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    In gara col modello. Studi sull’idea di competizione nella lettratura latina A cura di: Marco Formisano, Rosa Rita Marchese, 20,00 10,00

    In gara col modello. Studi sull’idea di competizione nella lettratura latina. Un libro per Giusto Picone

    In gara col modello” conduce i lettori ad esplorare i modi in cui, nella letteratura di Roma antica, parole come contentio o certamen siano state usate per definire i processi di costruzione del discorso letterario.

    Inoltre, per costruire modelli utili a interpretare, governare, cambiare la cultura e la società latina nel corso della sua storia.
    Una linea di ricerca che appartiene all’identità scientifica di tutti gli autori del volume, i quali l’hanno sviluppata nel dialogo con Giusto Picone, professore di Lingua e letteratura latina all’Università di Palermo, di cui sono stati allievi.

    Infine, parte del ricavato della vendita del volume sarà destinato alla creazione di un premio. Sarà assegnato per la miglior tesi di laurea in Letteratura latina nell’arco del triennio 2017-2019.

    Questo testo è edito da Palermo University Press, la casa editrice dell’università degli studi di Palermo. Ci aiuta a capire l’idea latina di “competizione” e in che modo chiamiamo in causa le cornici di riferimento proprie del tempo in cui viviamo.

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    In principio era il cielo – Pierdonato Taccogna A cura di: Raffaello Contemporary Art 5,00

    In principio era il cielo

    di Pierdonato Taccogna

    In che nido di segni nasce l’arte?
    Nell’evocare un paesaggio autunnale, Matisse non richiamava a mente quali tinte si addicessero a quella data stagione, quanto le sensazioni che essa gli recava; Picasso, per suo conto, era solito ripetere che dipingere è il mestiere del cieco, poiché “uno non dipinge ciò che vede, ma ciò che dice a sé stesso riguardo ciò che ha visto”. Risalire alle origini di un’opera è difficile: di quella fonte noi sappiamo poco o niente. Eppure la avvertiamo. Se tendiamo le orecchie, ci sembra quasi di percepirne il suono. L’unico atteggiamento plausibile sembrerebbe inchinarsi all’evidenza del reale. Inchinarsi, e contemplare. Il cielo è del resto, come recita una famosa poesia della Szymborska, l’unico vero inizio. Per raffigurarlo non occorre una volta stellata, e neppure alzare il capo: esso è “dietro, sottomano e sulle palpebre”.
    In principio era il cielo

    di Pierdonato Taccogna

    In principio era il cielo

    di Pierdonato Taccogna

     

    Nell’evocare un paesaggio autunnale, Matisse non richiamava a mente quali tinte si addicessero a quella data stagione, quanto le sensazioni che essa gli recava; Picasso, per suo conto, era solito ripetere che dipingere è il mestiere del cieco, poiché “uno non dipinge ciò che vede, ma ciò che dice a sé stesso riguardo ciò che ha visto”. Risalire alle origini di un’opera è difficile: di quella fonte noi sappiamo poco o niente. Eppure la avvertiamo. Se tendiamo le orecchie, ci sembra quasi di percepirne il suono. L’unico atteggiamento plausibile sembrerebbe inchinarsi all’evidenza del reale. Inchinarsi, e contemplare. Il cielo è del resto, come recita una famosa poesia della Szymborska, l’unico vero inizio. Per raffigurarlo non occorre una volta stellata, e neppure alzare il capo: esso è “dietro, sottomano e sulle palpebre”.

    Nell’evocare un paesaggio autunnale, Matisse non richiamava a mente quali tinte si addicessero a quella data stagione, quanto le sensazioni che essa gli recava; Picasso, per suo conto, era solito ripetere che dipingere è il mestiere del cieco, poiché “uno non dipinge ciò che vede, ma ciò che dice a sé stesso riguardo ciò che ha visto”.

    Risalire alle origini di un’opera è difficile: di quella fonte noi sappiamo poco o niente. Eppure la avvertiamo. Se tendiamo le orecchie, ci sembra quasi di percepirne il suono. L’unico atteggiamento plausibile sembrerebbe inchinarsi all’evidenza del reale. Inchinarsi, e contemplare. Il cielo è del resto, come recita una famosa poesia della Szymborska, l’unico vero inizio. Per raffigurarlo non occorre una volta stellata, e neppure alzare il capo: esso è “dietro, sottomano e sulle palpebre”.Nell’evocare un paesaggio autunnale, Matisse non richiamava a mente quali tinte si addicessero a quella data stagione, quanto le sensazioni che essa gli recava; Picasso, per suo conto, era solito ripetere che dipingere è il mestiere del cieco, poiché “uno non dipinge ciò che vede, ma ciò che dice a sé stesso riguardo ciò che ha visto”. Risalire alle origini di un’opera è difficile: di quella fonte noi sappiamo poco o niente.

    Eppure la avvertiamo. Se tendiamo le orecchie, ci sembra quasi di percepirne il suono. L’unico atteggiamento plausibile sembrerebbe inchinarsi all’evidenza del reale. Inchinarsi, e contemplare. Il cielo è del resto, come recita una famosa poesia della Szymborska, l’unico vero inizio. Per raffigurarlo non occorre una volta stellata, e neppure alzare il capo: esso è “dietro, sottomano e sulle palpebre”.Nell’evocare un paesaggio autunnale, Matisse non richiamava a mente quali tinte si addicessero a quella data stagione, quanto le sensazioni che essa gli recava; Picasso, per suo conto, era solito ripetere che dipingere è il mestiere del cieco, poiché “uno non dipinge ciò che vede, ma ciò che dice a sé stesso riguardo ciò che ha visto”.

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    Inglorius – Alberto Figuccia A cura di: Alberto Figuccia 5,00

    Una spada nera dai riflessi bluastri e intarsi d’oro. Questa è l’arma del cavaliere Lothian. La sua lama distrugge i demoni che incontra lungo il suo cammino alla ricerca del Sacro Graal. Eppure lui è capace di parlare il vernacolo infernale.
    Quando gli emissari del Re Nero faranno la loro comparsa sulla terra, tempi bui giungeranno per coloro che la abitano: il cavaliere viaggerà a lungo, con i suoi compagni, per contrastarli.

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    INTERPRETARE PER TRADURRE. APPUNTI DI TRADUTTOLOGIA SEMIOANTROPOLOGICA A cura di: Mario G. Giacomarra 14,00 7,00

    L’ambito di riflessione e di pratica che usa chiamarsi Traduttologia, con i contenuti di cui è depositario, deriva dal modo francese (Traductologie) di intendere la scienza della traduzione. Una scienza di recente introduzione, in realtà, se è solo a partire dagli anni Settanta del Novecento che nascono e si sviluppano nuovi e articolati orientamenti che nei paesi anglosassoni si fanno rientrare nel quadro dei Translation Studies. A guardar bene, più che una scienza al singolare, la traduttologia può esser considerata una interdisciplina in cui convergono tratti di diverse scienze sociali e umanistiche, dall’informatica alla letteratura comparata, dalla linguistica alla semiotica, dalla sociologia all’antropologia.
    Nella specifica prospettiva sociosemiotica che qui adottiamo la traduttologia fa riferimento al complesso di saperi intesi a studiare le trasformazioni semiotiche connotanti il passaggio dal “prototesto” al “metatesto”, pur tenendo ben distinti la pratica e il processo traduttivo. In quest’ottica le trasformazioni prese in esame riguardano distintamente la traduzione intralinguistica e quella interlinguistica, la intersemiotica e la intertestuale, la traduzione metatestuale, la intratestuale e la intestuale.

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    Irish-Italian Studies. New perspectives on cultural mobility and permeability A cura di: Chiara Sciarrino 15,00 7,50

    Irish-Italian Studies è un libro che fa parte della collana Atti e Convegni.

    Chiara Sciarrino, durante il suo viaggio in Irlanda, ha studiato la cultura italiana vista dagli irlandesi.

    I inevitably felt the need to investigate the ways in which Italians and Italian cultures were viewed.

     

    Questo libro contiene i documenti della Decima Conferenza della Federazione Europea delle Associazioni e dei Centri degli Irish Studies.

    Per ulteriori prodotti della stessa collana, clicca QUI.

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    Isole e frontiere nel Mediterraneo moderno e contemporaneo A cura di: Arturo Gallia, Giannantonio Scaglione, Lavinia Pinzarrone, 20,00 10,00

    Il libro parla dell’attuale dibattito all’interno dell’Unione Europea sulle modalità di apertura, chiusura e difesa delle frontiere del Mediterraneo. Pertanto, invita la comunità scientifica a fornire all’opinione pubblica e ai governanti strumenti di interpretazione, soprattutto sul significato della frontiera marittima e sulle sue modalità di controllo. Ed, inoltre, sulla regolamentazione e gestione giuridica da parte delle istituzioni politiche del passato e del presente.

    Fondamentale è conoscere e comprendere i problemi delle società di frontiera, soprattutto da una prospettiva storica, sui temi dell’insediamento nel Mediterraneo. Ma anche del controllo commerciale, giuridico e militare dello spazio frontaliero consente di storicizzare temi e fenomeni attuali ricostruendone le radici storiche.

    In particolare, le zone di confine e le isole si trovarono ad affrontare l’emergenza dell’altro e dell’incognito per primi. Spesso senza gli strumenti e le risorse adeguate.

    L’equilibrio economico, sociale e sanitario di comunità isolate o liminari può ancora oggi essere messo in crisi da eventi esterni non regolati o controllati.
    In questa prospettiva, i saggi pubblicati nel volume vogliono riflettere sul tema della frontiera come luogo di incontro, attraversamento e passaggio e sul ruolo dei territori insulari sia come frontiera sia come nodo all’interno di una fitta rete di trasmissione dei saperi, ponendo al centro delle riflessioni le società locali, anche nel rapporto con gli attori esterni.

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    Krisis A cura di: Guglielmo Brancato 10,00

    Krisis è un progetto fotografico, concepito nel corso di un viaggio in Islanda.

    Scegliendo l’opzione ritiro in sede, è possibile ritirare la propria copia del volume presso la presentazione di giorno 11 dicembre alle ore 18.00, presso la Sala Mostre Annamaria Fundarò, ex Facoltà di Architettura,  Edificio 14 corpo “C” piano 1°. Per maggiori info leggete QUI

    Krisis è un progetto fotografico concepito nel corso di un viaggio in Islanda durato tre mesi. Guglielmo, attraverso i suoi scatti, affronta il tema dell’uomo che si confronta con la natura. Un confronto che sovrasta e distrugge.
    Un viaggio “introspettivo” per ritrovare se stesso.
    Un’Odissea composta da una partenza, un percorso in continua definizione, una meta da raggiungere costituita dalla fotografia. Uno scopo che lo porta infine al ricongiungimento con il proprio essere e alla riconquista definitiva della stabilità.

    Guglielmo è un Ulisse moderno che con la stessa tenacia ha intrapreso un lungo viaggio, ha affrontato con coraggio il rischio dell’avventura per raggiungere la scoperta di sé e ha narrato con abilità retorica le varie tappe della sua esperienza.

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    L’ARTE OLTRE LA MATERIA. CERAMICHE DISEGNI DIPINTI A cura di: Giovanni De Simone 25,00 12,50

    “Le fabbriche di ceramica costituiscono uno dei più cospicui punti d’incontro e di contatto tra tendenze e stili “colti” e “popolari”, sicchè i loro prodotti riflettono il confluire di due filoni culturali che spesso sono perfettamente fusi in un tutt’uno armonico”. Così Antonino Buttitta introduce la “ceramica popolare” nella sua voce dell’Enciclopedia Universale dell’Arte.
    Quella di Giovanni De Simone è una produzione ceramica che risponde ai due filoni che non sono paralleli ma che, piuttosto procedono a fianco, trovando innumerevoli punti d’incontro. Non a caso opere come le lucerne realizzate da De Simone trovano rispondenza in quanto ancora annota Buttitta: “Nei prodotti ceramici nei quali artisticità e funzionalità concorrono ad un unico scopo di decoro , le lucerne siciliane a figura umana costituiscono uno degli esempi più nobili e cospicui”.

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    L’insegnamento della letteratura italiana e della filologia romanza A cura di: 10,00 7,00

    L’insegnamento della letteratura italiana e della filologia romanza: nella facoltà di Lettere e Filosofia della Università di Palermo dalle origini ai nostri giorni

    Questo frammento sull’insegnamento della letteratura italiana e della filologia romanza nella Facoltà di Lettere e Filosofia della Università di Palermo dalle origini ai nostri giorni, è uno dei tasselli che dovevano comporre l’articolato mosaico di una storia dell’Ateneo di Palermo promossa dal Magnifico Rettore Atonino Gullotti, che per una serie di accidenti diversi non ha visto la luce, con la conseguenza che molti dei lavori già pronti non sono stati pubblicati. Si deve all’impegno di Giovanni Santangelo e della sua attenta revisione la pubblicazione dell’inedito.

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    L’Isola dei Vicerè A cura di: Francesco Benigno 10,00 7,00

    L’isola dei Vicerè:
    Potere e conflitto nella Sicilia spagnola (sec. XVI-XVIII)

    La storia della Sicilia spagnola può essere guardata con occhi molto diversi da quelli che una radicata tradizione storiografica ci ha abituati ad usare. Invece di indugiare su una vicenda di sconfitte e delusioni, di occasioni mancate e di fallimenti, si può tentare di rileggere la vicenda isolana nei secoli XVI-XVIII come quella di un universo in trasformazione, per quanto difficile e contrastata. Invece di immaginare secoli senza politica, contrassegnati dalla brutale sopraffazione e da velleitarie resistenze, si può delineare uno scenario intricato di alleanze e di lotte politiche, di scontri e di capovolgimenti di fronte. Invece di ipotizzare una società chiusa in sé stessa, dedita a coltivare un’essenza interiore, la sicilianità, tanto impalpabile da risultare metafisica, si possono con pazienza ricostruire le relazioni di potere, le reti personali e culturali, gli scambi. Invece di fantasticare su un’isola arcigna, dominata da un baronaggio coeso, che patteggia con la Corona lo scambio tra fedeltà e predominio sociale, si possono rintracciare i legami trasversali che legano le divisioni della provincia siciliana a quelle del centro della Monarchia. È ciò che prova a fare questo libro, dedicato alle forme del potere e alle dinamiche del conflitto nella Sicilia spagnola. Ne risulta un universo mosso e cangiante, riletto con domande aggiornate e perciò non solo più interessante ma anche più attuale.

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    L’Inquisizione nel secolo dei lumi. Il Sant’Uffizio e la Repubblica di Venezia A cura di: Veronese Fabiana 20,00 10,00
    Collana Chiese e culture religiose – “L’Inquisizione nel secolo  dei lumi. Il Sant’Uffizio e  la Repubblica di Venezia” di Fabiana Veronese

    Pubblicazione in corso.

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    LA FABBRICA IN VERSI. NAZIONALSOCIALISMO E LETTERATURA OPERAIA A cura di: Vanessa Ferrari 18,00 9,00

    Ferrari propone un’analisi a tutto tondo e di lungo respiro delle dinamiche, spesso diversificate e complesse, con le quali il partito nazionalsocialista e il Terzo Reich si rapportarono alla letteratura operaia e dei lavoratori, dimostrando come essa rappresentò un fondamentale strumento nella strategia nazista di penetrare nei più ampi strati della società tedesca degli anni Venti e Trenta. La nationalsozialistische Arbeiterliteratur, sottolinea Ferrari, funzionò dunque da importante cavallo di Troia utilizzato dal partito nazista come mezzo propagandistico per attirare il consenso del mondo dei lavoratori manuali verso il nazionalsocialismo e per integrare la classe operaia nella Volksgemeinschaft, cioè nella comunità nazionale del Terzo Reich. Sostanzialmente, dunque, anche in questo caso il nazionalsocialismo attuò la strategia pragmatica di Gleichschaltung, di livellamento, di vasti ambiti della società tedesca, utilizzando e strumentalizzando istanze culturali preesistenti e solo successivamente imponendo nuovi codici “tipicamente nazisti”. Anche dall’analisi di Ferrari emerge dunque il carattere complesso e pragmatico delle strategie culturali e sociali del nazionalsocialismo, che nel caso dell’utilizzo della Arbeiterliteratur saccheggiò in una prima fase a piene mani il patrimonio letterario della lirica e prosa sul mondo operaio e lavoratore di matrice socialista e marxista. In questo senso Ferrari mette opportunamente in rilievo i rapporti dell’ala sinistra del partito, rappresentata dai fratelli Gregor e Otto Strasser, e a cui in un primo momento aderì anche Joseph Goebbels, con importanti esponenti del nazionalbolscevismo della repubblica di Weimar, come Ernst Niekisch e August Winnig; o l’utilizzo dell’opera lirica del socialista Karl Bröger, che da internato politico di Dachau divenne cantore nazista della Arbeiterliteratur del Terzo Reich. Allo stesso tempo però l’autrice coglie e individua opportunamente la profonda differenza del canone nazista di questo tipo letterario rispetto al suo precedente uso da parte socialista.

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    La Gipsoteca del Dipartimento Culture e Società A cura di: Simone Rambaldi 18,00 9,00

    La Gipsoteca del Dipartimento Culture e Società
    Dell’Università degli Studi di Palermo

    Dopo un lungo periodo di oblio, alle collezioni di calchi in gesso si riconosce oggi l’importanza che meritano, non solo per il valore che tali manufatti possiedono come oggetti d’arte,ma anche per il ruolo di primo piano che in passato essi hanno rivestito
    ai fini dello studio della storia dell’arte antica. Fino ad oggi, tuttavia, non si era ancora pensato ad un allestimento organico, che mirasse, inoltre, al recupero della valenza didattica all’origine di questa raccolta di calchi. Ciò si è reso ora possibile, in concomitanza col trasferimento di sede del Dipartimento Culture e Società, consentendo così, in primo luogo, di rivalutare un patrimonio di grande importanza, lasciato in eredità al Dipartimento da una delle “anime” che vi sono confluite, cioè la
    scuola di Archeologia.

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    La Kalsa e le sue piazze A cura di: Maurizio Vesco 10,00 5,00

    ARCHIVI, STORIA E PROGETTO URBANO A PALERMO

    La Kalsa e le sue piazze è una raccolta di studi intorno al progetto urbano della Palermo tra Cinquecento e Ottocento.
    Un lavoro di ricerca di Maurizio Vesco, compiuto tra biblioteche e archivi non solo italiani, in più di un ventennio.

    È un pretesto per parlare della città nel suo insieme. Delle strategie di rinnovamento e ammodernamento dei suoi spazi fisici, nonché, ieri come oggi, di potenziamento delle sue attrezzature e infrastrutture.

    Un viaggio illustrato. Una Palermo tutta da scoprire.

    Interrogativi, dubbi e conclusioni, su molti dei quali ho voluto che si cimentassero pure gli studenti nelle esercitazioni dei miei corsi di Storia della progettazione urbana e di Storia della città e del territorio, negli anni di insegnamento presso la Facoltà, e poi il Dipartimento, di Architettura dell’Università degli Studi di Palermo.

    Infatti, hanno partecipato alla stesura di La Kalsa e le sue piazze, alcuni dei tesisti di Maurizio Vesco, in particolare Veronica Gizzi, Eliana Lombardo e Giuseppe Tuzzolino.

    Rimanendo sul tema di una Palermo del passato e delle sue caratteristiche fisiche, rimandiamo l’attenzione a un articolo di Ninni Giuffrida, “L’alluvione a Palermo del 1557” (lo potete leggere cliccando QUI).

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