• Coming Soon di Pupi Fuschi

    Indagare nella mente di un artista non è impresa facile: capire quale sia il moto creativo, da dove nasca e cosa lo caratterizza; l’artista esprime tutto questo attraverso tele e disegni che, seppur nati dalla stessa mano, si differenziano in modo notevole. Il concetto principe è quello di cogliere la sostanza e il significato delle cose ben oltre il mero senso estetico. Quel che si vuole ottenere è estrapolare il contenuto andando a scoprire ciò che c’è dentro. Per l’artista palermitana Pupi Fuschi il tempo è la chiave di lettura: il tempo dello sguardo, del ricordo, della contemplazione, della posa o ancora, dell’ossessione. Lungo il suo percorso il tempo è affiancato dal cambiamento che avviene, assumendosi le proprie responsabilità verso la riuscita personale.

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    Coming Soon di Pupi Fuschi by: Raffaello Contemporary Art 10,00

    Coming Soon di Pupi Fuschi

    Indagare nella mente di un artista non è impresa facile: capire quale sia il moto creativo, da dove nasca e cosa lo caratterizza; l’artista esprime tutto questo attraverso tele e disegni che, seppur nati dalla stessa mano, si differenziano in modo notevole. Il concetto principe è quello di cogliere la sostanza e il significato delle cose ben oltre il mero senso estetico. Quel che si vuole ottenere è estrapolare il contenuto andando a scoprire ciò che c’è dentro. Per l’artista palermitana Pupi Fuschi il tempo è la chiave di lettura: il tempo dello sguardo, del ricordo, della contemplazione, della posa o ancora, dell’ossessione. Lungo il suo percorso il tempo è affiancato dal cambiamento che avviene, assumendosi le proprie responsabilità verso la riuscita personale.

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  • This work provides a comprehensive and multidisciplinary overview of contemporary diasporas, through both comparative reflections and ethnographically based case-studies from outstanding scholars, academics and humanitarian practitioners. The book is aimed at a wide audience, including academics, researchers and free scholars, but also to students, activists and experts in the field of migration, of intercultural studies and human mobilities by offering an explicit comparative mobilities analysis and a high-quality scientific overview on contemporary diasporas through a wider disciplinary angle.

  • In seguito al passaggio sotto la dominazione spagnola, durante il XVII secolo il Marchesato del Finale – antico feudo imperiale “inviscerato” nel dominio territoriale della Repubblica di Genova – si trasforma in un porto corsaro di primaria importanza nello spazio tirrenico. Inizialmente gli esperti siciliani, napoletani e maiorchini, che utilizzano Finale come base di partenza per le loro scorrerie, e in un secondo momento arditi operatori marittimi locali organizzano un’attività predatoria sistematica di cui fanno le spese i tradizionali nemici francesi ma anche svariate marinerie neutrali che frequentano il mar Ligure per ragioni commerciali. In particolare, i corsari «finalini» (come vengono definiti nella documentazione d’archivio) scatenano le rimostranze della Repubblica di Genova, nelle cui acque territoriali sono compiute le prede descritte nel volume, e che pertanto deve difendere non solo mercanti e patroni di barca “nazionali” interessati a portare avanti i propri traffici ma in fin dei conti la sua stessa giurisdizione. In particolare attraverso le carte del tribunale delle prede marittime del Finale, vera ossatura della ricerca condotta dall’autrice, emergono tutti i conflitti e le tensioni che la guerra di corsa produce, e al tempo stesso il riflesso nitido delle pratiche marittime e della cultura marinara del tempo.

    Contra Infieles y Enemigos de su Majestad. I finalini e la guerra di corsa durante la dominazione spagnola by: Tamara Decia 15,00

    CONTRA INFIELES Y ENEMIGOS DE SU MAJESTAD

    Sotto la dominazione spagnola, durante il XVII secolo, il Marchesato del Finale – antico feudo imperiale, dominio territoriale della Repubblica di Genova – si trasforma in un porto corsaro di primaria importanza nello spazio tirrenico.
    Inizialmente gli esperti siciliani, napoletani e maiorchini, utilizzarono Finale come base di partenza per le loro scorrerie. In un secondo momento, arditi operatori marittimi locali, organizzarono un’attività predatoria sistematica. Ne fanno le spese i tradizionali nemici francesi, ma anche svariate marinerie neutrali che frequentano il mar Ligure per ragioni commerciali.
    In particolare, i corsari «finalini» (definiti così nella documentazione d’archivio): scatenarono le rimostranze della Repubblica di Genova.
    Attraverso le carte del tribunale delle prede marittime del Finale, vera ossatura della ricerca condotta dall’autrice, emergono tutti i conflitti e le tensioni che la guerra di corsa produce. Al tempo stesso, riflesso nitido delle pratiche marittime e della cultura marinara del tempo.

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  • Questo libro nasce da uno studio che Sergio Intorre ha condotto sulle opere trapanesi in corallo della collezione March, battute all’’asta presso la sede londinese di Christie’’s il 16 giugno 2015. Si tratta di esemplari di diversa tipologia, sia a carattere sacro che profano, che contribuiscono ad arricchire il catalogo della produzione trapanese in corallo tra XVI e XX secolo, attestandone ancora una volta l’eccezionalità nel contesto dell’area mediterranea e l’alto livello di esecuzione raggiunto da questi artisti. La preziosità di questi manufatti viene ulteriormente confermata dalla loro presenza in una prestigiosa collezione privata insieme ad esemplari di grande valore artistico come dipinti, sculture, arazzi, arredi ed opere d’arte decorativa ascrivibili alle principali produzioni europee di Età Moderna.

    Coralli trapanesi nella collezione March by: Intorre Sergio 20,00
    Collana Studi e ricerche – “Coralli trapanesi nella collezione March” di Sergio Intorre
  • CERAMICHE SICILIANE DI ETA’ MODERNA AL MUSEO DELLA CERA DI BURGIO

    Prefazione di Vito Ferrantelli

    Il Museo della Ceramica di Burgio, sin dal giorno della sua inaugurazione avvenuta il 6 giugno 2010, si era dotatodi un cospicuo numero di maioliche provenienti da prestiti di istituzioni pubbliche e collezioni private. Il nucleo fondamentale, risalente al periodo che va dal XVI al XVIII secolo, era costituito da manufatti appartenenti alle collezioni della Galleria Regionale di Palazzo Abatellis: albarelli, bocce, bottiglie espressione di una raffinata produzione apotecaria che ha caratterizzato il periodo aureo della ceramica di Burgio. Un’importante documentazione storica era rappresentata anche dai frammenti ritrovati nello scavo effettuato nel 2008 dalla Soprintendenza di Agrigento nel quartiere delle antiche botteghe. Le opere delle collezioni private, in gran parte del XIX e XX secolo, infine, completavano l’excursus storico della realtà ceramica agrigentina. Nel corso degli anni, tuttavia, molti collezionisti, per svariati motivi, ne hanno chiesto la restituzione determinando un impoverimento del patrimonio espositivo e una discontinuità sul piano temporale. Il recente e ulteriore gesto di affettuosità della Galleria Regionale di Palazzo Abatellis ha permesso al MUCEB di recuperare e addirittura migliorare l’offerta culturale complessiva. Dagli albarelli alle bottiglie, dai boccioni alle idrie, un significativo numero di preziosi manufatti racconta l’ingegno e  l’operosità di valenti maestri ceramisti nel corso di più di tre secoli e, nel contempo, consolida il rapporto di fattiva collaborazione tra il nostro museo civico e una delle più importanti istituzioni museali nazionali. L’iniziativa si è concretizzata grazie alla sensibilità culturale del Direttore della Galleria regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis di allora, Prof. Gioacchino Barbera, e all’attuale, Dott.ssa Evelina De Castro, ai quali esprimo un sincero ringraziamento e un sentimento di profonda gratitudine per aver condiviso il progetto  dell’Amministrazione comunale di Burgio finalizzato alla costruzione di un circuito turistico locale, nel tentativo di coniugare il binomio cultura e sviluppo. Peraltro, il MUCEB, nel momento della sua apertura al pubblico e poi in occasione dell’evento ‘”I mai visti”, organizzato nell’aprile del 2011, in contemporanea nelle due realtà museali, ha già potuto contare sulle collezioni di Palazzo Abatellis che, da un lato, offrono alla comunità culturale una ricostruzione coerente dello svolgimento storico della ceramica di Burgio e, dall’altro, concorrono a definire l’identità di questo antico paese dell’entroterra agrigentino. Tra le opere esposte si rileva la presenza di altre significative realtà ceramiche siciliane come Palermo, Caltagirone, Sciacca, Trapani e Collesano che consentono di mettere a confronto forme, decori, cromie e iconografie utilizzate dai maestri artigiani siciliani. Un ringraziamento, infine, mi preme rivolgere alle qualificate professionalità che si sono adoperate, lungo tutto il percorso di studio e di lavoro, per la buona riuscita dell’evento; in particolare il Dirigente Generale dell’Assessorato Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, Dott. Gaetano Pennino, la Dott.ssa Maria Reginella, l’Arch. Bernardo Agrò, il curatore scientifico del MUCEB, prof. Sergio Intorre, e tutta l’Amministrazione Comunale di Burgio.

     

    Da Palazzo Abatellis al MUCEB by: Vito Ferrantelli 15,00

    Al MUCEB (Museo delle Ceramiche di Burgio), la concessione della Galleria Regionale di Palazzo Abatellis ha permesso di recuperare e migliorare l’offerta culturale del territorio.

    Prima di tutto, questo volume fa parte della Collana “Quaderni del MUCEB” a cura di Vito Ferrantelli.
    L’autore qui spiega l’importanza della ceramica siciliana, probabilmente tra i più importanti reperti nel patrimonio artistico mondiale: un’antica tradizione, che afferma la vivacità di questo settore dell’economia locale e, allo tempo stesso, identità del piccolo paese.

    Un altro elemento importante è che tra le opere esposte, vi sono altre ceramiche siciliane provenienti da Palermo, Caltagirone, Sciacca, Trapani e Collesano. Come risultato, queste hanno permesso di mettere a confronto, forme, decori, colori e immagini.

    La ceramica è, oggi più che mai, viva. Sta a noi operatori culturali creare le condizioni per farla crescere.

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  • Danny Young è un tredicenne che vive in una fattoria a nord di Athan City.
    A seguito di un violentissimo attacco alla città, gli adolescenti vengono obbligati a frequentare un’accademia di arti marziali per affinare le proprie capacità di combattimento. Per poter difendere se stessi e gli altri. Ne Il torneo delle quattro accademie, primo capitolo della saga, Danny si trasformerà da timido ragazzino amante della logica in un artista marziale talentuoso.

     

    Danny Young e il torneo delle quattro accademie by: Fabrizio Mondo 10,00

    Danny Young e il torneo delle quattro accademie
    Il protagonista è un tredicenne che vive in una fattoria a nord di Athan City.
    A seguito di un violentissimo attacco alla città, gli adolescenti vengono obbligati a frequentare un’accademia di arti marziali per affinare le proprie capacità di combattimento. Per poter difendere se stessi e gli altri. Ne Il torneo delle quattro accademie, primo capitolo della saga, Danny si trasformerà da timido ragazzino amante della logica in un artista marziale talentuoso.

    Fabrizio, da dove nasce l’idea di un fantasy young adult?

    La spinta più grande mi è arrivata dal mio amore per le arti marziali. L’ambientazione in un mondo possibile ma inesistente d’altra parte, mi ha dato molta più libertà nel creare un universo credibile con le proprie regole. Se avessi deciso di ambientarlo ai giorni nostri, ad esempio, non ci sarebbe stata una giustificazione al fatto che nell’universo di Danny non ci sono armi da fuoco ma tutto è affidato alla fisicità.

     

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  • Mentre Danny e Baokang parlavano l’acqua del pentolone cominciò a bollire, in modo sempre più agitato. “Guarda bene Danny, sto cucinando del riso. Quando ho bisogno di stare con me stesso, di riflettere, di concentrarmi o di imparare una lezione dai miei errori, mi ritiro sempre in questa sala e comincio a cucinare del riso. C’è molto della mia arte e del mio spirito nel vapore emanato dal riso. Il vapore mi ricorda l’esistenza dell’energia, dello spirito vitale che domina ogni uomo e che gli consente di effettuare ogni suo passo. Senza tale spirito Danny, un uomo è perduto.”
    Danny Young e la cospirazione dei Nemori di Edity
    Fabrizio Mondo, già autore di Danny Young e il torneo delle quattro accademie è un appassiona – to di scrittura, comunicazione ed arti marziali, nelle quali vanta esperienze concrete in discipline come la Capoeira, il Taekwondo ITF e il Jeet Kune Do. Dipendente pubblico di professione, scrive per diffondere la cultura e la filosofia delle arti marziali come strumento per la crescita personale.

     

    Danny Young e la cospirazione dei Nemori by: Fabrizio Mondo 10,00

    Danny Young e la cospirazione dei Nemori

    Mentre Danny e Baokang parlavano l’acqua del pentolone cominciò a bollire, in modo sempre più agitato. “Guarda bene Danny, sto cucinando del riso. Quando ho bisogno di stare con me stesso, di riflettere, di concentrarmi o di imparare una lezione dai miei errori, mi ritiro sempre in questa sala e comincio a cucinare del riso. C’è molto della mia arte e del mio spirito nel vapore emanato dal riso. Il vapore mi ricorda l’esistenza dell’energia, dello spirito vitale che domina ogni uomo e che gli consente di effettuare ogni suo passo. Senza tale spirito Danny, un uomo è perduto.”
    Danny Young e la cospirazione dei Nemori di Edity

    Fabrizio Mondo, già autore di Danny Young e il torneo delle quattro accademie è un appassiona – to di scrittura, comunicazione ed arti marziali, nelle quali vanta esperienze concrete in discipline come la Capoeira, il Taekwondo ITF e il Jeet Kune Do. Dipendente pubblico di professione, scrive per diffondere la cultura e la filosofia delle arti marziali come strumento per la crescita personale.

    Danny Young e la cospirazione dei Nemori

    Mentre Danny e Baokang parlavano l’acqua del pentolone cominciò a bollire, in modo sempre più agitato. “Guarda bene Danny, sto cucinando del riso. Quando ho bisogno di stare con me stesso, di riflettere, di concentrarmi o di imparare una lezione dai miei errori, mi ritiro sempre in questa sala e comincio a cucinare del riso. C’è molto della mia arte e del mio spirito nel vapore emanato dal riso. Il vapore mi ricorda l’esistenza dell’energia, dello spirito vitale che domina ogni uomo e che gli consente di effettuare ogni suo passo. Senza tale spirito Danny, un uomo è perduto.”
    Danny Young e la cospirazione dei Nemori di Edity

    Fabrizio Mondo, già autore di Danny Young e il torneo delle quattro accademie è un appassiona – to di scrittura, comunicazione ed arti marziali, nelle quali vanta esperienze concrete in discipline come la Capoeira, il Taekwondo ITF e il Jeet Kune Do. Dipendente pubblico di professione, scrive per diffondere la cultura e la filosofia delle arti marziali come strumento per la crescita personale.

    Danny Young e la cospirazione dei Nemori

    Mentre Danny e Baokang parlavano l’acqua del pentolone cominciò a bollire, in modo sempre più agitato. “Guarda bene Danny, sto cucinando del riso. Quando ho bisogno di stare con me stesso, di riflettere, di concentrarmi o di imparare una lezione dai miei errori, mi ritiro sempre in questa sala e comincio a cucinare del riso. C’è molto della mia arte e del mio spirito nel vapore emanato dal riso. Il vapore mi ricorda l’esistenza dell’energia, dello spirito vitale che domina ogni uomo e che gli consente di effettuare ogni suo passo. Senza tale spirito Danny, un uomo è perduto.”
    Danny Young e la cospirazione dei Nemori di Edity

    Fabrizio Mondo, già autore di Danny Young e il torneo delle quattro accademie è un appassiona – to di scrittura, comunicazione ed arti marziali, nelle quali vanta esperienze concrete in discipline come la Capoeira, il Taekwondo ITF e il Jeet Kune Do. Dipendente pubblico di professione, scrive per diffondere la cultura e la filosofia delle arti marziali come strumento per la crescita personale.

    Danny Young e la cospirazione dei Nemori

    Mentre Danny e Baokang parlavano l’acqua del pentolone cominciò a bollire, in modo sempre più agitato. “Guarda bene Danny, sto cucinando del riso. Quando ho bisogno di stare con me stesso, di riflettere, di concentrarmi o di imparare una lezione dai miei errori, mi ritiro sempre in questa sala e comincio a cucinare del riso. C’è molto della mia arte e del mio spirito nel vapore emanato dal riso. Il vapore mi ricorda l’esistenza dell’energia, dello spirito vitale che domina ogni uomo e che gli consente di effettuare ogni suo passo. Senza tale spirito Danny, un uomo è perduto.”
    Danny Young e la cospirazione dei Nemori di Edity

    Fabrizio Mondo, già autore di Danny Young e il torneo delle quattro accademie è un appassiona – to di scrittura, comunicazione ed arti marziali, nelle quali vanta esperienze concrete in discipline come la Capoeira, il Taekwondo ITF e il Jeet Kune Do. Dipendente pubblico di professione, scrive per diffondere la cultura e la filosofia delle arti marziali come strumento per la crescita personale.

    Danny Young e la cospirazione dei Nemori

    Mentre Danny e Baokang parlavano l’acqua del pentolone cominciò a bollire, in modo sempre più agitato. “Guarda bene Danny, sto cucinando del riso. Quando ho bisogno di stare con me stesso, di riflettere, di concentrarmi o di imparare una lezione dai miei errori, mi ritiro sempre in questa sala e comincio a cucinare del riso. C’è molto della mia arte e del mio spirito nel vapore emanato dal riso. Il vapore mi ricorda l’esistenza dell’energia, dello spirito vitale che domina ogni uomo e che gli consente di effettuare ogni suo passo. Senza tale spirito Danny, un uomo è perduto.”
    Danny Young e la cospirazione dei Nemori di Edity

    Fabrizio Mondo, già autore di Danny Young e il torneo delle quattro accademie è un appassiona – to di scrittura, comunicazione ed arti marziali, nelle quali vanta esperienze concrete in discipline come la Capoeira, il Taekwondo ITF e il Jeet Kune Do. Dipendente pubblico di professione, scrive per diffondere la cultura e la filosofia delle arti marziali come strumento per la crescita personale.

     

  • I GRAFFITI DEI PRIGIONIERI DELL’INQUISIZIONE ALLO STERI DI PALERMO

    Descendit ad Inferos è un saggio che si propone di avanzare più generali considerazioni sugli obiettivi e le funzionalità della dimensione carceraria nell’attività del Santo Officio, sull’utilizzo “sociale” dei muri come supporto per la scrittura, sul ruolo delle immagini disegnate nell’incoraggiare la devozione, nel segnalare atteggiamenti di sostanziale consenso o, al contrario, di resistenza all’attività giudiziaria dell’Inquisizione. Nel tentativo di offrire osservazioni utili a una maggiore comprensione dei graffiti dello Steri, si è dunque cercato di collocare la riflessione sul significato e sulla loro potenzialità come fonte per la ricerca storica nel dibattito, piuttosto vivace negli ultimi anni, intorno alla scrittura muraria nelle epoche passate. In secondo luogo, si è voluto precisare il contesto della loro realizzazione, stabilendo non solo i limiti normativi entro i quali era definita la detenzione nella regolamentazione inquisitoriale spagnola, ma anche le condizioni particolari del carcere palermitano e le circostanze pratiche in cui le iscrizioni furono eseguite. In ultimo, ci si è soffermati sull’indagine intorno ad alcune specifiche serie di graffiti, quelli contenuti all’interno delle celle 2 e 3 nell’attuale distribuzione espositiva, che a parere di molti sono tra i più suggestivi e interessanti. Soprattutto in questa fase si è rivelato prezioso il contemporaneo scavo condotto nelle serie relative al tribunale isolano presso l’Archivo Histórico Nacional di Madrid e nella confusa, lacunosa e sovente difficile documentazione di carattere prevalentemente contabile custodita a Palermo.

    Descendit ad Inferos by: 10,00

    I GRAFFITI DEI PRIGIONIERI DELL’INQUISIZIONE ALLO STERI DI PALERMO

    Descendit ad Inferos è un saggio sugli obiettivi e le funzionalità delle carceri nell’attività del Santo Officio.

    In particolare sull’utilizzo “sociale” dei muri come supporto per la scrittura, sul ruolo delle immagini disegnate nell’incoraggiare la devozione, nel segnalare atteggiamenti di sostanziale consenso. O, al contrario, di resistenza all’attività giudiziaria dell’Inquisizione.

    Gianclaudio Civale espone riflessioni sui significati e le potenzialità dei graffiti dello Steri. Va così ad aggiungere valore alla ricerca storica, ruotando intorno al tema della scrittura muraria nelle epoche passate.
    Il contesto diventa fondamentale. La descrizione delle condizioni particolari del carcere palermitano, le circostanze pratiche in cui le iscrizioni furono eseguite.

    Poi il focus su alcune specifiche serie di graffiti, quelli contenuti all’interno delle celle 2 e 3, considerati da molti tra i più suggestivi e interessanti.

    Il vano 3 delle prigioni custodisce alcune delle più affascinanti raffigurazioni dell’intero complesso. La sua rilevanza, tuttavia, non risiede nella qualità delle sue decorazioni, bensì nel fatto che le figure sono corredate dall’indicazione dell’anno e dei nomi o delle iniziali di coloro che le realizzarono.

    Un viaggio appassionante attraverso il tempo e le immagini.

    Per ulteriori info. clicca  QUI.

  • Discalculia. i disturbi specifici dell’apprendimento matematico

    La monografia offre una panoramica sui Disturbi Specifici dell’Apprendimento Matematico o Discalculie. Vengono descritti i processi cognitivi coinvolti nell’apprendimento matematico, le diverse forme di discalculia evolutiva e le relative ipotesi interpretative, nonché il processo di valutazione, diagnosi e intervento. Una sezione è dedicata alla risoluzione dei problemi aritmetici, ambito che spesso risulta particolarmente complesso agli alunni con varie forme di DSA.

    Discalculia. i disturbi specifici dell’apprendimento matematico by: D’Amico Antonella 12,00

    Discalculia. i disturbi dell’apprendimento matematico

    La monografia offre una panoramica sui Disturbi Specifici dell’Apprendimento Matematico o Discalculie.
    I processi cognitivi coinvolti nell’apprendimento matematico, le diverse forme di discalculia evolutiva e le relative ipotesi interpretative, nonché il processo di valutazione, diagnosi e intervento.

    Una sezione è dedicata alla risoluzione dei problemi aritmetici, ambito che spesso risulta particolarmente complesso agli alunni con varie forme di DSA.

    Fa parte della collana MetaIntelligenze.

    La collana nasce con il proposito di diffondere, attraverso contributi scientifici di qualità, i temi che caratterizzano la mission dell’omonimo Centro Studi Internazionale MetaIntelligenze Onlus.
    MetaIntelligenze Onlus opera nel campo della promozione delle intelligenze, intese come l’insieme dei processi cognitivi ed emotivi che garantiscono uno sviluppo armonico nell’arco di vita.

    A tal fine, grazie al lavoro dei numerosi soci che lo costituiscono, Centro Studi è attivo attraverso una serie di azioni formative, cliniche ed educative rivolte a bambini e ragazzi, famiglie ed operatori.

    Per ulteriori approfondimenti, cliccare QUI.

  • Echi da Echi
    Dialoghi letterari sulle Migrazioni per accorciare le distanze

    Il Corso multimediale in 3 voll. Ponti di Parole è nato all’interno del percorso pluriennale di ricerca e didattica condotto dalla Scuola di Lingua
    italiana per Stranieri dell’Università di Palermo con migranti adulti e con
    minori stranieri non accompagnati ed è stato sperimentato anche in
    diverse classi dei Centri per l’Istruzione degli Adulti (CPIA). Esso offre un approccio integrato fondato sulla centralità dei testi, orali e scritti, e sullo sviluppo di competenze d’uso della lingua, mentre guida gli studenti alla padronanza del proprio apprendimento. Per questo i diversi volumi forniscono le conoscenze di base della lingua ma anche strategie per sfruttare quelle stesse conoscenze – necessariamente limitate – e altre che i migranti hanno costruito nella propria vita.

    Echi da Echi by: 7,00

    Echi da Echi
    Dialoghi letterari sulle Migrazioni per accorciare le distanze

    Il Corso multimediale in 3 voll. Ponti di Parole è nato all’interno del percorso pluriennale di ricerca e didattica condotto dalla Scuola di Lingua
    italiana per Stranieri dell’Università di Palermo con migranti adulti e con
    minori stranieri non accompagnati ed è stato sperimentato anche in
    diverse classi dei Centri per l’Istruzione degli Adulti (CPIA). Esso offre un approccio integrato fondato sulla centralità dei testi, orali e scritti, e sullo sviluppo di competenze d’uso della lingua, mentre guida gli studenti alla padronanza del proprio apprendimento. Per questo i diversi volumi forniscono le conoscenze di base della lingua ma anche strategie per sfruttare quelle stesse conoscenze – necessariamente limitate – e altre che i migranti hanno costruito nella propria vita.

  • Grazie a un’innovativa impostazione metodologica ed epistemologica, che coniuga la distinzione fra semasiologia e onomasiologia con il concetto di storia come storia contemporanea, l’Autore ricostruisce l’evoluzione del termine-concetto ‘economia’ nella prima età moderna, facendo costante riferimento alle narrazioni prodotte durante l’età classica. A partire dalla parola greca oikonomia e dal concetto di ‘legge della Casa’, ‘amministrazione della famiglia’, il libro ripercorre il processo attraverso il quale fra Medioevo ed età contemporanea questa parola e questo concetto furono rimeditati e trasformati, aprendo la strada al moderno concetto di economia.

    Un ruolo fondamentale in questo processo di trasformazione fu svolto dal concetto di ‘economia’ come ‘ordine/amministrazione’, attraverso il quale fra Seicento e Settecento presero corpo diverse espressioni, con le quali poi furono designate nuove discipline, prime fra tutte l’economia animale (anatomia, fisiologia) e l’economia della natura (botanica, ecologia). Anche l’economia politica fu parte integrante di questo processo attraverso il rinnovamento della scienza del commercio e della scienza della politica; il peso della tradizione semantico-lessicale suscitò, però, non pochi problemi in coloro che nella seconda metà del Settecento si cimentarono con la formazione della science nouvelle, tanto che Ferdinando Galiani e Adam Smith si rifiutarono di designarla con il nome di economia politica.

     

    Economia Parole concetti narrazioni by: Luigi Alonzi 20,00

    Economia Parole concetti narrazioni

    Grazie a un’innovativa impostazione metodologica ed epistemologica, che coniuga la distinzione fra semasiologia e onomasiologia con il concetto di storia come storia contemporanea.
    L’Autore ricostruisce l’evoluzione del termine-concetto ‘economia’ nella prima età moderna, facendo costante riferimento alle narrazioni prodotte durante l’età classica.

    A partire dalla parola greca oikonomia e dal concetto di ‘legge della Casa’, ‘amministrazione della famiglia’.

    il libro ripercorre il processo attraverso il quale fra Medioevo ed età contemporanea questa parola e questo concetto rimeditati e trasformati, aprendo la strada al moderno concetto di economia.

    Un ruolo fondamentale in questo processo di trasformazione è svolto dal concetto di ‘economia’ come ‘ordine/amministrazione’. Attraverso il quale fra Seicento e Settecento presero corpo diverse espressioni, con le quali poi si designarono nuove discipline, prime fra tutte l’economia animale (anatomia, fisiologia) e l’economia della natura (botanica, ecologia).

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  • Nell’ambito del D.D. 436 del 13/03/2013 – Avviso per la presentazione di progetti per il sostegno di START UP Linea 2: CULTURA AD IMPATTO AUMENTATO. Ambito: Digital Cultural Heritage

  • Emilio Salgari – Il Corsaro Nero

    Si dicono classici quei libri che costituiscono una ricchezza per chi li ha letti e amati; ma costituiscono una ricchezza non minore per chi si riserba la fortuna di leggerli per la prima volta nelle condizioni migliori per gustarli.
    Italo Calvino

    Edity propone una selezione di classici della narrativa in una nuova collana, curata da Elvira Martino, dal titolo “Exempla”,  esemplari e modelli che, nonostante il tempo trascorso, riescono a dirci sempre qualcosa.

     

    Emilio Salgari – Il Corsaro Nero by: Elvira Martino 4,99

    Emilio Salgari – Il Corsaro Nero

    Si dicono classici quei libri che costituiscono una ricchezza per chi li ha letti e amati; ma costituiscono una ricchezza non minore per chi si riserba la fortuna di leggerli per la prima volta nelle condizioni migliori per gustarli.
    Italo Calvino

    Edity propone una selezione di classici della narrativa in una nuova collana, curata da Elvira Martino, dal titolo “Exempla”,  esemplari e modelli che, nonostante il tempo trascorso, riescono a dirci sempre qualcosa.

     

  • Le favole danno la possibilità ai bambini, e non solo, di entrare alla scoperta del proprio mondo emotivo.

    Attraverso le favole i bambini apprendono schemi nuovi di comportamento, imparano a rispondere più efficacemente a diverse situazioni che gli vengono prospettate.

    Il momento delle storie raccontate e ascoltate dai più piccoli prende un significato emotivo molto più grande del gesto in sé. È unico nel suo genere.

    Per Natale abbiamo pensato a un doppio gesto: per ogni libro acquistato infatti doneremo un libro alle associazioni che si occupano di bambini in contesti come ospedali, centri terapeutici o comunità.

    Il libro è illustrato dalla bravissima Daniela Corda.

    Acquistare il nostro libro di favole renderà Favoloso questo Natale veramente per tutti i bambini.

    Quindi non esitate, e aiutateci a aiutare.

    Favolose. Storie della Buona Notte by: Elvira Martino, Daniela Corda, 10,00

    Favolose storie di Natale per tutti i bambini: scopri come.

    Le favole danno la possibilità ai bambini, e non solo, di entrare alla scoperta del proprio mondo emotivo.

    Attraverso le favole i bambini apprendono schemi nuovi di comportamento, imparano a rispondere più efficacemente a diverse situazioni che gli vengono prospettate.

    Il momento delle storie raccontate e ascoltate dai più piccoli prende un significato emotivo molto più grande del gesto in sé. È unico nel suo genere.

    Per Natale abbiamo pensato a un doppio gesto: per ogni libro acquistato infatti doneremo un libro alle associazioni che si occupano di bambini in contesti non molto felici, come ospedali, centri terapeutici o comunità.

    Acquistare il nostro libro di favole renderà Favoloso questo Natale veramente per tutti i bambini.

    Quindi non esitate, e aiutateci a aiutare.

  • L’ascesa della società borghese in Europa suscitò non poche resistenze e opposizioni. Tra Sette e Ottocento molti cercarono un rimedio alle pretese della modernità, trovandolo infine nel Cristianesimo. Tuttavia era ormai troppo tardi per scacciare lo spettro della “secolarizzazione”: le confessioni cristiane si videro costrette a fare i conti con una società di individui incardinati in un nuovo mondo sociale. Grazie a questa presa di coscienza si giunse finalmente a storicizzare il Cristianesimo e a considerarlo un fenomeno, come ogni altro, destinato a mutare nel tempo. Attraverso un’analisi in chiave comparativa delle chiese cristiane dell’Occidente europeo, Rudolf Schlögl ci offre uno sguardo d’insieme su questo affascinante processo, aprendo prospettive inattese su un momento di radicale trasformazione.

  • Sale!

    Si deve al medievista Pierre Toubert l’elaborazione della categoria di feudalesimo mediterraneo, per definire un sistema di produzione dai tratti comuni diffusosi nei secoli centrali del Medioevo in uno spazio assai ampio, che comprendeva il mondo iberico, la Francia meridionale, l’Italia, gli stati latini d’Oriente. Alla tesi di Toubert furono mossi – com’è noto – non pochi rilievi critici: la dilatazione degli spazi e dei tempi, la sostanziale omogeneità tra tutti i paesi del bacino mediterraneo, la rigidità del modello, l’inerzia o la semi-immobilità in esso rappresentate più che il cambiamento, la visione spesso frammentata in tante microanalisi.

    Non per questo la categoria di feudalesimo mediterraneo diventa inutilizzabile, seppure riconsiderata da profili storiografici diversi, come ha già evidenziato recentemente Aurelio Musi. Tra medioevo ed età moderna in generale nell’intera Spagna, in Francia e Italia si ebbe un radicamento feudale a vari livelli di profondità con tratti comuni e caratteristiche differenti. Ne emerge un Mediterraneo complesso: la prospettiva dei curatori intende superare l’idea di una sostanziale omogeneità storica tra tutti i paesi del bacino del Mediterraneo, che invece si presenta come un’area geo-politica complessa e differenziata al suo interno, con caratteri comuni e varianti (dall’introduzione di Rossella Cancila).

  • Sale!

    Cari amici e colleghi, la consapevolezza di affrontare non solo un tema di storia economica, sociale, politico-istituzionale, giuridica del Mezzogiorno d’Italia, ma anche uno straordinario nodo della nostra modernità europea, ha ispirato e guidato il lavoro di questo Prin da me coordinato, col contributo decisivo delle unità locali delle università di Palermo, Calabria, Chieti-Pescara, Molise e Salerno. Abbiamo avuto modo di misurare e verificare tale consapevolezza nei due incontri che hanno costituito le tappe più significative del nostro percorso: il 16 maggio 2009 ad Agrigento e il 21 novembre 2009 a Palermo. Si è trattato di seminari non accademici, ma di vera discussione. … Il fantasma del feudalesimo moderno fa il paio, nella considerazione di alcuni storici, con altri oggetti come, ad esempio, il fantasma dello Stato moderno. È uno dei tanti effetti della visione della storia come sequenza di immagini retoriche, di narrazioni, per richiamare un’altra parola di moda nel lessico storiografico. A me pare che sia giunta l’ora di ritornare ad una sana visione materialistica della storia, rimettendo in ordine il rapporto tra le parole e le cose. E ricordando, anche attraverso questo nostro incontro, che il feudalesimo nel Mezzogiorno moderno non fu solo una parola, ma anche, e soprattutto, una cosa. (Dall’introduzione di Aurelio Musi).

  • Questo volumetto nasce dal desiderio di condividere la collezione
    di mattonelle maiolicate che ho trovato e raccolto tra le macerie di
    edifici e palazzi in rovina nel centro storico di Palermo, negli anni
    Novanta, periodo in cui ho diretto il servizio Interventi Urgenti e
    Manutentivi per l’Ufficio del Centro Storico del Comune di Palermo.
    Dopo due decenni molto bui per la storia della città, le tragiche
    morti dei giudici Falcone e Borsellino avevano innescato una fase di
    svolta a Palermo, con migliaia di cittadini che scendevano in piazza
    contro la mafia e le logiche che, nei due decenni precedenti, aveva-
    no portato la città al disastro. Ciò condusse, fra le altre cose, ad un
    processo generale di riqualificazione edilizia e urbanistica di Palermo
    che prese l’avvio dal risanamento del centro storico della città che,
    con i suoi 250 ettari, è uno dei centri storici più grandi d’Europa non-
    ché uno fra i più interessanti.

     

    Frammenti. Mattonelle maiolicate dal centro storico di Palermo by: Mario Scotto 15,00

    Frammenti. Mattonelle maiolicate dal centro storico di Palermo
    Questo volumetto nasce dal desiderio di condividere la collezione di mattonelle maiolicate che ho trovato e raccolto tra le macerie di edifici e palazzi in rovina nel centro storico di Palermo. Prevalentemente negli anni Novanta, periodo in cui ho diretto il servizio Interventi Urgenti e Manutentivi per l’Ufficio del Centro Storico del Comune di Palermo.
    Dopo due decenni molto bui per la storia della città, le tragiche morti dei giudici Falcone e Borsellino avevano innescato una fase di svolta a Palermo. Migliaia di cittadini che scendevano in piazza contro la mafia e le logiche che, nei due decenni precedenti, avevano portato la città al disastro. Ciò condusse, fra le altre cose, ad un processo generale di riqualificazione edilizia e urbanistica di Palermo che prese l’avvio dal risanamento del centro storico della città. Centro Storico che, con i suoi 250 ettari, è uno dei centri storici più grandi d’Europa non ché uno fra i più interessanti.

  • Goethe e i siciliani. Il Dialogo delle Affinità

    Il viaggio di Goethe in Sicilia è di sicuro uno dei grandi miti letterari della Modernità. Da esso – vera “macchina mitologica” – si dipartono e a esso tendono le fila dei grandi progetti della Goethezeit. Dalle mitologie intorno alla vagheggiata Arcadia, alle teorie sull’analogia universale esemplificata dalla metamorfosi delle piante. Dalla teoria dei colori ai miti più personali della formazione dell’artista.

    Acquista Goethe e i siciliani. Il Dialogo delle Affinità e scopri il nostro catalogo QUI
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    Goethe e i siciliani. Il Dialogo delle Affinità by: Michele Cometa 10,00

    Goethe e i siciliani. Il Dialogo delle Affinità

    Il viaggio di Goethe in Sicilia è di sicuro uno dei grandi miti letterari della Modernità. Da esso – vera “macchina mitologica” – si dipartono e a esso tendono le fila dei grandi progetti della Goethezeit.

    Dalle mitologie intorno alla vagheggiata Arcadia, alle teorie sull’analogia universale esemplificata dalla metamorfosi delle piante. Dalla teoria dei colori ai miti più personali della formazione dell’artista.

    Acquista Goethe e i siciliani. Il Dialogo delle Affinità e scopri il nostro catalogo QUI
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  • Grande Guerra Piccolo paese. Nel Carteggio Levante-Gallegra 1916-1918

    Come ha scritto uno dei più autorevoli studiosi italiani del Primo
    conflitto mondiale, «la Grande Guerra fu un produttore su larga scala
    di scritture testimoniali, in particolare di corrispondenza epistolare,
    la quale, per l’eccezionalità dell’investimento emotivo connesso all’esperienza che l’aveva prodotta, fu conservata in misura probabilmente superiore all’ordinario nell’ambito della sfera privata, talvolta nelle strutture archivistiche pubbliche, o per ragioni e finalità censorie o per scopi celebrativi e monumentali. Ciò significa che dobbiamo considerare l’epoca della Grande Guerra come una fase di rappresentazione collettiva unica fino a quel momento per estensione, profondità e capillarità, e perciò per noi un’occasione rara di attingere a fonti testimoniali per lo studio non solo dell’esperienza di guerra in quanto tale, ma più in generale dei fenomeni sociali e di cambiamento culturale dell’epoca» (Antonio Gibelli, Introduzione a Paul Fussel, La Grande Guerra e la memoria moderna, il Mulino, Bologna 1984, pp. XXV-XXVI). Per quanto concerne in particolare la corrispondenza epistolare, essa ebbe durante la Prima guerra mondiale per i combattenti un valore
    inestimabile. Significò infatti «mantenere vivi i rapporti familiari e il
    contatto con la vita e la propria identità precedente», in una situazione in cui «il sollievo nel ricevere notizie da casa non conosce differenze di grado e anzi concorre a creare quella comunità di combattenti che si sviluppa con la condivisione della realtà quotidiana della guerra»

    Dalla prefazione di Santi Fedele

    Grande guerra piccolo paese by: Angelo Ciolino 16,00

    Grande Guerra Piccolo paese. Nel Carteggio Levante-Gallegra 1916-1918

    Come ha scritto uno dei più autorevoli studiosi italiani del Primo conflitto mondiale, «la Grande Guerra fu un produttore su larga scala di scritture testimoniali.
    In particolare di corrispondenza epistolare, la quale, per l’eccezionalità dell’investimento emotivo connesso all’esperienza che l’aveva prodotta, fu conservata in misura probabilmente superiore all’ordinario.
    Ciò significa che dobbiamo considerare l’epoca della Grande Guerra come una fase di rappresentazione collettiva unica.

    Fino a quel momento per estensione, profondità e capillarità, e perciò per noi un’occasione rara di attingere a fonti testimoniali per lo studio non solo dell’esperienza di guerra in quanto tale, ma più in generale dei fenomeni sociali e di cambiamento culturale dell’epoca» (Antonio Gibelli, Introduzione a Paul Fussel, La Grande Guerra e la memoria moderna, il Mulino, Bologna 1984, pp. XXV-XXVI). Per quanto concerne in particolare la corrispondenza epistolare, essa ebbe durante la Prima guerra mondiale per i combattenti un valore inestimabile. Significò infatti «mantenere vivi i rapporti familiari e il
    contatto con la vita e la propria identità precedente», in una situazione in cui «il sollievo nel ricevere notizie da casa non conosce differenze di grado e anzi concorre a creare quella comunità di combattenti che si sviluppa con la condivisione della realtà quotidiana della guerra»

    Dalla prefazione di Santi Fedele