripercorso nei saggi raccolti in questo volume – promosso dalla FIOM CGIL di Bergamo – la quindicina di anni che va dall’Autunno caldo al referendum sulla scala mobile. Uno studio di caso in cui la voglia di cambiare la condizione umana è una delle chiavi di interpretazione di molte richieste sindacali dei metalmeccanici di quel periodo, sia a livello locale che sul territorio nazionale; battaglie che portano a conquiste geniali (ad esempio, la clausola del qualora sulla stessa si convenga), e incredibili, come le 150 ore, ovvero il diritto retribuito di studiare nel tempo del lavoro, «per uscire da quella forma di schiavitù che è l’ignoranza». Gli autori scrivono di una stagione complicata, durissima, eppure straordinaria, di cui i testimoni, insieme al ricordo delle lotte che li vedono protagonisti, ci restituiscono quasi all’unisono – nella inevitabile parzialità di tutto quello che la memoria trattiene, manipola, o rimuove – la consapevolezza di essere stati allora artefici del proprio destino: non era praticamente mai successo prima, non è più successo dopo, finora, alle lavoratrici e ai lavoratori italiani.

  • Rivista Osservatorio Permanente della Giustizia Tributaria
    Indice
    Prefazione 7
    Presentazione 9
    Transazione fiscale ed indisponibilità del credito tributario 11
    Angelo Cuva – docente di diritto tributario Universita’ di Palermo
    I rapporti tra processo tributario e fallimento 31
    Stanislao De Matteis – Magistrato sezione fallimentare tribunale di Napoli – Giudice Tributario L’iva in eccesso non si può detrarre 61
    Salvatore Forastieri – Garante del contribuente per la Sicilia
    Particolare tenuità del fatto e reati tributari 69
    D. B. Giacalone – Segretario camera avvocati tributaristi di Palermo
    L’evasione attraverso utilizzo di fatture false. In particolare, le fatture soggettivamente inesistenti 73
    A. Pellegrino Mazzarotti – Capo di Stato Maggiore Comando Interregionale Italia sud-occidentale guardia di finanza

    Nessuna deroga alle regole fiscali nella tassazione dei proventi illeciti 85
    Omar Salvini – Comandante del gruppo tutela entrate del nucleo di polizia economico-finanziaria della guardia di finanza di Palermo

    Rivista Osservatorio Permanente della Giustizia Tributaria by: AA. VV. 10,00

    Rivista Osservatorio Permanente della Giustizia Tributaria

    Il volume si costituisce nel seguente modo.

    Indice
    Inizialmente, la Prefazione a pagina 7

    Presentazione 9

    Transazione fiscale ed indisponibilità del credito tributario 11
    Angelo Cuva, docente di diritto tributario Università di Palermo

    Per questo motivo, i rapporti tra processo tributario e fallimento a pagina 31
    Stanislao De Matteis , Magistrato sezione fallimentare tribunale di Napoli – Giudice Tributario L’iva in eccesso non si può detrarre 61

    Salvatore Forastieri, Garante del contribuente per la Sicilia
    Particolare tenuità del fatto e reati tributari 69

    D. B. Giacalone, Segretario camera avvocati tributaristi di Palermo
    Pertanto, l’evasione attraverso utilizzo di fatture false. In particolare, le fatture soggettivamente inesistenti 73

    A. Pellegrino Mazzarotti, Capo di Stato Maggiore Comando Interregionale Italia sud-occidentale guardia di finanzaNessuna deroga alle regole fiscali nella tassazione dei proventi illeciti 85.

    Infine, Omar Salvini, Comandante del gruppo tutela entrate del nucleo di polizia economico-finanziaria della guardia di finanza di Palermo.

    In aggiunta, per ulteriori informazioni, cliccare QUI.

  • Sacra et Preziosa. Oreficeria dai monasteri di Palermo Capitale

    Quaderni di Clio N°1

    La mostra si sviluppa in due fasi: Il Monastero di Santa Caterina nel cuore di Palermo Capitale sono esposti arredi e manufatti presenti nel Monastero.

    L’Oreficeria dai Monasteri di Palermo Capitale, presenta alla città il patrimonio di arti decorative presenti nei Monasteri della Sicilia, raccogliendo capolavori dell’arte tessile ed orafa.

    La mostra si sviluppa nelle sale del Monastero cui si accede dalle corsie del Chiostro.

    Il Parlatorio, la stanza della Priora, la Sacrestia, la sala del Capitolo e la Cappella di San Matteo.

    Gli ambienti inseriti nel percorso espositivo sono parti significative della vita del Monastero e documentano le fasi costruttive del monumento.

    Le modalità dell’allestimento privilegia il rispetto del luogo, in modo che vetrine ed opere in prestito siano inserite nelle sale senza alterare la visibilità degli ambienti in cui si trovano.

    Alcune delle vetrine realizzate resteranno a chiusura della mostra per custodire le opere d’arte del Monastero in esposizione permanente.

    Viene proposta, grazie ai prestiti acquisiti, una selezione mirata di suppellettili liturgiche, oggetti preziosi di carattere profano e opere in corallo.

    Opere varie per tipologia, tecnica di esecuzione e materiali, ampiamente rappresentative della produzione artistica palermitana dell’epoca.

    Si privilegiano esemplari che dopo la soppressione degli ordini monastici custoditi presso i depositi museali e che pertanto torneranno ad essere visibili nel privilegiato contesto di Santa Caterina di Palermo.

    Il progetto di musealizzazione ha trovato quindi attuazione, seppure questo monumento continui a riservare sorprese.

    Acquista Sacra et preziosa e scopri il nostro catalogo QUI
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    Sacra et Preziosa. Oreficeria dai monasteri di Palermo Capitale by: Di Natale Maria Concetta, Intorre Sergio, Bellanca Lina, Reginella Maria, 5,00

    Sacra et Preziosa. Oreficeria dai monasteri di Palermo Capitale

    Quaderni di Clio N°1

    La mostra si sviluppa in due fasi: Il Monastero di Santa Caterina nel cuore di Palermo Capitale sono esposti arredi e manufatti presenti nel Monastero.

    L’Oreficeria dai Monasteri di Palermo Capitale, presenta alla città il patrimonio di arti decorative presenti nei Monasteri della Sicilia, raccogliendo capolavori dell’arte tessile ed orafa.

    La mostra si sviluppa nelle sale del Monastero cui si accede dalle corsie del Chiostro.

    Il Parlatorio, la stanza della Priora, la Sacrestia, la sala del Capitolo e la Cappella di San Matteo.

    Gli ambienti inseriti nel percorso espositivo sono parti significative della vita del Monastero e documentano le fasi costruttive del monumento.

    Le modalità dell’allestimento privilegia il rispetto del luogo, in modo che vetrine ed opere in prestito siano inserite nelle sale senza alterare la visibilità degli ambienti in cui si trovano.

    Alcune delle vetrine realizzate resteranno a chiusura della mostra per custodire le opere d’arte del Monastero in esposizione permanente.

    Viene proposta, grazie ai prestiti acquisiti, una selezione mirata di suppellettili liturgiche, oggetti preziosi di carattere profano e opere in corallo.

    Opere varie per tipologia, tecnica di esecuzione e materiali, ampiamente rappresentative della produzione artistica palermitana dell’epoca.

    Si privilegiano esemplari che dopo la soppressione degli ordini monastici custoditi presso i depositi museali e che pertanto torneranno ad essere visibili nel privilegiato contesto di Santa Caterina di Palermo.

    Il progetto di musealizzazione ha trovato quindi attuazione, seppure questo monumento continui a riservare sorprese.

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  • Sempre Oltre – Jessica Porcasi
    Sono tormentata dall’idea che una mattina alzandomi dal letto, potrei trovarmi a metà della mia vita e non aver fatto un quarto delle cose che vorrei. Questo è un libro per chi guarda spesso l’orologio, chi non vede l’ora di scappare da una festa per poter urlare nel bel mezzo del nulla, e per chi in silenzio trova sempre il modo di non rispondere.

    Il volume è ora disponibile nel nostro store.

     

    Sempre Oltre – Jessica Porcasi by: JESSICA PORCASI 10,00

    Sempre Oltre – Jessica Porcasi

    Sono tormentata dall’idea che una mattina alzandomi dal letto, potrei trovarmi a metà
    della mia vita e non aver fatto un quarto delle cose che vorrei. Questo è un libro per chi guarda spesso l’orologio, chi non vede l’ora di scappare da una festa per poter urlare nel bel mezzo del nulla, e per chi in silenzio trova sempre il modo di non rispondere.

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  • La personale dell’architetto-artista di origine israeliana Avner Sher, formatosi al Technion Institute of Technology di Haifa, attraverso l’impiego del sughero nelle sue opere, costituisce una attenta riflessione sul tema della integrazione religiosa, culturale e sociale. L’ispirazione delle opere di Avner Sher è profondamente legata a Gerusalemme e ai concetti di distruzione e rinascita associati alla storia del popolo ebraico e del Medio Oriente. Il “ponte”, che dà il nome alla mostra, è la metafora del ruolo che l’arte può ricoprire nella società contemporanea, oggi sempre più complessa e culturalmente articolata, come fattore di aggregazione e spazio d’incontro.

    La mostra, curata da Ermanno Tedeschi e Flavia Alaimo, è organizzata dall’Associazione Culturale ACRIBIA, di raccordo con l’Università degli Studi di Palermo e col patrocinio dell’Ambasciata di Israele, e si inserisce tra gli eventi di Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018.

     

     

    Sher Avner Bridge Palermo Jerusalem. Un ponte tra Palermo e Gerusalemme by: Ermanno Tedesci, Flavia Alaimo, 25,00

    Sher Avner è un architetto-artista di origine israeliana, formatosi al Technion Institute of Technology di Haifa.
    Il significato delle sue opere è una attenta riflessione sul tema della integrazione religiosa, culturale e sociale. Lo fa, attraverso l’impiego del sughero nelle sue opere.

    L’ispirazione delle opere di Avner Sher è legata a Gerusalemme e ai concetti di distruzione e rinascita. Per questo motivo, al centro dei suoi lavori, c’è la storia del popolo ebraico e del Medio Oriente.
    Il “ponte”, che dà il nome alla mostra, è  certamente la metafora del ruolo che l’arte può ricoprire nella società contemporanea.

    La mostra, curata da Ermanno Tedeschi e Flavia Alaimo, è organizzata dall’Associazione Culturale ACRIBIA, in collaborazione con l’Università degli Studi di Palermo e col patrocinio dell’Ambasciata di Israele.
    Si inserisce tra gli eventi di Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018.

  • Sale!

    Gli storici si sono interrogati a lungo e in modo articolato sulle rivolte avvenute in Europa nel corso del Seicento, che, per il loro concentrarsi e intensificarsi attorno alla metà del secolo, hanno accreditato la teoria di una “rivoluzione generale”: tesi suggestiva non meno di quella, formulata da Palmer e Godechot, di una rivoluzione generale “atlantica” per le rivoluzioni del Settecento. Ma non sempre ciò che è suggestivo e generale aiuta la ricerca, può anzi sviarla sacrificando le specificità e le differenze all’omogeneità. Quando la questione storiografica delle “sei rivoluzioni” viene posta da Merriman nel 1938, le prime risposte storiografiche non solo riconoscono il tema della “generalità”, ma ne stabiliscono anche la natura: sociale, nella concezione marxista fondata sulla “lotta di classe”; politica, per coloro che ritengono centrale l’opposizione Stato-società, nell’ambito dei processi di costruzione dello “stato moderno”.
    (Dall’introduzione di Daniele Palermo)

  • Sale!

    Questo primo tentativo di ricondurre all’interno di un’unica riflessione e di un modello esplicativo coerente temi così tra loro diversi, che spaziano dalla politica all’economia, dalla religione alla scienza, dalla burocrazia all’arte, investendo un altrettanto variegato insieme di gruppi e singole personalità, non poteva realizzarsi se non adottando un metodo cumulativo e aggregativo, i cui esiti quasi spontaneamente conducevano a successive germinazioni, sottili ma solide trame, inedite associazioni, inattese contiguità. La scelta di accompagnare la proposta interpretativa con alcuni quadri esemplificativi e informativi (peraltro parziali per scelta e necessità), oltre che rappresentare un sostegno all’argomentazione, può servire a suggerire al lettore altre modalità di comparazione e di composizione dei dati e a rilevare altri aggregati presenti e operanti nella vicenda storica dell’isola. L’accumulo e l’affiancamento di tanti disparati esempi hanno man mano costruito gli elementi minimi necessari a procedere ad un’anastilosi credibile della società siciliana in età spagnola, comprendente élites e popolo, regnicoli e stranieri, tale da non rendere più possibile neppur pensare a separarla dal resto d’Italia e d’Europa, o immaginarla perduta in chissà quali misteriosi e artificiali meandri del tempo e dello spazio. Che la Sicilia non sia stata nei secoli spagnoli pienamente partecipe di una comune civiltà e cultura che definiamo italiana ed europea, è quindi teoria non più sostenibile. Quali specifiche forme e modalità assunse tale partecipazione, deve analizzarsi con strumenti adeguati e non obsoleti, e cioè con concetti, categorie, metodi, apparati documentari, non tarati da pregiudizi e false immagini. Nel momento in cui l’Europa cerca faticosamente di crearsi un comune destino, ripensarne e ripercorrerne in maniera organica e coerente la storia senza tagli e cancellazioni, è opera di formazione civica oltre che di verità. (Dalla prefazione di Domenico Ligresti).

  • L’autore, ex dipendente Sicilcassa, è stato direttore del Servizio Contenzioso della banca, prima che venisse posta in liquidazione coatta amministrativa.

    Il libro consta di due parti.

    In una prima parte, l’autore, sulla base delle proprie esperienze di lavoro e della testimonianza resa dinanzi al tribunale di Palermo nel procedimento contro gli amministratori ed alcuni dirigenti della banca, ne ricostruisce la vicenda del commissariamento e della liquidazione, descrivendo comportamenti e decisioni della Autorità di governo e della Vigilanza Bancaria che, al suo giudizio, ne avrebbero preparato e voluto la eliminazione dal sistema bancario, con conseguenze in danno della società e dell’economia siciliana.
    Nella seconda parte del libro, l’autore esprime qualche sua idea sul possibile ruolo del sistema bancario per contribuire alla soluzione delle problematiche relative all’economia siciliana e alla occupazione giovanile, auspicando interventi bancari con contenuto innovativo, in collaborazione con la Banca Centrale Europea. A tale riguardo, richiama la corrispondenza, che pure allega, che egli ha intrattenuto nel 2014 con la BCE, con specifico riferimento alla manovra di quantitative easing.

    Storia del commissariamento e della liquidazione della Sicilcassa. Riflessioni sul possibile ruolo delle banche e della Banca Centrale Europea per lo sviluppo economico e occupazionale by: Achille Gattuccio 13,00

    L’autore, ex dipendente Sicilcassa, è stato direttore del Servizio Contenzioso della banca, prima della liquidazione coatta amministrativa.

    Il libro consta di due parti.
    Prima di tutto, l’autore sulla base delle proprie esperienze di lavoro, ricostruisce la vicenda del commissariamento e della liquidazione di Sicilcassa.
    Nella seconda parte, Achille Gattuccio esprime qualche sua idea sul possibile ruolo del sistema bancario: con l’intento di contribuire alla soluzione delle problematiche relative all’economia siciliana e alla occupazione giovanile, auspica interventi bancari con contenuto innovativo.

    Infine, spera in interventi bancari con contenuto innovativo. Propone una riflessione sul possibile ruolo della Banca Centrale Europea. A tale riguardo, richiama la corrispondenza, che pure allega, che egli ha intrattenuto nel 2014 con la BCE.

  • Sale!

    Non accade sempre, e non è neppure necessario, che le raccolte di studi in onore di personalità del mondo degli studi trattino temi relativi o affini a quelli coltivati dalla personalità celebrata. Se, però, accade, si può certamente parlare di una felice circostanza o coincidenza, ma può accadere anche che tale circostanza o coincidenza sia significativa di qualcosa d’altro. E, ad esempio, può essere significativa del fatto che la personalità destinataria della raccolta si è posta o si è trovata al centro di sviluppi della storiografia contemporanea importanti anche perché rispondono a interessi diffusi negli studi e nella cultura del suo tempo. Della raccolta di studi per Orazio Cancila si può dire – credo – che ci si trova senz’altro in quest’ultimo caso, e, ciò, anche quando la formulazione letterale dei temi dei singoli contributi alla raccolta non sembra autorizzare una tale constatazione. … È un bel panorama, ed è singolarmente conforme alla serie degli ampii e varii interessi storici di Cancila. (Dall’introduzione di Giuseppe Galasso)

  • Sale!

    Rinunciare alla sbrigativa soluzione delle fiamme e deciderne la consegna ai posteri mediante il deposito tra i testi di Mongitore e di Gregorio che tanto gli eran stati cari sembravano altrettanti segni rivelatori della grande cura che Amari sempre riservò al manoscritto abbandonato incompiuto: in parte l’interesse nasceva dal convincimento che quelle parole fossero il riflesso di una riconosciuta vicenda personale, in parte quei lontani fogli riassumevano un universo politico-ideologico nel quale Amari aveva sinceramente e per lungo tempo creduto, in parte era ugualmente vero che il distacco da quel mondo avesse generato nel suo autore il convincimento che l’opera fosse politicamente improponibile nell’Italia seguita al 1861, ma disponesse anche, quale testimonianza storica di una Sicilia irrimediabilmente trascorsa, di un innegabile valore documentario che non poteva e non doveva essere cancellato… Le pagine che Amelia Crisantino sottrae alla necropoli della Regionale di Palermo, dove per errore, rispetto alle disposizioni testamentarie, la figlia di Amari provvide nel 1920 a depositarle costituiscono una affascinante occasione per ripensare l’Ottocento politico isolano: nella persona di Michele Amari, nella sua presa di distanze dal sicilianismo, nella sua conclamata scelta italiana, è la pretesa di rappresentarsi quale un homo novus della politica e della cultura nazionali, ma è al tempo stesso l’orgogliosa rivendicazione di una trasformazione che in Sicilia soltanto affondava le radici e che sempre e solo nell’isola, grazie alla rivoluzione del 1848, avrebbe d’improvviso trovato espressione. Tutto questo, seppur a contrario, le pagine degli Studii, meritoriamente restituite alla nostra attenzione da Amelia Crisantino, sembrano suggerire: e indicare il quadro di riferimento ideologico che una intera generazione, pur sulle prime condividendolo, avrebbe d’improvviso poi rifiutato per correre all’elaborazione di un altro progetto politico-culturale al fondo del quale rimaneva una forte identità siciliana, che doveva non di meno fondare su altro e più fermo proposito rispetto alla nostalgia per un glorioso passato istituzionale (dall’Introduzione di Antonino De Francesco).

  • The handbook provides various descriptions and reading passages containing technical terms useful to study, investigate and work in the field of agricultural studies. It is specifically designed for students and operators in agricultural studies who are not native English speakers. The text provides clear and easy descriptions of objects, mechanisms or biological entities used or found in some important agricultural activities. When a direct description or definition is not given in the text, specific hand
    drawings are provided and become the perfect aid in understanding th etechnical terms or concepts. Several technical terms specific to the different areas of agriculture (botany, plant physiology, the environment, irrigation, engineering, farming systems, insects and pathogens, etc.) are reported in boldface, and many others will be added in future editions.

    Technical English for Agriculture by: Lo Bianco Riccardo 19,00
    Collana  Manuali – “Technical English for Agriculture” di Riccardo Lo Bianco
  • A comprehensive guide for botanical excursions in Central and Western Sicily, including 24 itineraries described in every detail and illustrated by maps and photographs of the excursion sites. The book illustrates, as well, the whole flora of Sicily (more than 3000 species of vascular plants) arranged in synoptic tables and provides an up-to date syntaxonomy and bibliography of the phytosociological classification of the Sicilian vegetation.
    The guide was prepared for the 60th Annual Symposium of the International Association for Vegetation Science, held in Palermo, Italy, on June 20–24, 2017. The symposium saw 393 participants from 56 States across 5 continents. The abstract book is available for free download in this website.

    *******************

    Contents

    Introduzione
    Itineraries
    I. The coastal capes around Palermo
    II. The northwestern corner
    III. Salt pans, salt marshes and lagoons of western Sicily
    IV. The south-western corner
    V. Evaporitic memories
    VI. Sandy hills
    VII. Nebrodi Mts
    VIII. Madonie Mts
    IX. The wood of Ficuzza and Rocca Busambra
    X. Other itineraries
    Syntaxonomic list of the vegetation units
    Thematic bibliography
    Index of species
    Index of families

    The 60th IAVS Annual Symposium. Botanical Excursions in Central and Western Sicily by: Riccardo Guarino, Salvatore Pasta, 30,00

    A comprehensive guide for botanical excursions in Central and Western Sicily.
    24 itineraries described in every detail and illustrated by maps and photographs of the excursion sites.

    The book illustrates, as well, the whole flora of Sicily (more than 3000 species of vascular plants) arranged in synoptic tables and provides an up-to date syntaxonomy and bibliography of the phytosociological classification of the Sicilian vegetation.
    The guide was prepared for the 60th Annual Symposium of the International Association for Vegetation Science, held in Palermo, Italy, on June 20–24, 2017.

    Finally, the symposium saw 393 participants from 56 States across 5 continents. The abstract book is available for free download in this website.

    Contents:

    Introduzione
    Itineraries
    I. The coastal capes around Palermo
    II. The northwestern corner
    III. Salt pans, salt marshes and lagoons of western Sicily
    IV. The south-western corner
    V. Evaporitic memories
    VI. Sandy hills
    VII. Nebrodi Mts
    VIII. Madonie Mts
    IX. The wood of Ficuzza and Rocca Busambra
    X. Other itineraries
    Syntaxonomic list of the vegetation units
    Thematic bibliography
    Index of species
    Index of families

  • UN CONTRIBUTO ALLA TOPOGRAFIA E ALLA VIABILITA’ DELLA SICILIA ANTICA
    Tolomeo e la Sicilia ha come obiettivo quello di analizzare i dati contenuti nella Geographia di Tolomeo concernenti la Sicilia. Operazione preliminare è quella di confrontare non solo i più antichi e importanti manoscritti ma anche le più antiche edizioni a stampa della Geographia tolemaica (che spesso si rifanno a manoscritti ora perduti) per raccogliere e raffrontare le molte varianti che riguardano il numero e la denominazione dei toponimi, nonché i valori delle coordinate geografiche di ogni singola località (fiumi, promontori, monti, città, etc); la fase successiva consiste nel cercare di risalire, attraverso criteri obiettivi derivanti dalla stessa struttura e organizzazione del testo tolomaico, alla individuazione delle coordinate geografiche originarie; infine, alla luce dei risultati ottenuti, si cercherà sia di individuare gli itinerari stradali utilizzati da Tolomeo per la elaborazione della sua mappa della Sicilia, sia di localizzare taluni toponimi per i quali al momento risulta incerta l’ubicazione.

     

    Tolomeo e la Sicilia by: Antonino Marrone 10,00

    UN CONTRIBUTO ALLA TOPOGRAFIA E ALLA VIABILITA’ DELLA SICILIA ANTICA

    Tolomeo e la Sicilia è un libro di Antonino Marrone. Partendo dalla Geographia di Tolomeo,

    il risultato dello studio è la conferma o una nuova identificazione di decine di località geografiche e insediamenti, collocati esattamente in rapporto ai siti che mantengono ancora oggi il nome antico e sono identificabili con certezza.

    Si tratta di un lavoro di confronto e ricerca delle diverse edizioni a stampa della Geographia tolomeica, ma anche di altri antichi manoscritti.

    Se hai altre curiosità sulla Sicilia antica e la sua urbanistica, guarda anche La Kalsa e le sue piazze.

  • Una consolidata tradizione di studi, italiana e spagnola, ha da tempo promosso indagini sulle dinamiche, politiche e religiose, che furono alla base delle nomine episcopali di regio patronato e ha rintracciato i caratteri prevalenti dei profili politici e delle carriere transnazionali degli ecclesiastici candidati ed eletti dalla Corona spagnola al governo delle numerose diocesi di nomina regia nel Vecchio e nel Nuovo Mondo. Una messe di studi che, apparentemente, potrebbe far sembrare saturo ogni possibile e ulteriore appiglio di ricerca sull’argomento o comunque sulla scelta di indagare una specifica realtà diocesana di regio patronato. Eppure diversi altri, ci sembra, possano essere gli aspetti e gli elementi di valutazione che proprio dal continuo studio della rete di regio patronato e dal confronto più ampio con altri filoni di ricerca possono emergere. Indagini, queste ultime, che rendono necessaria una lente d’ingrandimento che volga lo sguardo alla periferia del Regno di Napoli per porre l’attenzione sul singolo caso-studio: la diocesi di Trivento. Questo spazio del Contado di Molise, posto al crocevia tra la via degli Abruzzi e i principali tracciati tratturali, in un’area prossima al confine tra il Regno di Napoli e lo Stato Pontificio, rappresentava uno snodo strategico per il controllo delle vie di comunicazione verso i centri di approvvigionamento del Regno. In tal senso, lo spazio diocesano di regio patronato ha riservato un angolo visuale privilegiato per ricostruire, da un lato, le dinamiche socio-politiche tra centro e periferia nella molteplicità dei piani in cui questo binomio può essere declinato e, dall’altro lato, per studiare i diversi e complessi intrecci tra famiglie, istituzioni ecclesiastiche e spazi sacri. (Dall’introduzione di Valeria Cocozza)

    Trivento e gli Austrias by: Valeria Cocozza 25,00

    Trivento e gli Austrias

    Una consolidata tradizione di studi, italiana e spagnola, ha da tempo promosso indagini sulle dinamiche, politiche e religiose, che furono alla base delle nomine episcopali di regio patronato.
    Ha rintracciato i caratteri prevalenti dei profili politici e delle carriere transnazionali degli ecclesiastici candidati ed eletti dalla Corona spagnola al governo delle diocesi.

    Studi che potrebbero far sembrare saturo ogni possibile e ulteriore appiglio di ricerca sull’argomento.
    Eppure diversi altri possono essere gli aspetti e gli elementi di valutazione. Infatti, proprio dal continuo studio della rete di regio patronato e dal confronto più ampio con altri filoni di ricerca possono emergere.

    Indagini, queste ultime, che rendono necessaria una lente d’ingrandimento. Essa volge lo sguardo alla periferia del Regno di Napoli, in particolare sulla diocesi di Trivento.
    Questo spazio del Contado di Molise, rappresentava uno snodo strategico per il controllo delle vie di comunicazione verso i centri di approvvigionamento del Regno.

    In tal senso, lo spazio diocesano di regio patronato ha riservato un angolo visuale privilegiato per ricostruire, da un lato, le dinamiche socio-politiche tra centro e periferia nella molteplicità dei piani in cui questo binomio può essere declinato e, dall’altro lato, per studiare i diversi e complessi intrecci tra famiglie, istituzioni ecclesiastiche e spazi sacri. (Dall’introduzione di Valeria Cocozza)

  • Typis Regiis by: Rosario Lentini 10,00

    Typis Regiis:
    La Reale Stamperia di Palermo tra privativa e mercato (1779-1851)

    La decisione di creare a Palermo una Stamperia reale – assunta da Ferdinando IV di Borbone nel 1779 – si colloca nel solco di quel processo riformatore più generale che, ancor più dopo l’espulsione dei Gesuiti dai regni di Napoli e di Sicilia, interessò anche il settore dell’istruzione di base, superiore e universitaria.

    Lo stabilimento fu assegnato alla Deputazione dei regi Studi siciliana, affinché ne curasse l’organizzazione, e per garantire la sua autonoma sopravvivenza finanziaria gli si riconobbe il diritto di privativa per la produzione di tutte le stampe necessarie agli organismi dell’amministrazione viceregia e alle magistrature. Analogamente, le scuole pubbliche dell’Isola furono tenute a rifornirsi solo con i libri di testo impressi dalla Stamperia palermitana.

    Assicuratosi, quindi, un flusso di committenza pubblica costante, lo stabilimento potè incrementare l’attività di stampa di testi religiosi, letterari, storico-giuridici, artistici e scientifici, distinguendosi, sin dai primi anni, per l’elevata qualità delle sue realizzazioni, sia sul piano strettamente tipografico che su quello del merito editoriale, con la pubblicazione di monografie di autori siciliani, della penisola e stranieri. Tuttavia, i segnali di quella crisi che si sarebbe manifestata in modo evidente dagli anni venti dell’Ottocento – primo fra tutti la difficoltà di esigere i crediti proprio dall’Erario – e che né la direzione tecnica, né la Deputazione riuscirono a contrastare, portarono lo stabilimento al suo progressivo declino e alla cessazione dell’attività a inizio degli anni cinquanta.

  • La prima grande opera composta da Ugo Foscolo è il romanzo epistolare le Ultime lettere di Jacopo Ortis, la cui ispirazione, sul piano strutturale e narrativo, risale principalmente a I dolori del giovane Werther di Johann Wolfang Goethe. La prima grande opera composta da Ugo Foscolo è il romanzo epistolare le Ultime lettere di Jacopo Ortis, la cui ispirazione, sul piano strutturale e narrativo, risale principalmente a I dolori del giovane Werther di Johann Wolfang Goethe.
    Il romanzo è costituito dalla raccolta delle lettere di Jacopo Ortis all’amico Lorenzo Alderani, che talora le commenta nel corso del romanzo, cui si aggiungono alcune lettere alla donna amata Teresa.
    Non è un mistero che Foscolo sia legato all’Ortis proprio per lo stretto e intenso rapporto tra letteratura e vita che caratterizza il romanzo: in una lettera difatti lo definirà “il libro del suo cuore” e sebbene ne avrebbe potuto scrivere di migliori, nessuno avrebbe avuto la stessa capacità di coinvolgerlo emotivamente e sentimentalmente.

     

    Ultime Lettere di Jacopo Ortis – Ugo Foscolo by: Elvira Martino 4,99

    La prima grande opera composta da Ugo Foscolo è il romanzo epistolare le Ultime
    lettere di Jacopo Ortis, la cui ispirazione, sul piano strutturale e narrativo, risale
    principalmente a I dolori del giovane Werther di Johann Wolfang Goethe. La prima
    grande opera composta da Ugo Foscolo è il romanzo epistolare le Ultime lettere di
    Jacopo Ortis, la cui ispirazione, sul piano strutturale e narrativo, risale principalmente
    a I dolori del giovane Werther di Johann Wolfang Goethe.
    Il romanzo è costituito dalla raccolta delle lettere di Jacopo Ortis all’amico Lorenzo
    Alderani, che talora le commenta nel corso del romanzo, cui si aggiungono alcune
    lettere alla donna amata Teresa.
    Non è un mistero che Foscolo sia legato all’Ortis proprio per lo stretto e intenso
    rapporto tra letteratura e vita che caratterizza il romanzo: in una lettera difatti lo
    definirà “il libro del suo cuore” e sebbene ne avrebbe potuto scrivere di migliori,
    nessuno avrebbe avuto la stessa capacità di coinvolgerlo emotivamente e
    sentimentalmente.