• Presentazione
    La monografia si propone come guida per un aggiornamento sui diversi aspetti che caratterizzano il Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività, ancora troppo spesso sotto o ipervalutato, o addirittura non riconosciuto con ripercussioni piuttosto importanti sul piano degli apprendimenti, delle relazioni, dell’adattamento all’ambiente da parte del soggetto che ne è affetto.

    La guida è rivolta a psicologi, pedagogisti, neuropsichiatri infantili, pediatri, educatori, logopedisti ma anche ai genitori e agli insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado per sensibilizzare tali figure ad una presa in carico di rete capace di sostenere e accompagnare lo sviluppo cognitivo, emotivo e comportamentale di quel 6-7% di alunni che ancora oggi sono trattati come bambini svogliati e monelli.
    I contenuti, pur espressi in “psicologese” non renderanno la lettura di difficile comprensione, anzi accompagneranno il lettore anche meno navigato a sapere cosa dicono gli esperti del settore, quali contraddizioni sono ancora oggi presenti nella fase di individuazione e diagnosi precoce, i miti da sfatare, quali sono i fattori di rischio e di protezione che si associano abitualmente al disturbo, quali i metodi di valutazione e di intervento più efficaci in quanto corroborati dalla ricerca scientifica.
    Un’ultima sezione dedica alcuni cenni sulle normative relative a BES e ADHD, con riferimento alle modalità di stesura del Piano di Apprendimento Personalizzato (PDP) in questo ambito.
    La versione a stampa dell’opera può essere richiesta inviando una e-mail a info@newdigitalfrontiers.com e sarà disponibile in un mese circa.

    L’autore
    Antonella Chifari, psicologo e psicoterapeuta ad indirizzo cognitivo-comportamentale, è ricercatore presso l’Istituto per le Tecnologie Didattiche del Consiglio Nazionale delle Ricerche, UO di Palermo. Da anni i suoi principali interessi di ricerca riguardano la progettazione, realizzazione e sperimentazione di percorsi educativi e formativi supportati dalle Tecnologie Informatiche per la Comunicazione, con particolare riguardo allo sviluppo di ambienti per l’apprendimento cooperativo in rete, di software per l’apprendimento e comprensione del testo, per il monitoraggio comportamentale e per l’inclusione di soggetti con BES. Svolge attività di docenza presso diversi Enti di formazione e presso l’Istituto Tolman, Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale, come didatta riconosciuta dall’AIAMC. È autore di diverse pubblicazioni scientifiche e di strumenti informatici a supporto dei processi di insegnamento e apprendimento. Collabora come socio alle attività di ricerca e studio del Centro Studi Internazionale MetaINTELLIGENZE ONLUS.

  • Sale!

    Le carte dei razionali del comune (università) di Palermo durante l’età moderna costituiscono un fondo archivistico e documentario di rilevante interesse. Grazie a questi documenti è possibile ricostruire non solo i meccanismi di governo dei flussi finanzari della città e le tecniche contabili attraverso le quali si amministrava, ma anche le procedure attraverso cui si esercitava il controllo sulla correttezza amministrativa della gestione da parte dei giurati preposti ai vari settori di amministrazione. Il motore dell’universo intorno al quale girava la vita della città di Palermo è costituito dal Senato composto da sei giurati o senatori, uno per ogni quartiere e due per il Cassaro, e presieduto dal pretore. Il Senato era la massima istituzione politica cittadina: pianificava la gestione finanziaria, la sanità e l’edilizia pubblica, il vettovagliamento, la difesa dei privilegi cittadini e, più in generale, esprimeva la linea politica da seguire nei confronti dei poteri superiori.
    Il lavoro costituisce una felice sintesi tra la ricostruzione delle serie archivistiche del fondo dei razionali e lo studio del funzionamento della gestione patrimoniale dell’università.

  • Presentazione
    La monografia offre una panoramica sui Disturbi Specifici dell’Apprendimento della lettura o Dislessie. Vengono descritti i processi cognitivi coinvolti nella lettura, le diverse forme di dislessia evolutiva e le relative ipotesi interpretative, nonché il processo di valutazione, diagnosi ed intervento. Una sezione è dedicata ai processi di comprensione del testo, frequente fonte di difficoltà anche in assenza di dislessia.

    La versione a stampa dell’opera può essere richiesta inviando una eMail a info@newdigitalfrontiers.com e sarà disponibile in un mese circa.

    L’autore
    Antonella D’Amico, Dottore di Ricerca in Psicologia Generale, è Ricercatore presso Il Dipartimento di Scienze Psicologiche, Pedagogiche e della Formazione dell’Università degli Studi di Palermo. Insegna in diversi Corsi di Laurea, Master Universitari e Scuole di Specializzazione ed è attualmente Direttore Scientifico del Centro Studi Internazionale MetaINTELLIGENZE ONLUS (www.metaintelligenze.it). Da diversi anni si occupa di apprendimento, memoria, disturbi dell’apprendimento ed intelligenza emotiva. È autore di diverse pubblicazioni scientifiche e di strumenti psicometrici e di intervento.

    Ringraziamenti
    Ringrazio in primo luogo i miei studenti, tesisti e tirocinanti, che spesso mi supportano nella mia attività e che in qualche modo, piacevolmente, mi ‘costringono’, ad un aggiornamento costante delle conoscenze e delle competenze necessarie per svolgere il mio ruolo di Ricercatore e docente universitario e la mia professione e di Psicologa. Ringrazio anche tutti i bambini, adolescenti e adulti con DSA che ho conosciuto in questi anni, che hanno dato volti e storie ai temi trattati nel volume.

    Desidero anche esprimere il mio compiacimento per la collaborazione nata tra UNIPAPRESS ed il Centro Studi Internazionale MetaINTELLIGENZE ONLUS, che spero darà vita a molte altre pubblicazioni sui temi che più mi stanno a cuore.

  • Sale!

    Nell’Archivio della Corona d’Aragona di Barcellona, su segnalazione di Jaume Riera i Sans, si è rinvenuto nel registro Var. Canc. 373 (descritto come «Llibre de comptes portat per Jaume Andreu de l’administració dels drets del segell secret de l’infant Martí, estant a Sicilia, els anys 1394-1396») una documentazione proveniente dalla Cancelleria del Regno di Sicilia, relativa al periodo nel quale fu Cancelliere Pere Fonollet (o Fenollet), visconte d’Illa i Canet.
    Come Cancelliere del Regno di Sicilia, il Fonollet era succeduto al conte Guglielmo Peralta, che era stato uno dei quattro vicari del Regno durante la minorità e l’assenza di Maria, ed era marito dell’infanta Eleonora d’Aragona, cugina del defunto re Federico IV di Sicilia, padre della regina Maria.
    Il quaternus riporta, in ordine cronologico, l’elenco di ogni somma riscossa, con la data in cui il pagamento era stato effettuato, la natura e descrizione del documento sigillato, il nome di chi aveva effettuato il versamento per conto proprio o altrui, e in tal caso per conto di chi lo aveva effettuato, l’eventuale impegno a pagare somme residue.

  • Sale!

    Il presente lavoro raccoglie, con numerose modifiche e ampie integrazioni, le pagine dedicate ai Ventimiglia di Geraci nei miei due precedenti volumi Castelbuono medievale e i Ventimiglia e Nascita di una città. Castelbuono nel secolo XVI, pubblicati rispettivamente nel 2010 e nel 2013 dall’Associazione Mediterranea di Palermo, mentre sono quasi interamente inedite le pagine sul marchese Giovanni III Ventimiglia. Con questo personaggio, deceduto nel 1619, si chiudeva definitivamente il ciclo più esaltante e prestigioso della storia della famiglia. Con la sua scomparsa i Ventimiglia di Geraci uscivano infatti per sempre dalla grande storia, per rimanere confinati nell’ambito strettamente siciliano, talora − nei momenti migliori − anche meridionale, ma con ruoli comunque non di primissimo piano. (dalla prefazione di Orazio Cancila)

  • Questo manuale non aspira a fornire un quadro esaustivo della Stilistica dei Corpora, ma a proporre oltre che una sintesi dei più recenti studi sull’argomento, un’ipotesi di lettura di alcuni aspetti di un classico della letteratura di lingua inglese, A Portrait of the Artist as a young Man dello scrittore irlandese James Joyce, sovente inserito nei programmi universitari degli studenti di lingua e letteratura inglese. Essendo la bibliografia critica sul romanzo joyciano piuttosto generosa e sempre in progress, si è cercato di adottare un corpus-based approach, ovvero di partire da orientamenti già consolidati per la formazione di nuove prospettive di lettura. Lo scopo è altresì quello di fornire agli studenti uno strumento – la Linguistica dei Corpora con i suoi diversi e sempre più sofisticati software – per la comprensione di un testo/genere che è puramente letterario.

    Disponibilità solo in formato .pdf

    I will not serve: la stilistica dei Corpora by: Chiara Sciarrino 8,90

    I will not serve: la stilistica dei Corpora

    Questo manuale non aspira a fornire un quadro esaustivo della Stilistica dei Corpora, ma a proporre una sintesi dei più recenti studi sull’argomento. Un’ipotesi di lettura di alcuni aspetti di un classico della letteratura di lingua inglese, A Portrait of the Artist as a young Man dello scrittore irlandese James Joyce, spesso inserito nei programmi universitari degli studenti di lingua e letteratura inglese.

    Essendo la bibliografia critica sul romanzo joyciano piuttosto generosa e sempre in progress, si è cercato di adottare un corpus-based approach. In particolare di partire da orientamenti già consolidati per la formazione di nuove prospettive di lettura. Lo scopo è altresì quello di fornire agli studenti uno strumento – la Linguistica dei Corpora con i suoi diversi e sempre più sofisticati software – per la comprensione di un testo/genere che è puramente letterario.

    Disponibilità solo in formato .pdf

  • Identità, totalitarismi e stampa by: Prestigiacomo Carla 14,90
    Collana Memoria&Identità Cultural&Linguistic Heritage – “Identità, totalitarismi e stampa. Ricodifica linguistico-culturale dei media di regime” di Carla Prestigiacomo.
  • STUDI IN ONORE DI GIUSEPPE NICOLACI vol.1
    “Il campo della metafisica” è una citazione. La formula, nella quale Giuseppe Nicolaci raccoglie una memoria kantiana, designa il compito specificamente filosofico di riaprire incessantemente lo spazio attraverso il quale il pensiero può trovare un accesso ai principi stessi che lo guidano. Per chi, come Nicolaci, ha sottolineato con forza l’ampiezza e il respiro che la metafisica può ancora oggi dare a questa vocazione eminentemente critica, puramente razionale, della filosofia, vale certamente quello che Jean-Luc Nancy ha scritto a proposito di Jacques Derrida, e cioè che egli ha “rigiocato la metafisica da capo”, “sin dal suo capo”, anche nel senso che ha originalmente rischiarato la struttura teorica dell’inizio greco, in breve dell’origine della metafisica, alla luce di una sensibilità contemporanea.
    Se il “campo della metafisica” indica fondamentalmente una costante attenzione alla costituzione, alla forma originaria del ragionamento metafisico, l’idea del “campo” viene qui però ripresa e utilizzata soprattutto per additare l’ampiezza ospitale del pensiero di Giuseppe Nicolaci, l’amicizia che ne contraddistingue il tratto e l’intenzione. Di questa amicizia i contributi qui riuniti costituiscono la testimonianza.

    Il campo della metafisica by: Chiara Agnello, Rosaria Caldarone, Angelo Cicatello, Rosa Maria Lupo, 25,00

    Il campo della metafisica è un lavoro diviso in due volumi. A cura di Chiara Angello, Rosaria Caldarone, Angelo Cicatello e Rosa Maria Lupo.

    In questo volume emerge come Nicolaci abbia contribuito a tenere vivo, nel dibattito contemporaneo, il ruolo critico della metafisica.

    Prima di tutto, Nicolaci parte dallo studio della filosofia greca, includendo nelle sue riflessioni stimoli provenienti dal pensiero del Novecento. Egli ha insegnato Filosofia della Storia presso l’Università degli Studi di Palermo. In conseguenza di ciò, inizia un lavoro sul rapporto tra Kant e Aristotele

    a partire da un confronto tra l’etica della vita buona e l’etica del dovere.

    Per altri prodotti della stessa collana, clicca QUI.

  • Questo volume indaga la costruzione delle “identità” greche nella Calabria di età moderna, partendo dalle rivendicazioni delle minoranze arbëresh e grecanica. Assistiamo così a nuclei di migranti che hanno utilizzato il rito greco come veicolo di distinzione e persino di reazione di territorio a partire dal settecento (gli Arbëresh); oppure ad una minoranza apparentemente immobile, i Grecanici, che non si è creata attraverso diaspore ma tramite un melting pot avvenuto già a partire dall’alto medioevo, in cui i processi di differenziazione sono stati costruiti attraverso forme di proprietà comune, le chiese ricettizie, chiamate nell’area comunerie greche. Ne esce un dibattito su alcuni temi oggi al centro delle scienze storiche: come si costruisce una diaspora? Come si può appartenere localmente, e fabbricandosi quali diritti? Come si fa a rivendicare lo statuto di “minoranza”? Qual è l’uso possibile del rito religioso per costruire comunità pure e compatte?

    Il Cristo degli altri – Economie della rivendicazione nella Calabria greca di età moderna by: 20,00

    Questo volume indaga la costruzione delle “identità” nella Calabria greca di età moderna, partendo dalle rivendicazioni delle minoranze arbëresh e grecanica.
    Assistiamo così a nuclei di migranti che hanno utilizzato il rito greco come veicolo di distinzione e di reazione di territorio a partire dal settecento (gli Arbëresh). Oppure ad una minoranza apparentemente immobile, i Grecanici, che non si è creata attraverso diaspore ma tramite un melting pot.

    Il melting pot è avvenuto già a partire dall’alto medioevo, in cui i processi di differenziazione sono stati costruiti attraverso forme di proprietà comune, le chiese ricettizie, chiamate nell’area comunerie greche. Ne esce un dibattito, qui presentato, su alcuni temi oggi al centro delle scienze storiche: come si costruisce una diaspora? Come si può appartenere localmente, e fabbricandosi quali diritti? Come si fa a rivendicare lo statuto di “minoranza”? Qual è l’uso possibile del rito religioso per costruire comunità pure e compatte?

    Per maggiori approfondimenti, cliccare QUI.

  • Questo elaborato, che muove da questi presupposti, si pone come diretta conseguenza della tesi triennale, anche quella fondata sul dialogo teologico fra cattolici e ortodossi, dal titolo Il Documento di Ravenna. Collegialità e sinodalità nel dialogo tra cattolici e ortodossi. Nel caso del lavoro precedente, si è scoperto nel documento della Commissione mista teologica internazionale per il dialogo fra cattolici e ortodossi un solido punto di partenza per il rinnovamento di un dialogo che, troppo spesso, si arresta per via di alcuni nodi problematici. Rintracciare nel comune terreno della conciliarità una proposta per il rinvenimento della piena comunione è sembrata ai membri della Commissione teologica un’ottima strada

    (dall’introduzione)

    Il Documento di Chieti by: Salvatore Trapani 13,00

    Questo elaborato sul documento di Chieti si pone come diretta conseguenza della tesi triennale, anche quella fondata sul dialogo teologico fra cattolici e ortodossi. Il titolo della tesi è Il Documento di Ravenna. Collegialità e sinodalità nel dialogo tra cattolici e ortodossi.

    Nel caso del lavoro precedente, si è scoperto  un solido punto di partenza per il rinnovamento di un dialogo che, troppo spesso, si arresta per via di alcuni nodi problematici.

    Rintracciare nel comune terreno della conciliarità una proposta per il rinvenimento della piena comunione è sembrata ai membri della Commissione teologica un’ottima strada.

    L’autore di questo volume è Salvatore Trapani.

    (dall’introduzione)

  • Sale!

    Il presente lavoro ha per oggetto le Confraternite, Unioni e Compagnie laicali di Palermo nei secoli XIV e XV che, in seguito alla diffusione e propagazione della peste, si svilupparono massicciamente, raggruppando individui accomunati da sentimenti pietistici o anche solo da un comune afflato spirituale. L’attenzione sui dati comuni delle confraternite quali la pietà, la devozione, l’onestà della vita, va indubbiamente estesa anche sui meccanismi interni, che facevano di questi sodalizi quasi una piccola scuola di esercizio borghese; e sul complesso gioco di interrelazioni sociali, politiche, economiche, ambientali, mentali, che scandiscono la storia umana.

  • Sale!

    Fino agli anni Settanta il monachesimo femminile era considerato un campo quasi inesplorato, «un’appendice nel contesto della storia monastica». Il dibattito sul ruolo ecclesiologico delle donne, laiche e religiose, suscitato dalla nuova temperie culturale seguita al Concilio Vaticano II, ha modificato la considerazione e il peso attribuiti ai monasteri femminili dell’Italia medievale e avviato nuovi studi e riflessioni. La storiografia italiana è stata fortemente condizionata da quella internazionale, da Grundmann a Leclercq, senza dimenticare la storiografia femminista statunitense che ha posto l’accento sulle valenze politiche, economiche e sociali del monachesimo come strumento di affermazione della donna, aprendo nuove linee di ricerca, ma suscitando critiche per l’approccio eccessivamente schematico e ideologizzante. Di certo, la storia dei monasteri femminili costituisce ormai «un settore di ricerca autonomo» e va esaminata in stretto rapporto con il territorio in cui essi ricadevano per evidenziarne le peculiarità e le differenze regionali. (dall’introduzione di Patrizia Sardina)

  • Il volume descrive la mostra del Museo dell’Università, la storia e il formarsi delle collezioni d’arte palermitane nel segmento temporale che va dagli inizi dell’Ottocento fino all’Unità d’Italia o ancor meglio fino al 1867, quando prenderà vita il Museo Nazionale con il trasferimento di tutte le collezioni cittadine al Museo Archeologico Antonino Salinas.

    Il Museo dell’Università by: Barbera Gioacchino, Di Natale Maria Concetta, 20,00
    Collana Artes – “Il Museo dell’Università. Dalla Pinacoteca della Regia Università di Palermo alla Galleria di Palazzo Abatellis” a cura di Gioacchino Barbera, Maria Concetta Di Natale.
  • La suggestione di queste pagine sta proprio nel racconto della vita, reale, che si cela dietro di esse, è che si fonde come in una danza leggera con la fantasia. Questo perenne gioco del fare e poi disfare, per poi ricostruire ancora, è il motore di questo eterno equilibrio instabile in cui il protagonista si muove. Gero “ago della bilancia”. Gero “sintesi” di universi paralleli e complementari. Ora in sella a Lollo, ora “abbracciato” dai morbidi interni della sua Lola, Gero sfida ogni giorno una quotidianità sospesa tra i pazienti del suo studio, chiazze di colore multiforme in cui soltanto lui riesce a districarsi e a restituire omogeneità; l’amore per suo figlio, che come argilla delicata cerca di modellare con tutta la delicatezza e discrezione di un padre innamorato; le donne, sale della terra, che con il loro universo di forza e fragilità arricchiscono e istruiscono il suo mondo, insegnandogli sempre qualcosa di diverso filtrato da nuovi punti di vista. E poi c’è la sua grande amante: la musica. Sì la musica. Quel piano attraverso il quale tutto passa e attraverso il quale tutto ritrova la sua giusta dimensione. Da questo punto di vista, quello di Greco è un libro che non va letto ma ascoltato. Sia che si tratti di un semplice sottofondo ad una corsa in Vespa in mezzo al traffico e con le nuvole che minacciano pioggia, sia che si tratti di una performance abbracciato alla sua chitarra in un vecchio locale, per Gero la musica è linfa vitale.

     

    Il volume è disponibile in preordine fino al 4 Dicembre 2019, data della presentazione del volume che si terrà a Palermo. Per maggiori informazioni clicca QUI o segui la pagina Facebook e Instagram di Edity

     

     

    Il nome delle cose – Davide Greco by: Davide Greco 12,00

    Il nome delle Cose
    Storie di piscologia quotidiana

    (dalla prefazione di Andrea Tuttoilmondo)

    La suggestione di queste pagine sta proprio nel racconto della vita, reale, che si cela dietro di esse, è che si fonde come in una danza leggera con la fantasia. Questo perenne gioco del fare e poi disfare, per poi ricostruire ancora, è il motore di questo eterno equilibrio instabile in cui il protagonista si muove. Gero “ago della bilancia”. Gero “sintesi” di universi paralleli e complementari.

    Ora in sella a Lollo, ora “abbracciato” dai morbidi interni della sua Lola, Gero sfida ogni giorno una quotidianità sospesa tra i pazienti del suo studio, chiazze di colore multiforme in cui soltanto lui riesce a districarsi e a restituire omogeneità; l’amore per suo figlio, che come argilla delicata cerca di modellare con tutta la delicatezza e discrezione di un padre innamorato; le donne, sale della terra, che con il loro universo di forza e fragilità arricchiscono e istruiscono il suo mondo, insegnandogli sempre qualcosa di diverso filtrato da nuovi punti di vista.

    E poi c’è la sua grande amante: la musica. Sì la musica. Quel piano attraverso il quale tutto passa e attraverso il quale tutto ritrova la sua giusta dimensione. Da questo punto di vista, quello di Greco è un libro che non va letto ma ascoltato. Sia che si tratti di un semplice sottofondo ad una corsa in Vespa in mezzo al traffico e con le nuvole che minacciano pioggia, sia che si tratti di una performance abbracciato alla sua chitarra in un vecchio locale, per Gero la musica è linfa vitale.

    Il volume è disponibile in preordine fino al 4 Dicembre 2019, data della presentazione del volume che si terrà a Palermo. Per maggiori informazioni clicca QUI o segui la pagina Facebook e Instagram di Edity

  • Il periodico palermitano “Il Momento”(1883-1885)
    Nel dibattito tardo-ottocentesco sul naturalismo

    Che senso ha occuparsi, oggi, di un periodico sorto a Palermo intorno alla metà della penultima decade dell’Ottocento e che rimase attivo solo per due anni? La ragione è che da quel foglio di ‘provincia’ si levarono, tra le prime, le più agguerrite voci in difesa, e per la diffusione e la ricezione, del Naturalismo in Italia.
    In un momento in cui ci si impegna a cercare le ragioni della crisi della critica letteraria e di individuarne le cause e le sue possibili soluzioni, questo studio vuole rendere omaggio al ruolo interpretato, all’interno dell’ampio e controverso dibattito tardo-ottocentesco sulla Letteratura – e, in particolare, sulla ricezione della Letteratura francese in Italia –, da un periodico che ebbe vita a Palermo tra il 1883 e il 1885: “Il Momento. Letterario-Artistico-Sociale”; un foglio audace, attento e tagliente che partecipò, attraverso la penna di un gruppo di giovani intellettuali, alla circolazione delle idee sorte in seno al vivace dibattito che in quel volgere di anni si animò in Europa. Un omaggio al lavoro di coloro che credevano fermamente alla funzione della Letteratura, e che si impegnarono a sostenere e a divulgare con coraggio e passione le proprie ragioni contro altrettali orgogliosi detrattori, i quali tutti insieme – e forse proprio in ragione di quella divergenza di opinioni – hanno contribuito, in quel delicato passaggio di secolo, alla nascita di uno spirito nuovo.

    Il periodico palermitano “Il Momento”(1883-1885) by: Laura Restuccia 20,00

    Il periodico palermitano “Il Momento”(1883-1885)
    Nel dibattito tardo-ottocentesco sul naturalismo

    Questo giornale di ‘provincia’ sollevò le più agguerrite voci in difesa e per la diffusione e la ricezione del Naturalismo in Italia.

    In un momento in cui ci si impegna a cercare le ragioni della crisi della critica letteraria e di individuarne le cause e le sue possibili soluzioni, questo studio vuole rendere omaggio al ruolo interpretato dal periodico.

    Per questa ragione, all’interno del dibattito tardo-ottocentesco sulla Letteratura fondamentale fu un periodico. Il periodico in questione ebbe vita a Palermo tra il 1883 e il 1885: “Il Momento Letterario-Artistico-Sociale”.

    Un foglio audace, attento e tagliente che partecipò, attraverso la penna di giovani intellettuali, alla circolazione delle idee sorte in seno al vivace dibattito che in quel volgere di anni si animò in Europa.

    Infine, un omaggio al lavoro di coloro che credevano fermamente alla funzione della Letteratura.
    Essi si impegnarono a sostenere e a divulgare le proprie ragioni contro altrettanti orgogliosi detrattori, i quali hanno contribuito alla nascita di uno spirito nuovo.

    Per ulteriori informazioni, cliccare QUI.

  • L’opera è ambientata nell’Europa del XVIII secolo.
    È in questo fervido contesto che incontrerete Johann, un brillante scrittore tedesco.
    Il peso del suo ruolo di precettore, l’incapacità di scrivere un nuovo libro lo porteranno a imbarcarsi nella sua più grande impresa: un viaggio per l’Italia.

     

     

     

    Il principe necromante | fumetto by: Daniela Corda 5,00

    L’opera è ambientata nell’Europa del XVIII secolo.
    È in questo fervido contesto che incontrerete Johann, un brillante scrittore tedesco.
    Il peso del suo ruolo di precettore, l’incapacità di scrivere un nuovo libro lo porteranno a imbarcarsi nella sua più grande impresa: un viaggio per l’Italia.

  • Microstoria di un monsù siciliano formatosi nelle cucine di casa Lanza ai Colli, mobilitato nel 1915 per andare a combattere nelle trincee di Gorizia, e che si ritrova a coordinare la mensa ufficiali del comando della III armata con la stima di Sua Altezza Reale il Duca di Aosta che gli impartì l’ordine ufficiale di «ispezionare tutte le mense ufficiali per evitare avvelenamenti, riguardo alle stoviglie ed il confezionamento del mangiare, per esserci stati circa 25 ufficiali avvelenati in una mensa di battaglione». Baccalà alla pastella, uova alla monacale, torta alla parigina sono serviti al Duca D’Aosta e agli altri comandanti di divisione facendogli ricevere apprezzamento e riconoscimenti. Prima di essere congedato sente l’esigenza di evitare che la sua esperienza si disperda e così compila un “quaderno” manoscritto che intitola il modo di mangiare bene. Un manoscritto non solo di ricette ma anche una sintesi dell’articolazione dei menù di una casa nobiliare siciliana che potevano essere preparati e consumati anche sul fronte austro-ungarico. Un manuale che, nonostante sia stato compilato nel 1919, regge bene il confronto con la realtà gastronomica attuale e che è in più una preziosa testimonianza di alcuni percorsi di ibridazione culinaria tra nord e sud.

  • Per comprendere il motivo dell’esistenza dell’opera Comedia: Intrichi del Tasso, manoscritto oggi conservato presso la Biblioteca Universitaria di Catania (n. 76)2 e che qui ri-diamo alle stampe, non si può ignorare il rapporto che Torquato Tasso ebbe con la Sicilia, o meglio, con uno dei titolati più potenti dell’isola, Giovanni III Ventimiglia, marchese di Geraci e principe di Castelbuono.
    Promotore di questo sodalizio fu il padre olivetano Nicolò Degli Oddi da Padova il quale ebbe modo di informare l’amico ospite presso il monastero di Napoli della passione culturale e del mecenatismo di Giovanni III Ventimiglia4, che aveva incontrato durante il suo soggiorno in Sicilia. Iniziò così lo scambio epistolare tra il principe e il poeta, consistente in precise richieste di aiuti materiali da parte del Tasso e di menzioni e dediche poetiche da parte del Ventimiglia.
    La corrispondenza diretta del poeta con il nostro mecenate, peraltro molto presente nella vita politica e amministrativa isolana con prestigiosi incarichi (da pretore di Palermo a strategò di Messina a presidente del regno) dovette non poco influire sulla sua popolarità presso la classe colta siciliana. Fu così che i letterati isolani videro in Torquato Tasso un riferimento importante, una sorta di “siciliano onorario”, tale da illuminare la locale rinascenza in un periodo in cui i rappresentanti della cultura laica isolana continuavano ad essere ignorati dal circuito sovranazionale. Non a caso i nostri accademici, sull’onda della contrapposizione fra i sostenitori dell’Ariosto e quelli del Tasso, si schierarono unitariamente a favore di quest’ultimo. Questo spiega anche la singolare fortuna di cui poté godere il suo teatro in Sicilia e ancora l’influsso che esercitò sulla drammaturgia dell’epoca insieme a quello del napoletano Della Porta e alle suggestioni esercitate dal teatro dei comici dell’arte durante le loro tournées nell’isola.

    Il Teatro del Tasso in Sicilia by: 10,00

    Il Teatro del Tasso in Sicilia è un’opera curata da Giovanni Isgrò.

    Il libro si fonda sull’idea che

    il teatro festivo urbano (sia) espressione diretta della politica del consenso della monarchia dominante

    Il Teatro del Tasso in Sicilia è in realtà un’opera in ristampa.

    Il manoscritto che qui pubblichiamo si compone di 155 fogli […] ed è copia di quello originale riguardante la rappresentazione avvenuta al teatro dello Spasimo nel 1616.

  • Sale!

    Ho già avuto modo di illustrare e sottolineare ricchezza e varietà documentaria degli archivi familiari umbri, specie per l’età moderno-contemporanea…L’idea guida che li anima è la registrazione da un lato degli affari, e dunque delle entrate ed uscite, ma anche, dall’altro, l’attestazione di un percorso di affermazione del gruppo familiare nel contesto cui appartiene, percorso spesso concluso con la nobilitazione e proseguito ben oltre, in genere fino alla fase finale otto-novecentesca, che vede spesso la scomparsa della famiglia con l’estinzione del cognome o la perdita del patrimonio accumulato con tanta fatica dalla fine del medioevo in poi. Il tempo dunque sembra esserne il parametro, rappresentando il grande nemico, contro il quale gli uomini si affannano a registrare tutto il possibile per sottrarlo all’oblio, «il tempo avaro ogni cosa fracassa»
    (Dall’introduzione di Rita Chiacchella)