• A distanza di oltre un secolo dalla nascita, Renato Guttuso (1912-1987) continua a essere al centro di un ricco dibattito che, sia pure con differenti posizioni, ne mette in luce il grande ruolo nell’arte europea del XX secolo. Di recente, grazie alla pubblicazione dei suoi scritti nei Classici Bompiani si è cominciato a guardare alla sua pittura anche alla luce della sua importante elaborazione teorica capace di coniugare la grande cultura figurativa con il dibattito artistico-filosofico più aggiornato di quegli anni. In questo volume filosofi e scienziati cognitivi mettono in dialogo la lettura iconografica dell’opera di Guttuso con la sua elaborazione teorica. Jean-Luc Nancy legge l’opera dell’artista a partire dal tema del ritratto. Francesca Bacci e David Melcher offrono un’innovativa lettura dei meccanismi percettivo-cognitivi che operano nella pittura di Guttuso. Antonino Bondì ricostruisce il sorprendente rapporto teorico con Merleau-Ponty. Marco Carapezza propone una rilettura filosoficamente impegnata del realismo guttusiano. Franco Lo Piparo (ri)legge il comunismo del pittore a partire da due celebri quadri: La Battaglia di Ponte dell’ammiraglio e I Funerali di Togliatti. In appendice si ripropongono i contributi di due grandi filosofi: Richard Wollheim in uno scritto introvabile del 1960; Cesare Brandi in un importante saggio del 1983 dove il filosofo e storico dell’arte si confronta compiutamente con l’amico pittore.

    (Ri)leggere Guttuso. Percezione, realismo, impegno civile by: 20,00

    A distanza di oltre un secolo dalla nascita, Renato Guttuso (1912-1987) continua a essere al centro di un ricco dibattito che, sia pure con differenti posizioni, ne mette in luce il grande ruolo nell’arte europea del XX secolo.

    Di recente, grazie alla pubblicazione dei suoi scritti nei Classici Bompiani, si è cominciato a guardare alla sua pittura anche alla luce della sua importante elaborazione teorica.

    In questo volume filosofi e scienziati cognitivi mettono in dialogo la lettura iconografica dell’opera di Guttuso con la sua elaborazione teorica.
    Jean-Luc Nancy legge l’opera dell’artista a partire dal tema del ritratto.
    Francesca Bacci e David Melcher offrono un’innovativa lettura dei meccanismi percettivo-cognitivi che operano nella pittura di Guttuso.
    Antonino Bondì ricostruisce il sorprendente rapporto teorico con Merleau-Ponty.
    Marco Carapezza propone una rilettura filosoficamente impegnata del realismo guttusiano.
    Franco Lo Piparo (ri)legge il comunismo del pittore a partire da due celebri quadri: La Battaglia di Ponte dell’ammiraglio e I Funerali di Togliatti.
    Infine, in appendice si ripropongono i contributi di due grandi filosofi: Richard Wollheim in uno scritto introvabile del 1960; Cesare Brandi in un importante saggio del 1983 dove il filosofo e storico dell’arte si confronta compiutamente con l’amico pittore.

  • Introduction by Angelo Troìa:

    “On behalf of the Organising Committee, I am very happy to welcome you to the 22nd Meeting of the Group of European Charophytologists (GEC), held in Palermo, Italy from September 17 to 21, 2018. The 22nd GEC Meeting is convened by the International Research Group on Charophytes (IRGC) and organised by the Department of Biological, Chemical and Pharmaceutical Sciences and Technologies (STEBICEF) of the University of Palermo, in collaboration with the Interdepartmental Research Centre on Technology-Environment Interaction (CIRITA) of the same University, and FORUM PLINIANUM onlus. The lectures and poster presentations will be held at the Botanical Garden, part of the University Museum System. As far as I know, this is the first GEC meeting in Italy, so I am particularly proud of this, but also hopeful that this meeting can contribute to attract more attention from researchers, field biologists and politicians (s. l.) on this particular group of plants: they are in fact so important from several points of view, from evolutionary studies to applied ecology, from palaeontology to physiology”.

    22ND MEETING OF THE GROUP OF EUROPEAN CHAROPHYTOLOGISTS (GEC) by: Angelo Troìa 5,90

    GROUP OF EUROPEAN CHAROPHYTOLOGISTS

    Introduction by Angelo Troìa:

    “On behalf of the Organising Committee, I am very happy to welcome you to the 22nd Meeting of the Group of European Charophytologists (GEC), held in Palermo, Italy.
    The 22nd GEC Meeting is convened by the International Research Group on Charophytes (IRGC) and organised by the Department of Biological, Chemical and Pharmaceutical Sciences and Technologies (STEBICEF) of the University of Palermo. In collaboration with the Interdepartmental Research Centre on Technology-Environment Interaction (CIRITA) of the same University, and FORUM PLINIANUM onlus.
    The lectures and poster presentations will be held at the Botanical Garden, part of the University Museum System.

    As far as I know, this is the first GEC meeting in Italy, so I am particularly proud of this, but also hopeful that this meeting can contribute to attract more attention from researchers, field biologists and politicians (s. l.). This particular group of plants are so important from several points of view, from evolutionary studies to applied ecology, from palaeontology to physiology”.

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  • L’idea di questo libro è nata per gioco. Tradurre dal greco o dal latino mi ha sempre affascinato, ma non avevo mai preso in considerazione la possibilità di tradurre dei classici in dialetto siciliano. Il risultato del primo esperimento, su alcuni versi di Archiloco, mi ha però subito entusiasmato. E così un esperimento è diventato un progetto, una sfida estremamente stimolante, creativa, divertente. Man mano mi sono reso  conto, con crescente meraviglia e gioia, della potenza espressiva del dialetto siciliano, in termini di suggestione immaginifica e sonora: una potenza di resa intensa e accattivante, che non mi ha fatto rimpiangere,
    specie nei casi meglio riusciti, la lingua italiana.

    A vita è na rota by: Paolo Scelfo 10,00

    A vita è na rota

    Lirici greci in dialetto siciliano.
    Il libro è una raccolta di poesie greche tradotte in dialetto siciliano.

    L’autore, Paolo Scelfo,  attraverso questa operazione di traduzione ha tentato dove possibile di attenersi quanto più all’originale. Dove non è stato possibile, è intervenuto con modifiche e arricchimenti del concetto di partenza.

    Tradurre è sempre un’operazione complessa: si è di fronte a due mondi, più o meno lontani ma comunque distanti: nel tempo, nello spazio, nella storia, nelle categorie culturali, nella visione del mondo e ovviamente nella lingua.

    Paolo Scelfo è un docente di lingua italiana, latina e greca che dimostra in questo lavoro le sue competenze da filologo.

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  • Sale!

    Alfredo Cucco fu un esponente di spicco della politica meridionale. Prima leader del movimento nazionalista siciliano, poi segretario federale del Partito nazionale fascista (Pnf) per la provincia di Palermo e membro del direttorio nazionale del partito, di cui divenne anche vicesegretario nazionale. Poi ancora fu sottosegretario al Ministero della Cultura Popolare durante il biennio salotino e, in età repubblicana, uomo di punta del Movimento sociale italiano (Msi). Nella sua lunga carriera si individua un filo conduttore evidente, un tratto ideologico che, evolutosi dal nazionalismo del 1919 sino al radicalismo del Msi, attraverso il razzismo, fa di Cucco un interessantissimo esponente del fascismo italiano, testimone e artefice della nascita di questo e delle sue profonde mutazioni. Ciò nonostante, sarà più facile trovare il nome di Cucco in un libro di storia della mafia che in uno di storia politica. E questo a causa di quanto avvenuto fra il 1926 e il 1927, quando il prefetto Mori interruppe bruscamente la sua carriera politica con un castello di accuse che descrivevano Cucco come un affarista imputabile anche di ciò che oggi chiameremmo concorso esterno in associazione mafiosa (Dall’introduzione di Matteo Di Figlia).

  • Antonio Fogazzaro – Piccolo Mondo Antico

    Si dicono classici quei libri che costituiscono una ricchezza per chi li ha letti e amati; ma costituiscono una ricchezza non minore per chi si riserba la fortuna di leggerli per la prima volta nelle condizioni migliori per gustarli.
    Italo Calvino

    Edity propone una selezione di classici della narrativa in una nuova collana, curata da Elvira Martino, dal titolo “Exempla”,  esemplari e modelli che, nonostante il tempo trascorso, riescono a dirci sempre qualcosa.

     

    Antonio Fogazzaro – Piccolo Mondo Antico by: Elvira Martino 4,99

    Antonio Fogazzaro – Piccolo Mondo Antico

    Si dicono classici quei libri che costituiscono una ricchezza per chi li ha letti e amati; ma costituiscono una ricchezza non minore per chi si riserba la fortuna di leggerli per la prima volta nelle condizioni migliori per gustarli.
    Italo Calvino

    Edity propone una selezione di classici della narrativa in una nuova collana, curata da Elvira Martino, dal titolo “Exempla”,  esemplari e modelli che, nonostante il tempo trascorso, riescono a dirci sempre qualcosa.

     

     

  • Aria, il Respiro della Terra/ Air, The Earth Breath

    I primi filosofi greci cercavano l’origine dei fenomeni nelle entità della realtà naturale.

    Infatti, fra le quattro cosmogonie generatrici, il Fuoco, l’Acqua, la Terra e l’Aria, quest’ultima ricopre un ruolo indispensabile nel passaggio che porta alla creazione del mondo e della natura.

    Oggi ci troviamo di fronte ad un bivio offuscato da nebbie che sembrano non volere scomparire e che non ci permettono di scegliere quale sia la strada più corretta per garantire un futuro alla nostra Terra e all’Umanità.

    Parlare di Aria e del suo rapporto con l’uomo significa indagare su aspetti che agiscono sull’ambiente, sul contesto, sulla natura e sull’uomo stesso.

    E’ possibile anche considerare l’Aria come promotrice e ispiratrice di originali attività creative.

    Queste considerazioni sono stati gli input del Convegno Internazionale da cui prende il nome questo volume.

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    Aria il Respiro della Terra by: Salvatore Cusumano, Giuseppe De Giovanni, 35,00

    Aria, il Respiro della Terra/ Air, The Earth Breath

    I primi filosofi greci cercavano l’origine dei fenomeni nelle entità della realtà naturale.

    Infatti, fra le quattro cosmogonie generatrici, il Fuoco, l’Acqua, la Terra e l’Aria, quest’ultima ricopre un ruolo indispensabile nel passaggio che porta alla creazione del mondo e della natura.

    Oggi ci troviamo di fronte ad un bivio offuscato da nebbie che sembrano non volere scomparire e che non ci permettono di scegliere quale sia la strada più corretta per garantire un futuro alla nostra Terra e all’Umanità.

    Parlare di Aria e del suo rapporto con l’uomo significa indagare su aspetti che agiscono sull’ambiente, sul contesto, sulla natura e sull’uomo stesso.

    E’ possibile anche considerare l’Aria come promotrice e ispiratrice di originali attività creative.

    Queste considerazioni sono stati gli input del Convegno Internazionale da cui prende il nome questo volume.

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  • L’Accademia Nazionale di Scienze, Lettere e Arti di Palermo, di cui Nicola Bonacasa fu presidente negli ultimi anni della sua vita, ha organizzato una tavola rotonda, il 7 aprile 2016 nell’Aula Magna della Facoltà di Lettere di Palermo.
    Nicola Bonacasa (1931-2015) si è laureato nel 1954 a Palermo con una tesi su Alessandria di Egitto e l’arte alessandrina, sotto la guida di Achille Adriani. Allievo della Scuola Nazionale di Archeologia a Roma, completò la propria formazione presso la Scuola Archeologica italiana di Atene (1957) sotto la direzione di Doro Levi. È stato membro di missioni archeologiche in Italia e all’estero.

    Atti della giornata di studio in memoria di Nicola Bonacasa by: 10,00
    Collana Atti e Convegni – “Atti della giornata di studio in memoria di Nicola Bonacasa”. Premessa di Vincenzo Rotolo
  • Sale!

    Il feudalesimo in Sicilia ha una forte caratterizzazione come istituto di diritto pubblico sulla base di esplicite concessioni che nei secoli la sovranità aveva elargito ai singoli feudatari e che nel tempo finirono con l’essere percepite come connaturate al feudo stesso. Il rapporto tra il potere sovrano e la giurisdizione feudale si rivelò piuttosto difficile e denso di contraddizioni, segnato ora da sostanziali aperture nei confronti di una aristocrazia forte, del cui consenso e della cui fedeltà la monarchia aveva bisogno, ora da fasi di riequilibrio, quando non di ridimensionamento del potere della nobiltà, nell’intento di restaurare con maggiore o minore convinzione il valore e il significato dell’autorità sovrana.

  • LE ARTI DECORATIVE SICILIANE NEI DIARI DEI VIAGGIATORI INGLESI
    Collana Artes
    Questo volume di Sergio Intorre è il frutto di uno studio capillare che l’autore ha effettuato sui resoconti dei viaggiatori inglesi che arrivarono in Sicilia tra il XVIII e il XIX secolo, alla ricerca mirata di descrizioni inerenti le opere siciliane di arte decorativa viste nel corso dei loro itinerari. Le citazioni così raccolte hanno fornito un quadro d’insieme che è stato oggetto di studio scientifico e che ha dato vita a questa pubblicazione. L’interesse del volume sta quindi, innanzitutto, nell’originalità della ricerca condotta sulle Arti Decorative nei diari dei viaggiatori, che fornisce all’autore la possibilità di osservare e studiare un corpus di opere note e meno note ancora a diretto contatto con i collezionisti dell’epoca o nelle loro sedi originarie, cambiate nel tempo in seguito a vicissitudini di differente natura, come calamità naturali, interventi di restauro degli edifici, trasferimenti, acquisizioni, o, nel peggiore dei casi, furti o smarrimenti. Un ulteriore aspetto particolarmente affascinante è costituito dai commenti dei viaggiatori inglesi relativi alla devozione dei Siciliani nei confronti dei simulacri sacri maggiormente venerati nell’Isola e dei tesori che già in quel periodo si erano raccolti loro intorno, grazie alla devozione di nobili, monarchi, Viceré, persone comuni. Ai loro occhi appare spesso incomprensibile l’intenso rapporto tra i Siciliani e i loro santi protettori, che sottolineano di volta in volta con curiosità, divertimento, indignazione o perfino sdegno. Ma al di là degli aspetti legati alla Fede e al folklore, dalla Madonna di Trapani alla Madonna della Lettera, da Santa Rosalia a Sant’Agata, da Santa Lucia a San Gerlando raccontano di urne d’argento, gioielli, suppellettili liturgiche, arredi sacri, con stupore e ammirazione, riferendo della maestria con cui gli artisti siciliani lavoravano i materiali preziosi dell’Isola. Dai resoconti di viaggio emergono inoltre le figure dei principali collezionisti dell’epoca e le loro raccolte, così simili alle wunderkammer imperiali europee nella ricca varietà dei manufatti e nella dichiarata volontà di stupire il visitatore. Ancor più significative sono le citazioni studiate da Sergio Intorre e raccolte integralmente in appendice alla fine di questo volume, se si pensa che nella maggior parte dei casi i visitatori inglesi venivano in Sicilia principalmente per vedere le rovine classiche di Agrigento, Siracusa, Segesta, Selinunte, etc., ispirati dal pensiero di Winckelmann, che dominava il panorama culturale europeo di quel periodo. I numerosi diari di viaggio citati di volta in volta nel corso del volume raccontano delle lussureggianti decorazioni a marmi mischi, della raffinatezza degli intagli lignei, dei virtuosismi dei corallari trapanesi, dello splendore dell’arte degli orafi e degli argentieri dell’Isola, che spesso stride con la realtà sociale descritta dagli stessi autori, ma che contribuisce a tracciare un quadro esaustivo di quello che, ancora oggi, è uno degli elementi fondamentali della nostra identità culturale.

     

     

    Beauty and Splendour by: Intorre Sergio 20,00

    Beauty and Splendour – Le arti decorative siciliane nei diari dei viaggiatori inglesi fa parte della collana Artes.

    Questo volume

    è il frutto di uno studio che l’autore ha effettuato sui resoconti dei viaggiatori inglesi che arrivarono in Sicilia tra il XVIII e il XIX secolo, alla ricerca delle opere di arte decorativa.

    L’interesse del volume sta quindi, nell’originalità della ricerca condotta sulle Arti Decorative nei diari dei viaggiatori.

    Certamente, un aspetto affascinante è leggere della sorpresa dei viaggiatori di fronte la devozione dei siciliani verso i simulacri sacri. Dai resoconti di viaggio emergono inoltre le figure dei principali collezionisti dell’epoca.

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  • LE ARTI DECORATIVE SICILIANE NEI DIARI DEI VIAGGIATORI INGLESI TRA XVIII E XIX SECOLO

    Questo volume di Sergio Intorre è il frutto di uno studio capillare che l’autore ha effettuato sui resoconti dei viaggiatori inglesi che arrivarono in Sicilia tra il XVIII e il XIX secolo, alla ricerca mirata di descrizioni inerenti le opere siciliane di arte decorativa viste nel corso dei loro itinerari. Le citazioni così raccolte hanno fornito un quadro d’insieme che è stato oggetto di studio scientifico e che ha dato vita a questa pubblicazione. L’interesse del volume sta quindi, innanzitutto, nell’originalità della ricerca condotta sui diari dei viaggiatori, che fornisce all’autore la possibilità di osservare e studiare un corpus di opere note e meno note ancora a diretto contatto con i collezionisti dell’epoca o nelle loro sedi originarie, cambiate nel tempo in seguito a vicissitudini di differente natura, come calamità naturali, interventi di restauro degli edifici, trasferimenti, acquisizioni, o, nel peggiore dei casi, furti o smarrimenti. Un ulteriore aspetto particolarmente affascinante è costituito dai commenti dei viaggiatori inglesi relativi alla devozione dei Siciliani nei confronti dei simulacri sacri maggiormente venerati nell’Isola e dei tesori che già in quel periodo si erano raccolti loro intorno, grazie alla devozione di nobili, monarchi, Viceré, persone comuni. Ai loro occhi appare spesso incomprensibile l’intenso rapporto tra i Siciliani e i loro santi protettori, che sottolineano di volta in volta con curiosità, divertimento, indignazione o perfino sdegno.

    Beauty and splendour by: Intorre Sergio 10,00

    LE ARTI DECORATIVE SICILIANE NEI DIARI DEI VIAGGIATORI INGLESI TRA XVIII E XIX SECOLO

    Beauty and splendour è un volume di Sergio Intorre. Uno studio effettuato sui resoconti dei viaggiatori inglesi arrivati in Sicilia tra il XVIII e il XIX secolo.

    Le citazioni così raccolte hanno fornito un quadro d’insieme che è stato oggetto di studio scientifico e che ha dato vita a questa pubblicazione.

    Attraverso una ricerca originale, l’autore ha potuto osservare e studiare un insieme di opere note e meno note.

    Un ulteriore aspetto particolarmente affascinante è costituito dai commenti dei viaggiatori inglesi, relativi alla devozione dei Siciliani nei confronti dei simulacri sacri maggiormente venerati nell’Isola e dei tesori.

    Agli occhi degli stranieri, appare spesso incomprensibile l’intenso rapporto tra i Siciliani e i loro santi protettori. Tutto questo è spesso sottolineato con curiosità, divertimento, indignazione o perfino sdegno.

    Il volume è illustrato con immagini delle maggiori fonti di attrazione artistica dell’Isola.

  • Sale!

    La declinazione feudale del fenomeno urbano siciliano rappresenta l’oggetto specifico del presente lavoro, in cui si è scelto di assumere come focus privilegiato un centro, Caltanissetta, cuore di un’area a forte vocazione cerealicola. La pregnanza del caso nisseno risiede soprattutto nel fatto che il paese costituiva la “capitale” di una vasta contea acquisita nel 1407 dai Moncada, nobile e antica famiglia di origini iberiche: a Caltanissetta, pertanto, convergeva il fulcro della macchina amministrativa e giurisdizionale preposta alla gestione di un vero e proprio stato feudale – in questo senso, non assimilabile alla fattispecie di un possedimento terriero privato –, in cui il signore deteneva il controllo della terra e l’esercizio della giustizia civile e criminale, funzioni cui assolveva ricorrendo a personale reclutato tra gli stessi abitanti e, segnatamente, tra i membri di quell’élite che risultava in larga parte già inserita negli ingranaggi del reggimento cittadino.

  • I Canti di Giacomo Leopardi segnano l’approdo capitale della poesia di ogni tempo.

    I Canti sono il capolavoro di Leopardi e, forse, la sua vera ragione di vita. Mentre egli scrive poesia, i suoi stati d’animo sono spesso mutevoli, e al di là di ciò che egli afferma, il sentimento legato all’esistenza infelice si trasforma in desiderio di felicità e di vita. Nel Canti, il recanatese esprime ricordi, moti interiori, emozioni, sentimenti, riflessioni personali e filosofiche. La poesia diventa espressione libera e sincera di ogni aspetto della vita.

     

    Canti – Giacomo Leopardi by: Elvira Martino 4,99

    I Canti di Giacomo Leopardi segnano l’approdo capitale della poesia di ogni tempo.

    I Canti sono il capolavoro di Leopardi e, forse, la sua vera ragione di vita. Mentre egli scrive poesia, i suoi stati d’animo sono spesso mutevoli, e al di là di ciò che egli afferma, il sentimento legato all’esistenza infelice si trasforma in desiderio di felicità e di vita. Nel Canti, il recanatese esprime ricordi, moti interiori, emozioni, sentimenti, riflessioni personali e filosofiche. La poesia diventa espressione libera e sincera di ogni aspetto della vita.

  • Il volume offre una lettura dinamica dei legami primari e dei contesti di accudimento attraverso la prospettiva degli attaccamenti multipli. Viene in particolare individuato l’impatto di un network relazionale, costituito da figure di attaccamento molteplici, interne ed esterne alla famiglia, e le relative implicazioni rintracciabili a livello educativo e clinico. Come sistema dinamico, in continua evoluzione, tale network si attiva in funzione delle trasformazioni che interessano l’ambiente di accudimento, nei suoi aspetti di rischio e protezione e rispetto ai livelli diadici, familiari e sociali in cui è organizzato.
    Il volume raccoglie indagini empiriche che trasversalmente analizzano il tema del caregiving multiplo e disfunzionale in contesti educativi differenti sottolineando come, in qualsiasi condizione e a qualsiasi età, sia possibile intervenire in modo riparativo. Si rivolge ai caregiver professionali (operatori della prima infanzia, educatori di comunità, etc.), agli studenti delle lauree triennali e specialistiche che si formano per lavorare nell’ambito delle relazioni di cura, e a tutte le figure di accudimento che operano per andare incontro ai bisogni evolutivi dei bambini, promuovendone la capacità di resilienza e riducendo l’impatto del rischio psicosociale.

    Caregiving e attaccamento. Una lettura dinamica dei contesti di accudimento by: 10,00

    Caregiving e attaccamento

    Prima di tutto, il volume offre una lettura dinamica dei legami primari e dei contesti di accudimento attraverso la prospettiva degli attaccamenti multipli.
    Oggetto è l’impatto di un network relazionale, costituito da figure di attaccamento molteplici interne ed esterne alla famiglia.
    Il volume raccoglie indagini empiriche che analizzano il tema del caregiving multiplo e disfunzionale in contesti educativi differenti.
    Per questa ragione il libro è pensato per i caregiver professionali e per gli studenti delle lauree triennali e specialistiche.
    Infine, si rivolge a tutte le figure di accudimento che operano per andare incontro ai bisogni evolutivi dei bambini, promuovendone la capacità di resilienza e riducendo l’impatto del rischio psicosociale.

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  • La pubblicazione degli atti del 1° seminario di approfondimento sul ruolo dell’Arma dei Carabinieri alla lotta contro la Mafia nella collana Atti e Convegni della Palermo University Press, vuole essere la testimonianza dell’intensa collaborazione che si è instaurata tra l’Arma e l’Ateneo palermitano per la costruzione di percorsi condivisi per un corretto approccio alla memoria degli eventi che hanno caratterizzato la “stagione del terrore” culminata con l’assassinio di Carlo Alberto dalla Chiesa.
    L’Università ha il dovere di assicurare la trasmissione dei valori fondamentali che stanno alla base del nostro vivere comune e di garantire una formazione che sia rivolta al consolidamento di un metodo di lavoro che si fondi sul sapere critico. Deve contribuire a rafforzare il valore della memoria, conciliando la memoria personale con quella collettiva e la memoria del passato con il presente in modo da evitare che l’oblio cali su alcuni momenti critici della nostra storia. L’Università deve, in altri termini, rendere disponibili quegli “strumenti” culturali, di metodo critico, di formazione del sapere e di comunicazione necessari per il futuro dei nostri giovani e della nostra società. (dalla Premessa di F. Micari)

    Carlo Alberto Dalla Chiesa: La lotta dell’Arma alla mafia by: 10,00

    CARLO ALBERTO DALLA CHIESA
    Dalla Premessa del Magnifico Rettore Fabrizio Micari:
    L’Ateneo palermitano nel settembre 2017 ha organizzato, in sinergia con l’Arma dei Carabinieri, un convegno dedicato a Carlo Alberto dalla Chiesa che porta come sottotitolo i due termini: terrorismo e “cosa nostra”.
    I due termini costituiscono i due pilastri sui quali si è consumato il percorso professionale e umano del Generale.
    Due fenomeni che hanno messo in discussione la tenuta democratica della nostra nazione, sono state fondamentali per la sperimentazione di una strategia investigativa innovativa. […] Gli interventi di questo seminario sono importanti perché ricostruiscono il contesto in cui matura la determinazione della condanna a morte del Generale. Una tragica sequenza di morti e di intimidazioni che non bisogna rimuovere dalla memoria collettiva ma tenere sempre presente. Il nostro compito, è quello di costruire una identità con la storia e con la memoria.

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  • Atti del 2° seminario di approfondimento, Palermo, Settembre 2017
    Dalla Premessa del Magnifico Rettore Fabrizio Micari:
    L’Ateneo palermitano nel settembre 2017 ha organizzato, in sinergia con l’Arma dei Carabinieri, un convegno dedicato a Carlo Alberto dalla Chiesa che porta come sottotitolo i due termini: terrorismo e “cosa nostra”. I due termini costituiscono i due pilastri sui quali si è consumato il percorso professionale e umano del Generale. Le esperienze maturate in questi due momenti fondamentali della lotta a due fenomeni che hanno messo in discussione la tenuta democratica della nostra nazione, sono state fondamentali per la sperimentazione di una strategia investigativa innovativa. […] Gli interventi di questo seminario sono importanti perché ricostruiscono il contesto in cui matura la determinazione della condanna a morte del Generale. Una tragica sequenza di morti e di intimidazioni che non bisogna rimuovere dalla memoria collettiva ma tenere sempre presente. Il nostro compito, è quello di costruire una identità con la storia e con la memoria.

     

    Carlo Alberto Dalla Chiesa: La lotta dell’Arma alla mafia, terrorismo e “Cosa Nostra” by: AA. VV. 10,00

    CARLO ALBERTO DALLA CHIESA
    Dalla Premessa del Magnifico Rettore Fabrizio Micari:
    L’Ateneo palermitano nel settembre 2017 ha organizzato, in sinergia con l’Arma dei Carabinieri, un convegno dedicato a Carlo Alberto dalla Chiesa che porta come sottotitolo i due termini: terrorismo e “cosa nostra”.
    I due termini costituiscono i due pilastri sui quali si è consumato il percorso professionale e umano del Generale.
    Due fenomeni che hanno messo in discussione la tenuta democratica della nostra nazione, sono state fondamentali per la sperimentazione di una strategia investigativa innovativa. […] Gli interventi di questo seminario sono importanti perché ricostruiscono il contesto in cui matura la determinazione della condanna a morte del Generale. Una tragica sequenza di morti e di intimidazioni che non bisogna rimuovere dalla memoria collettiva ma tenere sempre presente. Il nostro compito, è quello di costruire una identità con la storia e con la memoria.

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  • Carlo Collodi – Pinocchio

    Si dicono classici quei libri che costituiscono una ricchezza per chi li ha letti e amati; ma costituiscono una ricchezza non minore per chi si riserba la fortuna di leggerli per la prima volta nelle condizioni migliori per gustarli.
    Italo Calvino

    Edity propone una selezione di classici della narrativa in una nuova collana, curata da Elvira Martino, dal titolo “Exempla”,  esemplari e modelli che, nonostante il tempo trascorso, riescono a dirci sempre qualcosa.

    Carlo Collodi – Pinocchio by: Elvira Martino 4,99

    Carlo Collodi – Pinocchio

    Si dicono classici quei libri che costituiscono una ricchezza per chi li ha letti e amati; ma costituiscono una ricchezza non minore per chi si riserba la fortuna di leggerli per la prima volta nelle condizioni migliori per gustarli.
    Italo Calvino

    Edity propone una selezione di classici della narrativa in una nuova collana, curata da Elvira Martino, dal titolo “Exempla”,  esemplari e modelli che, nonostante il tempo trascorso, riescono a dirci sempre qualcosa.

    Tra gli innumerevoli generi letterari che persistono o nascono ogni anno, ce n’è uno che, nonostante il passare delle mode, continua a occupare invariabilmente il suo posto nelle grandi librerie: i classici. Questa categoria comprende al suo interno svariati generi, dalla narrativa, ai romanzi rosa, dai gialli al fantascientifico. Con “classici” intendiamo tutti quei libri che, in un modo o nell’altro, continuano a emozionare i lettori di ogni epoca.

    Alberto Asor Rosa,
    scrittore e critico letterario, offre una definizione quanto mai pertinente e articolata riguardo ciò: i grandi classici sono sempre degli scrittori “radicali”, nel senso più proprio del termine, in quanto, appunto, “vanno alla radice delle cose”, esplorano, sommuovono le profondità dell’essere, come un aratro che rovescia le zolle e ne mostra il lato a lungo nascosto. Rappresentare l’essere significa necessariamente tornare verso le origini, rimontare all’indietro o scendere in profondità al di là della civilizzazione. In ogni grande classico l’elemento barbarico, primitivo, è almeno altrettanto forte di quello che esprime la civiltà e la cultura. […] grande classico è l’artista che, per costruire un ordine, deve necessariamente spazzarne via molti altri. Di conseguenza, ciò che lui fa è talmente specifico e peculiare da non poter essere mai veramente ripetuto.

    Edity propone una selezione di classici della narrativa in una nuova collana dal titolo “Exempla”, esemplari e modelli che, no-nostante il tempo trascorso, riescono a dirci sempre qualcosa.

     

  • Sale!

    La storia di Castelbuono medievale è soprattutto la storia della famiglia Ventimiglia, conti e poi marchesi di Geraci, di cui il volume ricostruisce le vicende grazie a nuove ricerche archivistiche. La trasformazione nei primi decenni del Trecento dell’antico casale bizantino di Ypsigro in Castelbuono segna infatti paradossalmente la scomparsa del borgo dalla scena della storia. Per quasi tutto il secolo, Castelbuono è completamente assente dalla documentazione: esiste in quanto esistono i Ventimiglia che operano in tutta la Sicilia. Il Quattrocento vede emergere la imponente figura di Giovanni I Ventimiglia, il primo marchese di Geraci, il castelbuonese più illustre di tutti i tempi, che per parecchi decenni opera in Africa, in Oriente e soprattutto nell’Italia meridionale e centrale ad altissimi livelli, con ruoli militari e politici di grandissima responsabilità. Lentamente comincia a emergere anche Castelbuono, inizialmente con singoli suoi abitanti e via via, nella seconda metà del secolo, con le reti di relazione, il ceto dirigente, gli artigiani, il quadro sociale, le attività economiche, le chiese, qualche confraternita. Ecco, finalmente compare il paese anche se su di esso incombe quasi sempre l’ombra della grande e potente famiglia feudale dei Ventimiglia.

  • Cenere fa parte dei romanzi della maturità artistica e umana di Grazia Deledda, prima e unica donna italiana premio Nobel per la Letteratura del 1926.
    Il romanzo, inizialmente pubblicato sulla “Nuova Antologia” nel 1903 (nn. 187-88 gennaio-marzo) e poi in volume nel 1904 presso l’editrice romana Ripamonti e Colombo, da cui fu tratto nel 1916 un film interpretato da Eleonora Duse, attesta la raggiunta maturità della scrittrice.
    In esso sono presenti tutti gli elementi che l’hanno resa famosa e meritevole del Nobel. Primo fra tutti, il perfetto compenetrarsi tra i personaggi con i loro caratteri peculiari e la natura. E la gente che la Deledda disegna, qui come in tutte le sue opere, costruisce un quadro mirabile di passioni, patemi, ingenuità e crudeltà senza colpe.

    Cenere – Grazia Deledda by: Elvira Martino 4,99

    Cenere fa parte dei romanzi della maturità artistica e umana di Grazia Deledda, prima e unica donna italiana premio Nobel per la Letteratura del 1926.
    Il romanzo, inizialmente pubblicato sulla “Nuova Antologia” nel 1903 (nn. 187-88 gennaio-marzo) e poi in volume nel 1904 presso l’editrice romana Ripamonti e Colombo, da cui fu tratto nel 1916 un film interpretato da Eleonora Duse, attesta la raggiunta maturità della scrittrice.
    In esso sono presenti tutti gli elementi che l’hanno resa famosa e meritevole del Nobel. Primo fra tutti, il perfetto compenetrarsi tra i personaggi con i loro caratteri peculiari e la natura. E la gente che la Deledda disegna, qui come in tutte le sue opere, costruisce un quadro mirabile di passioni, patemi, ingenuità e crudeltà senza colpe.

  • Nel 2016 si è celebrato in tutto il mondo il quarto centenario della morte di Miguel de Cervantes, autore del Don Chisciotte della Mancia (1605-1615), uno dei libri più letti al mondo, che ha attraversato questi quattro secoli godendo di un sempre rinnovato interesse.
    La Sicilia ha voluto rendere omaggio allo scrittore spagnolo, che visse nelle sue città momenti importanti della sua vita militare, in uno scenario che si estende al Canale di Sicilia e alle isole minori. La manifestazione organizzata ha messo in luce i rapporti della vita e delle opere dello scrittore spagnolo sia con l’Isola e con la sua cultura sia con le istituzioni militari che dalla Sicilia contribuirono al successo della battaglia di Lepanto (7 ottobre 1571). Si è anche evidenziato come la inesauribile ricchezza semantica del capolavoro cervantino abbia permesso continue esplorazioni del testo e della vitalità che ha mantenuto nel tempo, aprendosi a continue riscoperte della sua attualità nei diversi campi della cultura moderna e contemporanea. Nel complesso degli studi presentati in questo volume non mancano riferimenti alle altre numerose opere di Cervantes, di cui si sono celebrati con costante interesse i centenari nell’arco di tempo che va dal 2013 al 2017

    Cervantes nel secondo millennio. Uno nuovo sguardo con la Sicilia sullo sfondo by: Marialaura Cascio, Maria Caterina Ruta, 15,00

    Cervantes nel secondo millennio. Uno nuovo sguardo con la Sicilia sullo sfondo

    Nel 2016 si è celebrato in tutto il mondo il quarto centenario della morte di Miguel de Cervantes.
    Egli è l’autore del Don Chisciotte della Mancia. Si tratta di uno dei libri più letti al mondo, che ha attraversato questi quattro secoli godendo di un sempre rinnovato interesse.

    La Sicilia ha voluto rendere omaggio allo scrittore spagnolo, che visse nelle sue città momenti importanti della sua vita militare, in uno scenario che si estende al Canale di Sicilia e alle isole minori.

    La manifestazione organizzata ha messo in luce i rapporti della vita e delle opere dello scrittore spagnolo.

    Inoltre, si è evidenziato, attraverso il volume, come la inesauribile ricchezza semantica del capolavoro abbia permesso continue esplorazioni del testo e della vitalità che ha mantenuto nel tempo, aprendosi a continue riscoperte della sua attualità nei diversi campi della cultura moderna e contemporanea.

    Nel complesso degli studi presentati in questo volume non mancano riferimenti alle altre numerose opere di Cervantes, di cui si sono celebrati con costante interesse i centenari nell’arco di tempo che va dal 2013 al 2017

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  • Cibo da amare non da odiare.

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    Cibo da amare non da odiare – Feliciana Conte by: Feliciana Conte 12,00

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